La musica a 360 gradi dei MOTEL CONNECTION all’Aosta Sound Fest di Aosta

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1 Motel 323A2071La sera del 23 giugno la meglio gioventù musicale di Torino si è trasferita ad Aosta per il terzo appuntamento dell’Aosta Sound Fest, che ha visto sfilare sul palco dello stadio Puchoz il gruppo nu metal Linea 77, il ventisettenne rapper Jari Ivan Vella, noto con lo pseudonimo di Ensi, ed i Motel Connection.

«I rapporti musicali tra Aosta e Torino sono molto stretti.- ha spiegato, infatti, prima del concerto, Sanuel Romano- Spesso gente di Aosta viene a Torino a vedere concerti, ed in questo caso sono certo che molta gente di Torino verrà qui per assistere ad un concerto che ha come protagonista una piccola parte della scena musicale torinese.» Il quarantunenne cantante e frontman dei Subsonica nell’occasione è tornato ad Aosta come leader dei Motel Connection, gruppo formato nel 2000 con il dj Pisti e il bassista Pierfunk Peretti.

«Motel connection- ha proseguito- è l’auto che ti porta dall’aeroporto al motel, nel nostro caso era un nome perfetto per un progetto che voleva connettere vari modi di raccontare la musica: da quella rock, da cui vengo io, all’elettronica, alla quale è legato il nostro dj. Poi si è trasformato in qualcosa di più, intrecciando creatività non soltanto musicali: dal cinema all’arte. Abbiamo voglia di interfacciarci a 360°, anche perché abbiamo scoperto che da molta energia alla nostra musica

motel_connection-vivace-coverEnergia che è esplosiva nel loro ultimo cd, “Vivace”, che hanno presentato ad Aosta, a quattro anni dalla loro ultima esibizione, con il consueto coinvolgente light show. «E’ un termine italiano che, usato nella musica classica, è diventato universale, per cui, siccome siamo italiani e cantiamo in inglese, ci piaceva usare una parola italiana che fosse capita da chiunque nel mondo. In più “Vivace” si riferisce al ritmo, tra i 130 e i 140 battiti per minuto, che è quella dell’album. Abbiamo aumentato la velocità, distorto i sintetizzatori ed usato toni più aggressivi per rompere, come fecero i punk, gli schemi. Rimangono, invece, le aperture melodiche caratteristiche dei Motel, che trascinano le composizioni da un ambito dance ad uno più pop

1 Motel 323A2032Dal cd è stato estratto il singolo “Less is More” un’orecchiabile balllad-elettronica inserita dal regista Marco Ponti nella colonna sonora del suo nuovo film “Passione Sinistra”. «Nel costruire una parte vocale sopra una composizione dance-ha spiegato Samuel-  tendo ad utilizzare delle frasi che risuonino un pò come degli slogan. Una di queste è “less is more” che vuole fare riflettere su una esigenza di decrescita. La necessità, in un momento in cui veniamo inondati da stimoli, di avere momenti, come quelli della notte, in cui possiamo bastare a noi stessi

Ciliegina sulla torta di un momento creativamente felice è la notizia che il gruppo torinese è stato scelto per aprire le date italiane del “The Delta Machine Tour “dei Depeche Mode: il 18 luglio allo Stadio Meazza di Milano il 20 luglio allo Stadio Olimpico di Roma. «E’ stato entusiasmante sapere di esser stati scelti come gruppo spalla da una band che ci ha molto ispirati. Credo che senza un disco come “Exciter” i Motel Connection sarebbero stati un’altra cosa. E’ il disco che ha messo per la prima volta insieme pop, elettronica ed il codice della musica dance, e la nostra musica discende molto da quel concetto di elettronica.» Aosta Sound Fest è organizzata dalla società 3 Bite e finanziata dall’amministrazione comunale di Aosta in collaborazione con la Presidenza del Consiglio della Regione.

Il “disordine dell’innocenza” dei SUBSONICA entusiasma Aosta

C’è un rapporto privilegiato tra Aosta e i Subsonica. Al punto che alcuni membri del gruppo torinese vi hanno lasciato pezzi di cuore. Letteralmente. «Tra il migliaio di concerti che abbiamo fatto, sono quelli in Valle che ricordo meglio.- ha confessato il tastierista Davide “Boosta” Dileo- In particolare uno al “Liberatutti”, negli anni Novanta, che psicologicamente fu devastante perché in un colpo solo sia io che Max (Casacci, il chitarrista) e Samuel (Romano, il cantante) fummo lasciati dalle fidanzate. Per me che guido gli aerei, poi, sorvolare la Valle è ogni volta emozionante

Emozione che, musicalmente, si è ripetuta il 23 giugno nel corso di un concerto allo stadio Puchoz, inserito nell’Aosta Sound Fest, che è stato il secondo del tour estivo iniziato a Genova il 18 giugno. Il gruppo (che comprende anche il batterista Enrico “Ninja” Matta e il bassista Luca “Vicio” Vicini) ha proposto più di due ore di spettacolo (con brevi intervalli per cambiarsi d’abito: prima vestiti di rosso con pantaloni neri e poi di nero con accessori rossi) che non hanno dato respiro ai quasi tremila ragazzi accorsi. In scaletta l’intero “Eden” (l’ultimo cd già disco d’oro), tutti gli evergreen tratti dai sei cd finora pubblicati e la cover di “Up Patriots to Arms” di Battiato. «Il momento dello spettacolo deve essere coinvolgente.- ha spiegato Boosta-Qualsiasi siano la vita e la musica che ogni spettatore ha alle spalle, in queste due ore deve staccare dalla quotidianità.»

Il tastierista è di casa in Valle anche perché, scrivendo romanzi noir, è un habitué del “Noir inFestival” di Courmayeur. «La mia anima noir traspare dalla difficoltà che ho sempre avuto a scrivere in maggiore. Il mio mondo in minore, più malinconico e da ballad, durante la registrazione di “Eden” ha interagito con quello, più ballereccio di Samuel. E, nonostante non lavorassimo insieme da 4 anni, la sintesi è arrivata in modo semplice ed istintivo. Forse anche perché abbiamo deciso di abbandonare la compartimentazione degli strumenti, suonando ciascuno strumenti diversi da quello abituale. E’ stato come accendere un ventilatore per cambiare aria, e dopo 15 anni di avventure è stato bello riuscire a mescolare nuovamente le carte divertendoci

In quest’ottica di “disordine dell’innocenza” rientra anche la composizione di “Benzina Ogoshi”, uno dei pezzi più acclamati, il cui testo è nato coi contributi dei fans sul tema di quello che non si riesce a fare e, inesorabilmente, ci viene rinfacciato. «Credo sia la prima “social song”. L’abbiamo fatto per ampliare e rendere più comprensibile una specie di mantra che avevamo scritto sulle critiche ricevute per non essere riusciti a bissare il successo di “Microchip emozionale”.»


In un pezzo cantate “libera l’Italia subito dal prodotto interno lurido”, il riferimento a fatti e personaggi è puramente casuale? «Se non altro a livello profetico mi sembra che stiamo lavorando bene.- ha concluso Boosta- In realtà siamo sempre stati un po’ premonitori. Subito dopo “L’eclissi”, disco molto scuro e con presagi apocalittici, scoppiò la bolla finanziaria. Adesso sembra che ci sia contemporaneità nei fatti tra “Eden” e la rinascita dopo la caduta. E’ la teoria della sincronicità, per cui scrivi quello che c’è nell’aria. E noi siamo attenti a quello che succede e lo raccontiamo. Ci piace tentare di contribuire con la nostra musica all’attuale risveglio delle coscienze. Come nel mito della caverna di Platone, speriamo sia la volta buona che qualcuno si rivolga verso la luce e spezzi le catene.»                                                                                                                                                                                                                             

Dove finiscono le parole inizia la MINA di “Caramella”

C’è una cantante in cima alla preferenze dei musicisti pop-rock italiani di tendenza. Da Manuel Agnelli degli “Afterhours” all’ex-”Scisma” Paolo Benvegnù, da Boosta e Max Casacci dei “Subsonica” all’ex “Casino Royale” Giuliano Palma. Tutta gente che in comune ha un sogno nel cassetto: che “Lei” canti una loro canzone. “Lei” non è proprio una di primo pelo (il 25 marzo ha compiuto 70 anni), ma si chiama Mina e fa parte del loro DNA musicale molto più di tante interpreti più giovani.

Loris Biazzetti

«Ricordo ancora con precisione i brividi e le lacrime agli occhi per una sua esibizione in bianco e nero col brano “Io vivrò senza te”.- ha, per esempio, raccontato Casacci- Ero in cucina con mia madre che stirava. Non lo dimenticherò mai.» Per Benvegnù, invece, «Mina è una persona che fin da quando ero bambino è stata un punto di riferimento. Io amo soprattutto il periodo in cui interpretava i pezzi di Battisti, perché sentivo la sua vita esplorata da quelle canzoni. Benedetta Mazzini mi ha detto che sua madre vuole invitarci, me e Manuel Agnelli, a pranzo un giorno.» Le dichiarazioni sono tratte dal numero settantuno del semestrale  “Mina Fan Club” realizzato dalle anime del Club: i valdostani Loris Biazzetti e Remo Prodoti. Quella che si può considerare la Bibbia dei fans della “tigre di Cremona” in questo numero ha, tra le altre cose, in scaletta un ricordo della giornalista Rina Gagliardi (grande fan di Mina morta il 27 giugno), un’analisi della canzone italiana al femminile di Antonio Bianco ed un’interessante disamina di Biazzetti dei rapporti di Mina coi gruppi italiani. La maggior parte della rivista è, però, dedicata alla recensione di “Caramella”, il suo ultimo cd, in cui, non a caso, sono presenti “Io e te” di Benvegnù, “Solo se sai rispondere” di Max Casacci e “La clessidra” di Boosta. Pezzi in cui Mina si dimostra perfetta nel cantare anche l’amore nell’epoca delle passioni tristi, fatto digiorni instabili”, “storie improbabili”, “segreti fragili”

E’ soprattutto il visionario mantra elettronico di Boosta a confermare il perché da mezzo secolo i giovani autori sognino di sentire una loro canzone cantata da Mina. Chi altri saprebbe, come in questo caso, incarnare la kafkiana “voce dal caos” capace di far affondare l’ascoltatore negli abissi insondabili del daimon? «Per noi autori- afferma Silvio Amato, autore della musica di “Amoreunicoamore”- rappresenta l’essenza della musica e, forse, la ragione stessa per la quale facciamo questo bellissimo lavoro. Mina è la Voce, è la Musica allo stato puro: quell’energia che ti permette di volare sopra a tutto, di estraniarti dalla banalità del quotidiano. E tutto con estrema semplicità, senza posticce sovrastrutture.» Nel cd ci sono anche “caramelle” più vicine all’immagine classica che l’ascoltatore ha di Mina: dall’iniziale “You get me”, in cui duetta con Seal, a “Amoreunicoamore”, dove le parole dell’ “ultimo romantico” Fabrizio Berlincioni sembrano a lei dedicate: “Dove non ho più parole inizi tu. Dove comincio a stare bene. Dove mi sembra di volare e non tornare giù.”


L’inquieta scrittura Noir di SAMUELE BERSANI

Lo stretto rapporto tra “Noir in Festival” e musica ha fatto sí che negli ultimi anni diversi giovani cantautori italiani siano venuti, a vario titolo, a Courmayeur. Dopo David “Boosta” Dileo dei “Subsonica”,  scrittore di Noir, e Niccolò Fabi, che lo scorso anno partecipò coi “Mokadelic” all’evento “Ancora sulla cattiva strada” di Gabriele Salvatores, nell’edizione 2009 è stata  la volta di Samuele Bersani, che ha fatto parte della giuria del Festival, e di Federico Zampaglione (che sabato 12 dicembre ha presentato fuori concorso il suo film “Shadow” e si è esibito al Palanoir, prima della cerimonia di premiazione, con il nuovo gruppo “The Alvarius”). «Il mio rapporto con il noir risale ad oltre venti anni fa – ha spiegato Bersani- perché il “Noir in Festival” è nato dal “MystFest”, il Festival internazionale del giallo e del mistero per il quale lavoravo perché si svolgeva a Cattolica, la mia città. A parte questo c’è, comunque, la mia passione per il cinema, e, soprattutto, per il Noir che si è trasferita nei testi delle mie canzoni, anche perché quando scrivo sono molto cinematografico e mi esprimo per immagini.» Si scopre, così, che la produzione di un cantautore come Bersani, considerato “leggero” per successi come “Chicco e Spillo”(che è, comunque, la storia di una rapina) e “Spaccacuore”, è, in realtà, attraversata da una vena noir. «E’ un filone che emerge fin dalla mia primissima canzone “Il mostro” che parla della paura che fa il mostro che abbiamo dentro. Mi ricordo anche che nel 2003 mi chiamarono al “Noir in Festival” per il testo della canzone “Cattiva” in cui invitavo a chiedere l’autografo ad un assassino. E la copertina del mio ultimo Cd, “Manifesto abusivo”, potrebbe benissimo essere la scena di un Noir.» Potrebbe essere scritta da uno sceneggiatore noir anche Pesce d’aprile”, la canzone dell’ultimo Cd nella quale è più evidente la scrittura inquieta di Bersani che gioca spesso sulla dicotomia tra le immagine crude del testo e la musica che c’è sotto. «Già in “Chicco e Spillo” su una musica apparentemente rassicurante che sembrava una filastrocca per bambini cantavo cose molto taglienti. Le chiavi di lettura delle mie canzoni sono almeno due, poi molto dipende dalla sensibilità dell’ascoltatore.» Nelle sue ultime canzoni si possono, così, ritrovare uomini fragili che “potevano essere farfalla e sono rimasti crisalide”, che perdono i pezzi vivendo come dentro un pesce d’aprile e perdendosi in labirinti senza uscita. «Io, comunque, non sono senza speranza, perché intravedo una via d’uscita e spero sempre che le cose migliorino. Scrivere canzoni è come andare dallo psicologo senza pagarlo perché quando, poi, rileggi delle cose che hai scritto sembra appartengano ad altri. Sono molto curioso in assoluto, per cui mi piace sorprendermi ogni volta scrivendo canzoni sempre diverse. E’ una libertà che altri, che hanno avuto tanto successo, non hanno, per cui finiscono per ripetersi prigionieri del clichè

Il progetto crossmediale dei “MOTEL CONNECTION”

Motel Hotel blog IMG_4036Il  bello dei videogiochi è che non obbediscono alle leggi della realtà di tutti i giorni. Può, quindi, accadere che i supereroi che li animano riescano in imprese incredibili, come, per esempio, riportare un po’ di libertà creativa nel buio di una società bloccata dal conformismo e dall’omologazione. E’ questo l’obiettivo finale degli avatar di Samuel Romano (canto e chitarra), Pierfunk Peretti (basso) e di DJ Pisti nel videogioco che nel gennaio 2010 farà parte del progetto crossmediale “H.E.R.O.I.N.” insieme ad un Cd di musica elettronica e tre miniserie di fumetti. I tre formano i “Motel Connection”, gruppo torinese di musica elettronica che la sera di sabato 20 giugno si è esibito allo Stadio Puchoz nell’ambito della rassegna ”Aosta Sound Festival”. Con Samuel IMG_3927«Il nostro- ha spiegato Samuel- è un progetto di “creatività diffusa” che ricerca nuove forme di comunicazione musicale attraverso la sinergia con altre forme creative come il videogame ed il fumetto. Per noi la musica è sempre stata un territorio da esplorare superando le barriere, perché è mettendo insieme elementi diversi che nasce qualcosa di nuovo.» E’ stato così fin dal gennaio 2000, quando Samuel e Pierfunk, due membri dei “Subsonica”, si sono uniti al DJ Pisti, convinti che la fisicità ipnotica del ritmo della cassa in quattro potessero convivere con l’anima di improvvise aperture vocali e del pulsare ritmico del basso. «Ci siamo resi conto che stavamo facendo qualcosa di nuovo quando nei primi concerti abbiamo visto che nel pubblico accanto ai rockettari, che ci guardavano come si fa in genere ai concerti, c’erano i discotecari che, invece, ballavano dandoci le spalle. Erano comunque tutti coinvolti dalla nostra musica elettronica fatta di armonia e ritmo, ma, soprattutto, di frequenze ipnotiche.» Ipnotiche sono anche le luci psichedeliche che costituiscono un altro elemento importante del set del gruppo. A cominciare da quelle proiettate dall’”astronave” metallica su cui si muove DJ Pisti, vero cuore pulsante del gruppo, capace di evocare il “sussurro nel tempo” e indicare “il suono che sopravvive” (come recita il loro hit “Two”). «Credo- ha detto-  che la musica dei “Motel Connection” sia un senso in più, che raggruppa gli altri e diventa il nostro codice

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Il video di “TWO”