C’erano una volta i KYMERA

Non è un caso che le favole inizino sempre con un “c’era una volta” che le colloca in un tempo imperfetto che ne fa presagire la fine. Così è stato anche per la favola dei Kymera, il duo valdostano formato da Simone Giglio e Davide Dugros. Sul loro sito l’8 maggio è comparso il post “I Kymera salutano i Kymera” in cui “con grande affetto i Kymera ringraziano i Kymera e danno loro un sorridente arrivederci”. Senza mai citare la parola “fine”, annunciano che “sono oggi più che mai desiderosi di esprimere al meglio le loro differenze artistiche. Seguiremo due progetti separati per enfatizzare il più possibile le nostre capacità individuali e soddisfare la nostra sete di sperimentazione, di evoluzione e miglioramento.” Una separazione artistica che fa seguito (ma non sarebbe strettamente legata) a quella affettiva, avvenuta un anno fa circa.
Nel post e nelle scarne dichiarazioni (“E’ tutto spiegato nel link”, ha scritto Simone nella sua pagina Facebook) le ragioni della separazione artistica rimangono nebulose. Sicuramente ha influito l’essere “due persone molto diverse”, la cui “capacità di mescolare insieme le loro qualità migliori all’insegna della magia” si è ad un certo punto esaurita.
Le reazioni web delle loro numerosissime fans vanno dalle lacrime all’invito a ripensarci, da chi dice che “il piacere raddoppierà” a chi, invece, che “two it’s meglio che one!”. “Diciamo che dopo “Utopia” ero ormai preparata a questo”,scrive Annamaria Coviello. E, in effetti, erano state insistenti le voci di tensioni che avevano accompagnato la realizzazione dello spettacolo andato in scena il 28 gennaio al Palais Saint-Vincent per la Saison Culturelle(“probabilmente, nonostante il massimo impegno che abbiamo messo per realizzare “Utopia”, le nostre fans più attente avevano colto qualcosa”, ammette Davide). Voci che avevano trovato una conferma ufficiale nel post comparso iL 21 aprile sul loro sito con frasi del tipo “nulla sarà più come prima” e “a presto per strabilianti novità!”. Si interrompe, così, la straordinaria avventura dei Kymera, iniziata il 7 settembre 2010 con la partecipazione, su Rai2, alla prima puntata di “ X Factor 4”. Nonostante l’immediata stroncatura dell’“esperto” Cristiano Malgioglio, che li “freddò” sentenziando: “per me sono senza talento, valgono meno di zero”, riuscirono a passare 12 turni, arenandosi solo in semifinale. Dopo X Factor hanno pubblicato l’EP “Atlantide” (con la canzone scritta per loro da Enrico Ruggeri), rieditato il cd “Argento e Nuvole”(pubblicato nel 2007 come Chimera) e fatto concerti in giro per l’Italia. “Grazie per ieri Kymera… e grazie per domani Davide e Simone!- scrive la fan Sabri Daturi- Niente ombre, le ombre solo e sempre alle spalle!”
Al Teatro Romano i KYMERA festeggiano la Valle d’Aosta e il loro primo anniversario

Il 4 settembre, sul palco del Teatro Romano di Aosta, Simone Giglio e Davide Dugros hanno festeggiato l’anno più straordinario della loro carriera artistica. Martedì 7 settembre 2010, infatti, i Kymera avevano iniziato, su Rai2, la loro avventura a X Factor 4. Una puntata che resta memorabile per il giudizio espresso dall’ “esperto” Cristiano Malgioglio che, dopo che avevano cantato “Frozen” di Madonna con qualche problema di intonazione, li “freddò” sentenziando: “per me sono senza talento, valgono meno di zero”. Passarono, invece, il turno, e, così, per altre 11 settimane, arenandosi solo alle soglie della finalissima del 23 novembre.
Dopo X Factor hanno pubblicato l’EP “Atlantide”, rieditato il cd “Argento e Nuvole” e girato l’Italia facendo concerti. Ad Aosta, in occasione di un miniconcerto per la Festa della Valle d’Aosta, hanno mostrato quanto queste esperienze abbiano portato ad una maturazione sia musicale che
teatrale. Non hanno, quindi, avuto alcuna difficoltà a entusiasmare una platea di un migliaio di spettatori in cui spiccavano “kymerici” provenienti da tutta Italia. La scaletta, iniziata con la morriconiana “C’era una volta il West”, è proseguita con le loro “Planetarium” ed “Eden” per concludersi con le interpretazioni di cover di “Who wants to live forever” e “The phantom of the Opera” .
Oltre al talento, quale può essere stata la ricetta che vi ha permesso di uscire dalla Valle? «C’è stato un pizzico di fortuna e la determinazione nel seguire chiari obiettivi», ha risposto Davide. Può essere stato utile un “padrino” musicale come Enrico Ruggeri? «Indubbiamente, perché con la sua esperienza può dare utili consigli. Il rischio, però, è di esserne schiacciati, per cui i “padrini” vanno presi con le giuste dosi ed adattati alla propria identità artistica.» Quali sono i vostri programmi futuri? «Siamo in fase di scrittura e registrazione di nuovi inediti per un cd che sarà pubblicato l’anno prossimo e si svilupperà intorno al progetto “Utopia”, rivisitato con nuove collaborazioni e contaminazioni.»
Per una sera i KYMERA nuovamente profeti in patria

Come succede nelle famiglie in periodo di crisi, anche nelle rassegne musicali valdostane di questa estate si tende sempre più a fare coi prodotti che si hanno in casa. Ci si accorge così che, grazie ad una generale crescita qualitativa dei musicisti locali, i concerti “a chilometri zero” riescono a soddisfare anche i palati più fini. E’ il caso dell’appuntamento dell’Aosta Sound Fest che il 25 giugno ha visto sfilare sul palco dello stadio Puchoz tre gruppi che rappresentano il lato più soft della scena locale: i PolEnTino, la MB Band e, soprattutto, i Kymera. L’ultima volta che questi ultimi si erano esibiti ad Aosta era il 30 ottobre dello scorso anno, per un concerto, alla Cittadella dei Giovani, che Davide Dugros e Simone Giglio avevano organizzato per ringraziare i fans che li stavano sostenendo nell’avventura X Factor 4. Questa volta hanno fatto vedere come il loro percorso artistico si stia evolvendo dalle pregevoli interpretazioni di brani altrui (in questo caso le ruggeriane “Polvere” e “Atlantide”) alla proposta di proprie composizioni, come “Eden” e l’inedito “Planetarium”. «Quest’ultimo è stato un omaggio per i nostri fans- ha spiegato Davide- Vi sottolineiamo l’importanza dei sogni e della capacità di lottare per realizzarli. Non c’è nulla di utopico se ci si crede e si lotta per ottenerlo, forti della speranza che l’utopia diventi realtà.» Inevitabilmente si è tornato a parlare di “Utopia”, il concerto spettacolo che il 28 maggio i Kymera hanno messo in scena, in prima nazionale, all’auditorium di Pont-Saint-Martin. Quali sono state le ripercussioni? «Entusiastiche tra i nostri fans che sono arrivati da tutta Italia. C’è stata, anzi, più affluenza da fuori che dalla Valle. Anche gli addetti ai lavori presenti sono rimasti molto soddisfatti perché
hanno capito l’originalità del progetto. Abbiamo stabilito contatti che stiamo portando avanti e che potrebbero riguardare anche l’estero.» Tra i fans attirati a Pont-Saint-Martin dal viaggio musicale nell’inconscio dei Kymera c’erano anche Nathalie Giannitrapani e Stefano Gentiloni, loro compagni d’avventura nella scorsa edizione di “X Factor”. «Alla fine erano entusiasti- ha raccontato Davide- e ci hanno detto che hanno visto la nostra vera essenza e toccato con mano il potere di coinvolgimento che ha il nostro progetto, che è ben diverso dalle covers interpretate a X Factor.» A parte “Everything I do”, con Davide alla chitarra acustica, e “My precious one” a cappella, al Puchoz i Kymera si sono esibiti con le basi musicali. Per ascoltarli in Valle accompagnati da un gruppo musicale bisognerà aspettare il 6 agosto quando si esibiranno a La Thuile per “Esta Thuile”. «Quello sarà un vero concerto di un’ora e mezza con un trio di bravissimi musicisti milanesi. Sarà un modo simpatico per festeggiare l’estate interpretando alla nostra maniera celebri covers e qualche nostro brano. »
Aspettando il Cd, i KYMERA cantano con “Freddy Mercury” all’Alcatraz di Milano
C’è chi chiede a Babbo Natale il regalo di poterli vedere in concerto e chi conta le ore che mancano all’uscita del loro cd. Chi implora un passaggio sul loro tappeto volante musicale e chi, come Samanta di Vicenza, “costringe” il marito Enea a farsi 5 ore di macchina per salutarli nella festa di bentornati ad Aosta. La “Kymeramania” sta contagiando un po’ tutta l’Italia. A latitare, semmai, è proprio la loro Valle d’Aosta, dove, come spesso succede, la risposta non si è finora dimostrata esplosiva e appassionata come dalle altre parti. Lo zoccolo duro di fans ed amici di Davide Dugros e Simone Giglio si è, comunque, ritrovato il 26 novembre al disco pub “No Comment” di Quart per la “Festa di bentornati ai Kymera” organizzata da Marcello Giglio.
«E’ il primo vero incontro coi valdostani dopo l’avventura “X Factor”.- ha spiegato Davide- Siamo felici di abbracciarli per ringraziarli del sostegno che ci hanno dato in questi mesi. Guardando le nostre Fans Pages sul web abbiamo visto che su di noi c’è una forte attenzione e attesa e ne siamo orgogliosi.» Martedì 23 i “Kymera” erano, naturalmente, presenti alla finale di “X Factor 4”. Non sul palco, da protagonisti, come erano stati per 12 settimane, ma dietro le quinte. A tifare per Nathalie Giannitrapani, che, alla fine, ha avuto la meglio sul favorito, Davide Mogavero. «Siamo contentissimi,- commentano- lo speravamo, ma eravamo convinti finisse per vincere Davide, invece si vede che la speranza ha avuto più forza. E’ un segnale forte perché ha vinto una donna e per di più cantautrice che ha proposto un suo brano. Fa capire che la novità non deve essere demonizzata perché può essere fonte di scoperta. Speriamo che la casa discografica la lanci non snaturandola, ma enfatizzando quello che Nathalie è.»
Tra le righe delle loro parole si può leggere la solidarietà verso una compagna di avventura che è riuscita a vincere quelle resistenze nel fare accettare le proprie canzoni incontrate anche dai Kymera. Il fatto che l’istrionico Nevruz Joku in finale sia stato subito eliminato aumenta i rimpianti per l’esito del ballottaggio della semifinale? «Abbiamo capito che la gara è tutta una questione di equilibri, sono questi che hanno portato Nevruz in finale. E, comunque, non poteva che finire terzo.» Al No Comment Davide e Simone hanno scambiato coi fans abbracci e baci, posato per tantissime foto e tagliato le due grandi torte con la loro immagine, ma non hanno cantato. Li si è, invece, potuti ascoltare il 27 sera all’Alcatraz di Milano in un “cameo” nella ballata acustica di “Love of my life” in un concerto dei “Queenmania”, tribute band dei “Queen”. Lì hanno duettato con Freddy Mercury, o meglio con la sua migliore reincarnazione italiana , Sonny Ensabella, che del gruppo è il cantante e frontman. Il perchè di questa partecipazione è facile da capire sapendo che il bassista dei “Queenmania” è quel Fabrizio Palermo che, con Enrico Ruggeri, ha cucito addosso ai “Kymera” la canzone “Atlantide“ che darà il titolo a loro EP che sarà pubblicato dalla Sony Music il 30 novembre. «Abbiamo un grandissimo sogno che può concretizzarsi con il sostegno dei nostri amati fans.-scrivono Simone e Davide nelle loro pagine Facebook- Tra un mesetto verranno stabilite le partecipazioni al Festival di Sanremo e desideriamo salire su quel palco immensamente. Chissà che le vendite del disco “ATLANTIDE” non possano aiutarci a volare verso L’Ariston!? »
L’universo parallelo delle maschere de “LA BOTTEGA DEI SOGNI”
La grande Arte italiana del Rinascimento è nata nelle botteghe di Firenze e dintorni. Talento a parte, Leonardo, Michelangelo e Raffaello sono frutto della tensione competitiva che, in quei laboratori, si creava nella promiscuità cameratesca (in tutti i sensi) tra grandi maestri e allievi. Un meccanismo artistico che si è perpetuato ne “La Bottega dei Sogni”, il gruppo fondato nel 1995 da Deborah Nania e Roberto Pegoraro. Il suo frutto migliore è “Rêves”, una sfilata-spettacolo nella quale un centinaio di personaggi in maschera si muovono e danzano accompagnati da musiche e luci cariche di suggestione. Dopo aver fatto giro del mondo (dal Giappone alla Francia, dalla Spagna alla Russia), il 19 novembre lo spettacolo è tornato ad Aymavilles, dove Nania e Pegoraro vivono, inserito nell’ambito delle
manifestazioni per la festa patronale. La sede dell’evento è stata l’Auditorium di Aymavilles, la struttura di cui è responsabile tecnico Andrea Dugros, fratello di quel Davide Dugros assurto a popolarità nazionale coi “Kymera” grazie alla partecipazione a “X Factor 4”. E qui il cerchio si chiude, in quanto tra il 2007 ed il 2009 nella “Bottega dei Sogni” si sono formati scenicamente anche Davide Dugros e Simone Giglio. Lo confermano i video di “Spente le stelle” e “It’s a beautiful Day” presenti sul loro MySpace, la cui teatralità tanto ha impressionato Enrico Ruggeri, il loro capitano di “X Factor”. «Tutto è nato al Carnevale diVenezia dove sono andata per la prima volta nel 1983. – ricorda Deborah Nania- Ero vestita da pagliaccio, ma ho subito capito che non era un Carnevale come gli altri, per cui ci voleva qualcosa di più elegante e fuori dal tempo. L’anno dopo ho, quindi, creato la mia prima maschera, che si chiamava “ Mistero”. E’ stato il primo di una lunga serie di costumi ispiratimi dalla magia dei luoghi di Venezia. E’ per questo che siamo definiti gruppo di maschere veneziane. A Venezia, però, siamo conosciuti come gruppo valdostano, e ci ha fatto molto piacere che lo scultore Giovanni Thoux ci abbia raffigurato in un suo altorilievo dipinto, ambientato ad Aymavilles, che fa parte della serie “Les Carnavals Valdôtains”.»

Nato nell’adolescenza, l’amore per la grande illusione del mascheramento ha fatto sì che, attraverso la creazione delle maschere e dei costumi de “La Bottega dei Sogni”, la Nania si sia costruita un universo parallelo pieno di fantasia e colori. «E’ il secondo mondo in cui posso dare sfogo alla mia creatività. – spiega- Al contrario di quanto si possa credere, però, indossare una mia maschera non vuol dire nascondersi, ma, piuttosto, aprirsi, liberandosi dalla noia e dalle preoccupazioni che infarciscono la vita di tutti giorni. Quando i ragazzi della “Bottega” si mascherano diventano quello che rappresentano e rappresentano chi vogliono essere, perché il personaggio vive attraverso l’idea che loro hanno di lui». Una filosofia, in fondo, vicina a quanto sosteneva Oscar Wilde: ogni uomo mente, dategli, però, una maschera e sarà sincero.
Il ritorno in Valle dei KYMERA dopo l’ avventura nella galassia X FACTOR 4
Passare tre mesi reclusi in un talent show televisivo, com’è successo ai Kymera per “X Factor 4”, è un po’ come viaggiare alla velocità della luce in un’altra galassia. E’ comprensibile, quindi, come ieri sia stato piuttosto traumatico il ritorno sulla Terra (nel caso specifico la loro casa di Gignod), dopo che per mesi il loro universo ha ruotato intorno al loft ed agli studi televisivi milanesi della Rai. «Siamo frastornati- hanno ripetuto Davide Dugros e Simone Giglio- Il vivere quest’avventura giorno per giorno dal di dentro fa sì che non ci rendiamo ancora ben conto di quelle che sono state le reazioni fuori. Il primo riscontro che abbiamo avuto uscendo dal loft è stata la gente che conoscevamo che ci guardava con occhi diversi. E, poi, ci siamo accorti di avere fans che coprono una vasta fascia di età: dai ragazzini all’anziano che ci abbraccia come nipoti. E’ una cosa bellissima, anche perché è un segnale forte per artisti emergenti che hanno bisogno di un pubblico quanto più vasto possibile per fare carriera. In questi mesi siamo stati sommersi da un’alluvione di emozioni ed esperienze e adesso dobbiamo fermarci un momento a riflettere su tutto quello che abbiamo appreso per farne tesoro.»
A rendere più soffice l’impatto con la realtà hanno, in ogni caso, provveduto, Tabata e Osiris, le loro due gatte persiane che, dopo mesi di solitudine, li hanno accolti con le loro fusa e tanta voglia di giocare. «Anche “X Factor” è un gioco, e non bisogna dimenticarlo.- ha continuato Davide- Per fare spettacolo lo trasformano in una “guerra”, ma a telecamere spente torna un gioco. Purtroppo si gioca coi sentimenti. Se, però, non te ne fai travolgere e riesci a rimanere sempre te stesso per metà hai già vinto. E, poi, rispetto ad altri noi siamo arrivati con una forza interiore superiore che ci derivava in parte dall’essere in due e, soprattutto, dall’amore che ci viene da famiglie che ci appoggiano e da amici che ci sostengono. Anche musicalmente siamo arrivati dalla Valle con un bel bagaglio, che in questi mesi abbiamo limato, coltivato e incrementato, ma che già c’era.» Il fantastico 2010 dei fratelli Dugros (anche Andrea sta ottenendo grandi soddisfazioni a livello locale) arriva dopo la morte della madre Attilia avvenuta due anni fa. «Dopo tante emozioni forti negative- ha osservato Davide- adesso è il momento di un’onda positiva, che, probabilmente, doveva arrivare ed è arrivata sotto forma di Musica ed Arte. In più, come Kymera, ho acquisito un papà artistico come Enrico Ruggeri con cui abbiamo stabilito un rapporto molto stretto, più da colleghi che tra giudice e concorrente. Con Fabrizio Palermo ci ha scritto una canzone, “Atlantide”, che ci rappresenta molto.»
Quali sono i programmi immediati? «E’ ancora tutto in fase embrionale, anche perché l’attenzione è concentrata sulla finale. Quando torneremo a Milano ne parleremo. Di sicuro c’è l’uscita del cd con “Atlantide” e cinque cover cantate in trasmissione in versione integrale e il conseguente tour promozionale. Poi nei due anni trascorsi dallla pubblicazione del nostro cd “Argento e Nuvole” Simone ha scritto nuove canzoni che elaboreremo alla luce di questa avventura.» Tornerete martedì a Milano per la finale di “X Factor 4”? «Ci andremo per partecipare alla grande festa che ci sarà al termine della puntata, ma non saremo in trasmissione.» Un pronostico? «Speriamo che vinca Nathalie, ma crediamo finirà per vincere Davide.»
Tra “fango e stelle” finisce la meravigliosa avventura dei KYMERA a X FACTOR 4
La meravigliosa avventura dei “Kymera” ad “X Factor 4” si è interrotta martedì scorso. Ad un passo dalla finale del 23 novembre i cui protagonisti erano da tempo scontati. Fuori discussione Davide Mogavero (il “Gianni Morandi del Duemila”, come l’ha definito Anna Tatangelo) e l’istrionico Nevruz Joku, solo la minuscola Nathalie Giannitrapani sembrava poter essere alla loro portata. Almeno fino all’interpretazione dei brani inediti sui quali si è, in pratica, giocata la qualificazione. Davide si è messo al sicuro con una di quelle canzoni che entrano subito nelle orecchie della gente perché nelle orecchie ci sono già da anni. Al punto che l’ospite Gianni Morandi non ha potuto fare a meno di osservare: «Ma anch’io ho in repertorio una canzone che si intitola “”Il
tempo migliore”». Anche Nevruz non ha avuto problemi nonostante un pezzo di “scrittura tradizionale”(Mara Maionchi) che “cantato da chiunque altro credo che non avrebbe reso molto”(Elio). Nathalie ha, invece, presentato la sua “In punta di piedi” in cui canta di lacrime ed addii su una musica banale ma interpretata magistralmente. La migliore del lotto si è, quindi, rivelata proprio “Atlantide”, una canzone emozionante cucita sulla vocalità dei Kymera da Fabrizio Palermo ed Enrico Ruggeri con “92 piste di cuore, muscoli e cervello”. «Il mio obiettivo- ha detto Ruggeri- non è che piaccia subito, ma che tra qualche anno molte persone se la ricordino.» I contemporanei presenti in sala si sono, invece, mostrati poco sensibili alla sua “civiltà che conosce l’armonia”. «La musica dei Kymera o la ami o la odi», ha detto, sibillino, Roberto Rossi della Sony Music che il 30 novembre pubblicherà il cd dei Kymera che prende il titolo dal brano. Gli altri giudici hanno parlato di “misura”, “classe” e “raffinatezza”, tutti messaggi in codice per dire “musica per pochi”. Implacabile, il televoto popolare li ha condannati ad un ballottaggio con Nevruz il cui esito era scontato, visto che la Maionchi e la Tatangelo se l’ “erano legata al dito” per
le responsabilità di Ruggeri nell’eliminazione dei loro “puledri” Stefano Gentiloni e Dorina. Rimane, comunque, il grandissimo risultato ottenuto da Davide Dugros e Simone Giglio. Se Morandi canta “uno su mille ce la fai”, per loro che sono arrivati quarti su ottantamila concorrenti il merito è ancora più grande. Forte il rammarico tra i fans, le cui fila si erano di settimana in settimana ingrossate (e non solo in Valle). A cominciare da quelli arrivati negli studi milanesi di Via Mecenate armati di coloriti striscioni (quello con la scritta “Atlantide” è stato ricamato da Viviana Soliman, la sarta dei Kymera), e rumorosi campanacci, che, dopo un iniziale interesse, sono stati “stoppati” dal conduttore Francesco Facchinetti con un perentorio: “a una certa ora però le mucche vanno a dormire”. Per par condicio aveva, comunque, zittito alche le trombe dei fans dei Nevruz. Deluso anche Enrico Ruggeri, pur conscio che «è andata, comunque, bene perché il vero spartiacque era il potere o meno cantare l’inedito.» Il cantautore milanese ha dedicato
ai “Kymera” tre mesi della sua vita, forgiandoli artisticamente e nel carattere. «Il talento non basta.- li aveva apostrofati in una delle prime puntate- Dovete tirar fuori la grinta che, penso, abbiate.» Che ce l’abbia lui lo ha confermato in diversi frangenti. In particolare nel corso dell’undicesima puntata, conclusasi col ballottaggio con Stefano Filipponi, sostenuto dalle ospiti Claudia Mori e Simona Ventura che ai” Kymera” non avevano risparmiato colpi bassi. «Avevamo tutto contro.- spiega Ruggeri- È stata come una partita in cui ti negano due rigori, ti espellono uno per proteste, poi ti annullano un gol regolare, ti danno un rigore contro che non c’è, ma tu lo pari e al novantesimo vinci. Alla fine è stato più bello, ma ero fuoribondo. L’hanno messa sul piano umano in maniera becera: perché Stefano è un ragazzo fantastico, ma non è che i Kymera non lo siano solo perché non balbettano. Non poteva passare il principio che chi ha un problema è più buono di quello che non ce l’ha.» E grazie alla sua reazione il principio e Stefano non sono passati. In sintesi, una serata che si può riassumere nel
titolo di un suo cd: Fango e stelle? «Sì, e il fango non eravamo certo noi. Se devo dirla tutta almeno i Kymera si sono risparmiati la manche in cui gli altri sono stati accompagnati al piano da Morgan che è stata un mezzo disastro.» All’ultimo Festival di Sanremo lei è stato vittima del televoto, non pensa che possa avere falsato anche l’esito di “X Factor” ? «Nel mio caso sono stato vittima di call center ed altri meccanismi, che, voglio sperare, qui non intervengano. Certo nel televoto più che la musica vengono premiati fattori umani e di altro tipo. Penso, comunque, che alla fine siano arrivate in fondo le quattro maggiori personalità di X Factor. Forse c’era qualche cantante più bravo, ma qui non basta cantarebene.» “Atlantide” prelude ad una collaborazione col duo valdostano? «Dipende dalla Sony, che intanto pubblicherà un loro cd con “Atlantide” e 5 delle loro cover più riuscite. Tra queste la mia “Polvere” di cui hanno dato una versione magica. Credo molto in loro perché non somigliano a nessun altro artista italiano. Sono i musicisti che ogni discografico vorrebbe incontrare perché sono completi: hanno una vocalità particolare, scrivono canzoni interessanti ed hanno una linea editoriale eccezionale.»
ATLANTIDE
C’è una civiltà / che conosce l’armonia
E rinasce col passare del tempo
Nelle sua città / C’è una cosmica magia
Quando le persone scendono per strada
E la coscienza risponde
C’è una civiltà / che non genera follia
Perché vive con il meglio che ha
Ma non sappiamo dov’è / Lungo le rotte non c’è
Uomo ascolta la voce che è in noi
Quanto ti costa sapere chi sei
Ogni volta si parte da qui
Il bisogno d’amore che cresce in te
E muore cambiando
Ogni civiltà / lascia tracce di un’idea
Scomparendo grazie al peggio che ha
Noi non sappiamo perché
Questo sui libri non c’è
Uomo ascolta la voce che è in noi
Quanto ti costa sapere chi sei?
Ogni volta si parte da qui
Dal bisogno d’amore che cresce in te
E muore cambiando
Uomo ascolta la voce che hai
E’ il bisogno d’amore che cresce in noi
E vive cambiando
A X Factor 4 i KYMERA vanno avanti nonostante gufate e colpi bassi
I valdostani “Kymera” parteciperanno alla semifinale di “X Factor 4” che sarà trasmessa su Rai Due la sera del 16 novembre. La notizia nuda e cruda non rende la marea di emozioni e colpi di scena che Davide Dugros e Simone Giglio hanno dovuto superare durante l’eliminatoria di martedì scorso. Come previsto i colpi bassi si sono sprecati, anche a causa del ritorno dei tre ex giudici: Simona Ventura, Claudia Mori e Morgan. Lo si è capito dopo l’interpretazione dei “Kymera” di “She” di Aznavour. «La melodia era sfuocata- ha sibilato Morgan- più che stonati erano non convincenti nel modo di cantare.» Se a ciò si aggiunge la “gufata” del giudice Anna Tatangelo («Stasera vedo i Kymera in ballottaggio»), erano più che giustificabili gli scongiuri ed il nervosismo di Enrico Ruggeri.
Inesorabile, il televoto neutralizzava le scarpe con le ali indossate dai valdostani, mandandoli al ballottaggio. Sulle loro pagine “Facebook”, intanto, i fans erano in fibrillazione. «Ho capito…- scriveva Patrizia Ferrari- xkè l’illustrissimo maestro Morgan non voleva al suo fianco di pianista due così come sono… bastardo!» Nella seconda manche, infatti, Morgan accompagnava al piano le interpretazione dei quattro superstiti. Ed è stato proprio un suo errore in “Non arrossire” a risultare fatale a Stefano Filipponi, portandolo al ballottaggio coi “Kymera”. «Cavolo contro l’innominabile», scriveva a questo punto su FB Marcella Strazzullo, denotando il timore di affrontare un concorrente distintosi più come caso umano che come cantante.
Stefano imbroccava un’interpretazione da brividi di “Quanto t’ho amato”, alla quale i “Kymera” rispondevano con il loro cavallo di battaglia: l’Adagio di Albinoni. Seguivano i brani a cappella: “Breathe” per i valdostani e “La musica è finita” per il marchigiano, che, però, a un tratto stonava e si bloccava. A questo punto si scatenavano i giudici. Astenutosi Morgan («non vorrei rompere le scatole»), toccava a Mara Maionchi sparare a zero sui “Kymera”: «Stasera avete urlato molto. Mi siete sembrati un vecchio cantante italiano, preferisco Stefano con le sue debolezze.» A darle manforte, mettendola sul piano umano, accorrevano la Ventura («vedremo se il cuore prevarrà sulla strategia») e la Mori («sarà perché sono una madre e una donna, ma dovrebbe contare il sentimento e l’umanità dei ragazzi e non la tecnica»). La ciliegina veniva, però, dalla Tatangelo, che, dopo avere stroncato più volte Stefano, lo salvava in nome di un pilatesco «voglio che questa sera decida il pubblico.» Si andava, così, ai 200 secondi di televoto “Tilt”. L’appello finale di Stefano era cantato: “in amor le parole non contano conta la musica.” Almeno questa volta era così anche a “X Factor”. Per cui, come esultava Marinella Follioley su FB, “i gufi (Tatangelo, Mori, Ventura, Morgan) a casa!
I Kymera in semifinale”. Martedì presenteranno l’inedito scritto da Enrico Ruggeri. E’ più che mai il momento di non abbassare la guardia.
La trionfale “ora d’aria” dei KYMERA ad Aosta
“Bentornati ad Aosta”. Sabato sera a gridarlo per primo è stato Marcello Giglio, ma l’applauso che è seguito ha confermato come avesse dato voce al pensiero dei duecento che hanno assistito al concerto dei “Kymera” della Cittadella di Aosta. Parenti, amici, ma, anche, nuovi fans di Davide Dugros e Simone Giglio. Tutti entusiasti per i reduci dai trionfi di “X Factor 4” che erano arrivati alla Cittadella intorno alle 18.30, marcati a uomo dalla troupe del talent show, per un incontro con i mass media nel corso del quale hanno risposto alle domande, ma ne hanno anche fatte. Perché dopo due mesi di “prigionia” nel loft milanese è inevitabile una perdita di contatto con la realtà esterna del tipo “sindrome del minatore cileno”. «A parte il concerto con Ruggeri e uno spettacolo di Fiorello, dove siamo andati senza telecamere, questa è la prima volta che usciamo.- hanno confessato- Nel loft c’è una bella atmosfera, ma non abbiamo alcun rapporto con
l’esterno. Il contatto stretto fa venir fuori gli istinti delle persone, e c’è anche chi è impazzito dopo qualche settimana. Alla fine ti fai mille viaggi mentali.» Chissà quanti ve ne sarete fatti dopo il ballottaggio con Dorina? «E’ stato un lampo di cui quasi non ci siamo resi conto, ma che abbiamo superato perché convinti nei nostri mezzi. Probabilmente avevamo bisogno di una scossa per capire che dovevamo cantare le cose giuste per noi e non per Ruggeri, che ha un background diverso. Se ti mascheri di qualcosa in cui non credi non sei credibile, anche perché il pubblico ha delle aspettative nei nostri confronti che bisogna rispettare. Con Enrico abbiamo incanalato l’energia negativa di quella sera per capire qual’era la strada giusta e la stiamo percorrendo.» Rientra in quest’ottica “21 Guns” dei Green Day che interpreterete martedì sera?

«L’ha scelta il pubblico. Tra le canzoni proposte avremmo preferito “Earth Song” di Michael Jackson, ma probabilmente hanno voluto vedere come ci avviciniamo ad un brano pop-rock. L’abbiamo, comunque, fatta nostra arrangiandola con altri elementi, anche scenici. Crediamo che il pubblico abbia ormai capito chi siamo ed abbiafiducia in come affrontiamo le canzoni. L’importante è non tradire completamente le sue aspettative, perché se cambi improvvisamente rotta c’è chi rimane destabilizzato.»
Nessun problema hanno, naturalmente, avuto con il pubblico della Cittadella, a cui hanno proposto uno spettacolo diviso in tre quadri (uno gotico, uno ambientato nel deserto ed uno magico) caratterizzati da cambi di costume e studiati movimenti coreografici. La scaletta, che comprendeva 16 pezzi, si è aperta con “Polvere”(“Via la polvere dai pensieri”, recitava uno dei tanti striscioni appesi dal fan club) e conclusa con la loro “Custode dei Sogni”. «Facendo gli scongiuri, se arriviamo in finale vorremmo fare un nostro brano. Abbiamo avuto un incontro con la Sony che ci fatto sentire dei brani di altri autori. Alle case discografiche non sempre interessa la novità perché non sanno se può vendere. Speriamo che anche grazie al sostegno di Ruggeri, le cose possano cambiare. Dire, poi, chi vincerà “X Factor” è come dire chi vince al Superenalotto. Le variabili sono le stesse e, come si è visto, non vale il criterio di chi canta meglio.»
KYMERA … e tutto si avvera
Tra i regali che il 20 ottobre ha ricevuto per il suo trentasettesimo compleanno, quello che Andrea Dugros ha più gradito è stato quello fattogli dal fratello Davide, che la sera prima, in coppia con Simone Giglio, ha superato anche la settima eliminatoria di “X Factor 4”. Si può dire che sia stata la quiete dopo la “tempesta”, visto che la settimana prima i “Kymera” avevano seriamente rischiato di essere eliminati. Il voto del pubblico che, dopo l’esecuzione di “Let’s dance” di David Bowie, li aveva condannati al ballottaggio finale con l’albanese Dorina Leka, li ha, per fortuna, salvati nei tre minuti di televoto seguiti al salomonico pareggio della giuria. Con Anna Tatangelo e Elio a sostenere Dorina, ed Enrico Ruggeri e Mara Maionchi dalla parte dei Kymera. “Madonna mia giuro che mi tremavano le ossa”, ha scritto Kymerina Ily in una delle fan pages del duo su Facebook. Le ha fatto eco Francesca Azzali confessando: “Sono stata in ansia tutto il tempo x voi. Quando ho sentito che non eravate gli eliminati ho saltato x tutta casa!”. Decisamente spiazzati, nonostante la pluriennale esperienza, anche i componenti della giuria. «Non riesco a capire.- ha dichiarato Ruggeri- Forse avevano una canzone troppo raffinata,
difficile da apprezzare per la maggioranza». La verità è che, ancor più che nelle passate edizioni, a contare per il grande pubblico sono fattori extramusicali. A cominciare dal pietismo per le lacrime e la balbuzie di Stefano Filipponi, che porta a votare il caso umano più che il discusso cantante. Non è, a questo punto, casuale che in testa alla classifica di vendita di iTunes ci sia “Fantastic” dei “My-own-key”, montaggio “house” degli strafalcioni di Mara Maionchi di cui la stessa discografica ha confessato di vergognarsi. Sull’esito del televoto pesano, inoltre, i dubbi sulla sua trasparenza emersi all’ultimo Festival di Sanremo e in altri reality show (per fare vincere a Walter Nudo un’edizione dell’Isola dei famosi Lele Mora confessò di avere investito 25.000 euro in televoti). Insidia verso cui, su FB, mette in guardia la fan Silvia Nicolini: “Ricordiamoci che il voto a casa è guidato da tanti altri fattori non troppo X”. Questa settimana, invece, è filato tutto liscio anche grazie ad una intensa interpretazione di “Non me lo so spiegare” di Tiziano Ferro, un genere sicuramente più consono a Davide e Simone. Molto apprezzata anche la coreografia nipponica, da teatro kabuki, creata da Luca Tommassini. Superata la boa della partecipazione a metà delle puntate del talent show, le speranze dei fans aumentano. Anche perché, come recitava un loro cartello, “Kymera… e tutto si avvera”.
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