C’erano una volta i KYMERA

Non è un caso che le favole inizino sempre con un “c’era una volta” che le colloca in un tempo imperfetto che ne fa presagire la fine. Così è stato anche per la favola dei Kymera, il duo valdostano formato da Simone Giglio e Davide Dugros. Sul loro sito l’8 maggio è comparso il post “I Kymera salutano i Kymera” in cui “con grande affetto i Kymera ringraziano i Kymera e danno loro un sorridente arrivederci”. Senza mai citare la parola “fine”, annunciano che “sono oggi più che mai desiderosi di esprimere al meglio le loro differenze artistiche. Seguiremo due progetti separati per enfatizzare il più possibile le nostre capacità individuali e soddisfare la nostra sete di sperimentazione, di evoluzione e miglioramento.” Una separazione artistica che fa seguito (ma non sarebbe strettamente legata) a quella affettiva, avvenuta un anno fa circa.

Nel post e nelle scarne dichiarazioni (“E’ tutto spiegato nel link”, ha scritto Simone nella sua pagina Facebook) le ragioni della separazione artistica rimangono nebulose. Sicuramente ha influito l’essere “due persone molto diverse”, la cui “capacità di mescolare insieme le loro qualità migliori all’insegna della magia” si è ad un certo punto esaurita.

Le reazioni web delle loro numerosissime fans vanno dalle lacrime all’invito a ripensarci, da chi dice che “il piacere raddoppierà” a chi, invece, che “two it’s meglio che one!”. “Diciamo che dopo “Utopia” ero ormai preparata a questo”,scrive Annamaria Coviello. E, in effetti, erano state insistenti le voci di tensioni che avevano accompagnato la realizzazione dello spettacolo andato in scena il 28 gennaio al Palais Saint-Vincent per la Saison Culturelle(“probabilmente, nonostante il massimo impegno che abbiamo messo per realizzare “Utopia”, le nostre fans più attente avevano colto qualcosa”, ammette Davide). Voci che avevano trovato una conferma ufficiale nel post comparso iL 21 aprile sul loro sito con frasi del tipo “nulla sarà più come prima” e “a presto per strabilianti novità!”. Si interrompe, così, la straordinaria avventura dei Kymera, iniziata il 7 settembre 2010 con la partecipazione, su Rai2, alla prima puntata di “ X Factor 4”. Nonostante l’immediata stroncatura dell’“esperto” Cristiano Malgioglio, che li “freddò” sentenziando: “per me sono senza talento, valgono meno di zero”, riuscirono a passare 12 turni, arenandosi solo in semifinale. Dopo X Factor hanno pubblicato l’EP “Atlantide” (con la canzone scritta per loro da Enrico Ruggeri), rieditato il cd “Argento e Nuvole”(pubblicato nel 2007 come Chimera) e fatto concerti in giro per l’Italia. “Grazie per ieri Kymera… e grazie per domani Davide e Simone!- scrive la fan Sabri Daturi- Niente ombre, le ombre solo e sempre alle spalle!”

Ad Aosta PAOLA TURCI incanta con “le storie degli altri” cantautori italiani

Pur avendovi fatto finora un solo concerto (al Palais Saint-Vincent nel febbraio 2003), la Valle d’Aosta occupa un posto importante nella vita della cantautrice romana Paola Turci. Si può, infatti, dire che la sua carriera sia iniziata “in questa parte del mondo”. «Durante le vacanze natalizie dell’82- ha raccontato-scappai di casa perché i miei non volevano che facessi la cantante. Avevo 18 anni, e, con l’inseparabile chitarra, mi ritrovai a cantare per un paio di settimane all’Hotel “Des Alpes”, tra Courmayeur ed Entreves. Per caso mi sentì un giornalista di una testata nazionale che stava facendo un servizio sulle capitali dell’inverno, e mi inserì, con tanto di foto, nell’articolo su Courmayeur. Fu la mia fortuna, perché, quando i miei genitori mi videro sul giornale, si ricredettero sulle mie capacità musicali.»

Da allora ne ha fatta di strada, affermandosi come una delle voci più interessanti del panorama musicale italiano, con all’attivo 9 Festival di Sanremo, 14 Cd e canzoni come “Volo così”. Nel 2009, al concorso “Musicultura” di Macerata, ha incrociato la valdostana Naïf Hérin, rimanendone colpita. «Per il suo aspetto, che non passa inosservato- ha ricordato- ma, anche, per come scrive, giocando con le parole e andando in profondità pur rimanendo leggera. Mi piacque, in particolare, come cantò “Oui Maman”, l’uso del francese mi affascinò e le chiesi di scriverne una anche per me

Nacque, così, una collaborazione che l’ha portata a registrare due canzoni di Naïf Hérin (“Tous les jours” e “Goccia”) nel cd “Giorni di rose” e un rinnovato interesse per la canzone francese, che il 3 febbraio si è concretizzato nel progetto che le due cantautrici hanno portato sul palco del Teatro Giacosa di Aosta per la Saison Culturelle. Le due hanno, infatti, rivisitato grandi classici della canzone italiana e francese, dal primo dopoguerra ai giorni nostri, sottolineandone divergenze ma anche affinità, soprattutto nella canzone d’autore.

Mentre Naïf Hérin ha fatto gli onori di casa occupandosi del versante francofono, la Turci, accompagnata da Pier Paolo Ranieri (basso) e Andrea di Cesare (violino e pianoforte), ha rivisitato da par suo pezzi come “Pensiero stupendo”, “Mi sono innamorata di te”, “Preghiera in gennaio” e “Ovunque proteggi”. Per, poi, unirsi alla valdostana in classici francesi come “Tous les visages de l’amour” di Aznavour e “La chanson des vieux amants” di Brel. «Amo cantare i grandi autori italiani- ha confessato prima del concerto- e li ho spesso registrati su cd: dal Modugno di “Dio come ti amo” al Gaber di “Si può”. I pezzi che canterò ad Aosta fatto la storia della musica italiana.» Storia che anche lei ha contribuito a fare grazie alla bravura e all’istinto di mettersi continuamente in discussione. Nell’occasione lo ha confermato con un’interpretazione da brividi della sua “Attraversami il cuore” e l’annuncio dell’uscita ad aprile del cd “Le storie degli altri”, già anticipato dalla pubblicazione del singolo “Utopia”. «Vi affronto il tema degli ultimi, che, sparita la cultura dell’accoglienza, vengono attualmente emarginati molto più di prima. Non ci resta che aggrapparci all’utopia che è la porta della speranza di un mondo diverso.» Mondo che dovrebbe essere unificato anche nel segno della musica, come ha detto al termine dei bis cantati con Naïf Hérin: “Tous les jours” e “Bambini”.


L’Utopia dei KYMERA si realizza al Palais Saint-Vincent

In una vecchio cartone animato di Walt Disney, Cenerentola cantava: i sogni son desideri chiusi in fondo al cuor. C’è, poi, gente, come i Kymera, che i sogni riesce a concretizzarli. Ne è un esempio l’opera pop “Utopia” che hanno proposto il 28 gennaio, al Palais Saint-Vincent, per la Saison Culturelle. La vocalità immaginifica di Davide Dugros e Simone Giglio ha, infatti, trovato in questo spettacolo multimediale lo sbocco naturale per visualizzare il proprio mondo interiore intriso di sogno e fantasia.

Un primo tentativo, non completamente riuscito per problemi tecnici, i due lo avevano fatto il 28 maggio dello scorso anno, quando avevano messo in scena “Utopia”, in prima nazionale, all’auditorium di Pont-Saint-Martin.

Meglio è andata a Saint-Vincent nella nuova veste perfezionata grazie alle collaborazioni con il direttore di scena Livio Girivetto, con Valentina Nota e le sue rinnovate proiezioni multimediali e grafiche e con la stilista Claudia Tacchella, che ha cambiato il look del duo («non più costumi- hanno spiegato- ma abiti con linee personalizzate ideati per ogni scenario»). «In un periodo di crisi- ha osservato Davide Dugros- una nota di speranza può venire dalla forza creativa che si è sviluppata unendo queste figure artistiche giovani

Ma la svolta è stata soprattutto musicale grazie al coinvolgimento sul palco del Palais di un folto gruppo di musicisti che hanno vivificato le loro caratteristiche sonorità elettroniche. Ne facevano parte alcuni componenti del Coro Polifonico di Aosta e il gruppo da camera valdostano Synfonica in cui spiccava la presenza di Stefano Blanc, primo violoncello dell’Orchestra Sinfonica della Rai, e la mano, negli arrangiamenti, del compositore Davide Sanson.

Anche questa volta, poi, è stata la voce narrante registrata di Enrico Ruggeri, loro padrino a X Factor, a fare da filo conduttore e a scandire i quattro quadri in cui Davide e Simone hanno diviso lo spettacolo. Più precisamente: la partenza per il viaggio dentro sé stessi; l’arrivo nell’inconscio dove si ritrovano aspetti dimenticati della propria personalità e la voglia di inseguire i sogni; il ritorno alla realtà forti dell’esperienza vissuta e della voglia di realizzarli e, infine, il coraggio di portare nella propria vita i cambiamenti avvenuti. “Avvolte dalle tenebre dell’ignoto ogni cosa assume forme ostili- ha concluso la voce di Ruggeri- Poi una voce accarezza i ricordi e dice: credo. E’ la voce della speranza, il motore che sprigiona il coraggio di ricominciare. Quello che in molti chiamano: AMORE”.

Musicalmente il tema è stato sviluppato in quattro blocchi di canzoni che comprendevano alcune cover (come “Your love” tratta da “C’era una volta il West” di Morricone e “It’s beautiful day”, inframezzata da “Stranger in Paradise”), l’hit “Atlantide” e brani di loro composizione, tratti dal cd “Argento e nuvole” o inediti su disco. Tra questi “Planetarium”. «Vi sottolineamo l’importanza dei sogni e della capacità di lottare per realizzarli.- ha concluso Dugros- Non c’è nulla di utopico se ci si crede e si lotta per ottenerlo, forti della speranza che l’utopia diventi realtà.» 

Per una sera i KYMERA nuovamente profeti in patria

Come succede nelle famiglie in periodo di crisi, anche nelle rassegne musicali valdostane di questa estate si tende sempre più a fare coi prodotti che si hanno in casa. Ci si accorge così che, grazie ad una generale crescita qualitativa dei musicisti locali, i concerti “a chilometri zero” riescono a soddisfare anche i palati più fini. E’ il caso dell’appuntamento dell’Aosta Sound Fest che il 25 giugno ha visto sfilare sul palco dello stadio Puchoz tre gruppi che rappresentano il lato più soft della scena locale: i PolEnTino, la MB Band e, soprattutto, i Kymera. L’ultima volta che questi ultimi si erano esibiti ad Aosta era il 30 ottobre dello scorso anno, per un concerto, alla Cittadella dei Giovani, che Davide Dugros e Simone Giglio avevano organizzato per ringraziare i fans che li stavano sostenendo nell’avventura X Factor 4. Questa volta hanno fatto vedere come il loro percorso artistico si stia evolvendo dalle pregevoli interpretazioni di brani altrui (in questo caso le ruggeriane “Polvere” e “Atlantide”) alla proposta di proprie composizioni, come “Eden” e l’inedito “Planetarium”. «Quest’ultimo è stato un omaggio per i nostri fans- ha spiegato Davide- Vi sottolineiamo l’importanza dei sogni e della capacità di lottare per realizzarli. Non c’è nulla di utopico se ci si crede e si lotta per ottenerlo, forti della speranza che l’utopia diventi realtà Inevitabilmente si è tornato a parlare di “Utopia”, il concerto spettacolo che il 28 maggio i Kymera hanno messo in scena, in prima nazionale, all’auditorium di Pont-Saint-Martin. Quali sono state le ripercussioni? «Entusiastiche tra i nostri fans che sono arrivati da tutta Italia. C’è stata, anzi, più affluenza da fuori che dalla Valle. Anche gli addetti ai lavori presenti sono rimasti molto soddisfatti perché hanno capito l’originalità del progetto. Abbiamo stabilito contatti che stiamo portando avanti e che potrebbero riguardare anche l’estero.» Tra i fans attirati a Pont-Saint-Martin dal viaggio musicale nell’inconscio dei Kymera c’erano anche Nathalie Giannitrapani e Stefano Gentiloni, loro compagni d’avventura nella scorsa edizione di “X Factor”. «Alla fine erano entusiasti- ha raccontato Davide- e ci hanno detto che hanno visto la nostra vera essenza e toccato con mano il potere di coinvolgimento che ha il nostro progetto, che è ben diverso dalle covers interpretate a X Factor.» A parte “Everything I do”, con Davide alla chitarra acustica, e “My precious one” a cappella, al Puchoz i Kymera si sono esibiti con le basi musicali. Per ascoltarli in Valle accompagnati da un gruppo musicale bisognerà aspettare il 6 agosto quando si esibiranno a La Thuile per “Esta Thuile”. «Quello sarà un vero concerto di un’ora e mezza con un trio di bravissimi musicisti milanesi. Sarà un modo simpatico per festeggiare l’estate interpretando alla nostra maniera celebri covers e qualche nostro brano. »                                                                                                 

I KYMERA mettono in scena la loro “UTOPIA” a Pont-Saint-Martin

Non c’è nulla come il canto che sappia entrare in rapporto diretto con le emozioni e l’immaginazione. Un rapporto che sconfina nella magia, visto che come scrive Curt Sachs, «la parola latina “incantatio”, formula magica, deriva da cantare e la parola inglese “charm”, incantesimo, da “carmen”, cioè canto in latino». Sono tutte considerazioni che si sono potute toccare con mano nel corso del concerto spettacolo “Utopia” che il 28 maggio i Kymera hanno messo in scena, in prima nazionale, all’auditorium di Pont-Saint-Martin(AO). «Si tratta di un viaggio incantato- hanno spiegano Davide Dugros e Simone Giglio- che, attraverso atmosfere oniriche, vuole condurre gli spettatori nell’inconscio umano, in una dimensione ai confini tra realtà e fantasia.» Per farlo i due si sono avvalsi di una regia luci (molto fioche per ricreare il buio dell’inconscio), delle proiezioni multimediali di Valentina Nota (su un grande tulle posto tra il duo e gli spettatori), dei costumi ideati da Simone e, naturalmente, delle loro voci, il cui potere incantatorio è stato ampiamente sperimentato nel corso della partecipazione all’ultima edizione di “X Factor” (a Pont- Saint-Martin erano presenti i loro “colleghi” Nathalie Giannitrapani e Stefano Filipponi). Parlando all’immaginazione, le voci dei “Kymera” hanno il naturale sbocco in spettacoli multimediali complessi come “Utopia”, la cui riuscita è stata frutto di un lavoro matto e disperato e dell’apporto di molti amici. Tra questi Enrico Ruggeri, la cui voce narrante ha fatto da filo conduttore ai quattro quadri in cui Davide e Simone hanno diviso lo spettacolo. Più precisamente: la partenza per il viaggio dentro sé stessi; l’arrivo nell’inconscio dove si ritrovano aspetti dimenticati della propria personalità e la voglia di inseguire i sogni; il ritorno alla realtà forti dell’esperienza vissuta e della voglia di realizzarli e, infine, il coraggio di portare nella propria vita i cambiamenti avvenuti. “Avvolte dalle tenebre dell’ignoto ogni cosa assume forme ostili- conclude la voce di Ruggeri- Poi una voce accarezza i ricordi e dice: credo. E’ la voce della speranza, il motore che sprigiona il coraggio di ricominciare. Quello che in molti chiamano: AMORE”. Musicalmente il tema è stato sviluppato in quattro blocchi di canzoni, durante i quali, i Kymera, accompagnati dalle basi musicali, hanno eseguito tutto il loro cd “Argento e nuvole”, alcuni hit come “Atlantide” e “It’s beautiful day” e tre brani inediti. «In “Senza ritorno”- ha spiegato Davide- cantiamo di quanta poca importanza si dia al tempo, salvo poi lamentarsi di non averne mai. “La corte dei perché” parla, invece, di come molto spesso ci lasciamo dominare dalle domande senza essere in grado di trovare le risposte che ci permetterebbero di condurre la vita che vorremmo. In “Planetarium”, infine, sottolineamo l’importanza dei sogni e della capacità di lottare per realizzarli. Non c’è nulla di utopico se ci si crede e si lotta per ottenerlo, forti della speranza che l’utopia diventi realtà.»                                                                                  

I “KYMERA” ripartono dall’Alcatraz di Milano

Dopo che sono assurti alla ribalta nazionale grazie ai tre mesi di “prigione dorata” di “X Factor 4”, ecco che i Kymera cercano di rimanervi con un’intensa attività live che parte da un locale milanese che prende il nome da un celebre carcere americano di massima sicurezza. Domani, alle 23, parte, infatti, dalla discoteca “Alcatraz” di Via Valtellina “Kymera in Concerto”, un’ora e un quarto di covers internazionali rilette secondo lo stile di Simone Giglio e Davide Dugros ed eseguite con un gruppo formato da Fabrizio Palermo (basso e direzione musicale), Roberto Bruschi (batteria) e Danny Conizzoli (chitarra). I biglietti costano 16 Euro, ma si può ottenere una riduzione andando sul sito dell’Alcatraz nella sezione relativa agli eventi e stampando il tagliando: http://www.alcatrazmilano.com/nuovo/eventi.asp  «Ospitate a parte, è il nostro primo vero concerto dopo “X-Factor”- spiega Dugros- per cui ci saranno fans che arriveranno addirittura da Napoli. L’Alcatraz è un locale prestigioso, basti pensare che il 14 vi si sono esibiti Belle and Sebastian e dopo di noi sarà la volta di Giuliano Palma & the Bluebeaters. Metteremo in mostra tutte le nostre sfaccettature di interpreti, anche se la vera anima verrà fuori quando presenteremo la radio edit di “Eden”“Eden” è il singolo tratto dal cd di inediti “Argento e Nuvole”, pubblicato nel 2007 (all’Alcatraz si potranno acquistare alcune copie di quella versione) e rimesso in vendita sulle piattaforme digitali l’11 febbraio scorso. Del brano Francesca Nota sta realizzando un video clip che sarà presentato il 26 aprile nel corso di una puntata interamente dedicata ai Kymera di “L’importante è la salute”, condotto sul digitale terrestre di Sky da Rosy Velasco e Alessandro Farina. Sarà il loro ritorno al prime time televisivo, dopo la semifinale di “X-Factor” del 16 novembre scorso. «Le persone non vedendoti in televisione pensano che tu sia fermo. In realtà questo intervallo è stata la quiete prima della tempesta, perchè stiamo facendo di tutto e di più. Dal 12 aprile sono, per esempio, in prevendita su www.vivaticket.iti biglietti per l’anteprima di “Utopia”, il concerto-spettacolo costruito su nostre composizioni, che andrà in scena il 28 maggio all’Auditorium di Pont-Saint-MartinGrazie alla collaborazione con l’amministrazione del comune della bassa Valle, i Kymera nei tre giorni precedenti metteranno a punto sul palco dell’Auditorium uno spettacolo all’insegna di atmosfere oniriche create da un mix di musica, luci, proiezioni multimediali e costumi da loro ideati. Un viaggio nei luoghi misteriosi e fantastici dell’inconscio che avrà come guida prestigiosa la voce del loro “padrino” musicale Enrico Ruggeri. «Sarà uno spettacolo pieno di sorprese ed effetti scenici- preannuncia Dugros-in cui saremo le voci ed i corpi che daranno vita ad un mondo fantastico. Abbiamo scelto Pont-Saint-Martin perchè, essendo la “Porta della Vallée”, permette un accesso più agevole ai nostri fans piemontesi e lombardi. Ma in Valle abbiamo anche un’ospitata, il 25 giugno allo stadio “Puchoz”, nell’ambito dell’Aosta Sound & Jazz Festival