CORRADO GUZZANTI: La volgarità è come la bellezza: è nell’occhio di chi scureggia…

guzzanti-funari-p41101802Quando c’è “grossa crisi” e la gente “miagola nel buio” c’è, per reazione, grande voglia di ridere. E’ così anche in quest’Italia d’inizio millennio in cui la risata può servire ad anestetizzare (leggi i “comici da consumo” di trasmissioni come “Zelig) o aumentare il grado di consapevolezza del pubblico.

In quest’ultima categoria rientra sicuramente il quarantatreene Corrado Guzzanti che lo scorso 11 aprile si è esibito al “Palais Saint-Vincent”, pieno ma non troppo, in “Recital”, lo spettacolo che, dopo 8 anni, segna il suo ritorno al teatro. In compagnia di Marco Marzocca e della sorella Caterina Guzzanti vi ha riproposto alcuni suoi personaggi storici (dal santone “Quelo” alla presentatrice “Vulvia” di Rieducational Channel) e, soprattutto la satira politica delle caricature di Tremonti, Prodi, Bertinotti e, per la prima volta, Di Pietro (ricorrendo, per quelli che necessitavano di maggiore trucco, a filmati proiettati su un maxi schermo). guzzanti-angelo-p41100803Politici che stimolano il gusto del paradosso che è alla base della comicità del comico romano, esemplificata da battute-aforisma come: “Io ho una grande onestà intellettuale, è il mio corpo che ruba”. O “la verità è che la riforma della giustizia è una cosa difficilissima, mentre l’ingiustizia si riforma continuamente”. 

Rispetto a qualche anno fa, però, si percepisce in Guzzanti la disillusione sul potere di eversione comica di uno status quo consolidato dal montante “pensiero unico”. Ecco, quindi il cinismo arrogante di Tremonti che, alla domanda “Ministro, che ne pensa della gente che non arriva alla terza settimana?”, risponde scocciato: “Ma non è mica una gara…”. Neanche la morte è, poi, di sollievo, perché, come preannuncia dall’aldilà un Funari “maudit”, “è proprio vero che gli ultimi saranno i primi, perché qui comandano i peggio”. Aggiungendo: “la volgarità è come la bellezza: è nell’occhio di chi scureggia”.

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