Nostalgicamente e irresistibilmente SYLVIE VARTAN ad Aosta

I “2’35 de bonheur” di uno dei suoi primi successi hanno portato fortuna alla cantante francese Sylvie Vartan. Al punto che il 23 novembre scorso, alla Salle Pleyel di Parigi, ha festeggiato i 50 anni di carriera. Con, sul palco, l’Orchestre symphonique di Sofia e, in platea, ospiti come i ministri della cultura francese, Frédéric Mitterand, e bulgaro. A ricordare, così, le sue origini: la sessantasettenne artista è nata, infatti, in un sobborgo di Sofia, da Georges Vartanian, che nel 1952, dopo l’occupazione sovietica, riparò a Parigi. «Sono una sangue misto, anche perché mia madre era ungherese.- ha confidato- Il mio cuore è, in ogni caso, francese, perché è il paese che mi ha dato la libertà, mi ha adottata e dove ho realizzato i miei sogni d’artista

Un posto importante nel suo cuore occupa anche l’Italia, dove il 30 novembre è tornata per un concerto al Teatro Giacosa di Aosta inserito nella Saison Culturelle. Merito di una nonna italiana e della fortunata stagione, a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, che la vide tra le beniamine del pubblico italiano, per il suo fascino malizioso e canzoni come “Due minuti di felicità”, “Irresistibilmente” e “Come un ragazzo”.

«Di quegli anni ho un ricordo pieno di sole.- ha raccontato prima del concerto, nel suo italiano “arrugginito”- Ho vissuto molto tempo a Roma, ho imparato l’italiano e fatto tanta televisione. Una decina di anni fa ho pure sposato un napoletano, il che fa capire fino a che punto ami il vostro paese.» Italiane sono state anche alcune canzoni della scaletta del concerto aostano in cui la Vartan ha mischiato l’intimismo dell’ultimo cd, “Soleil Bleu”, con un ben calibrato revival, accompagnata da Gérard Prevost (contrabasso e violoncello), Claude Engel (chitarra), Philippe Draï (batteria), Sandrine Matsuko (violino), Serge Perathoner (tastiere e fisarmonica), Gérard Daguerre (piano) e Sophie Gémin (cori).

Accanto ai suoi grandi successi come “La plus belle pour aller danse” (con cui nel 1964 aprì il concerto dei Beatles all’Olympia di Parigi), si sono, infatti, potute ascoltare “Moi, je n’aime ancore que toi” di Riccardo Cocciante e “Je chante le blues”, scritta da Carla Bruni in Sarkozy (alla quale la lega anche un suo grande successo: “Nicholas”). «Carla- ha raccontato la Vartan- è una persona molto affascinante e sensibile, con una parte gioiosa tipica degli italiani. Ma prima ancora è un grande talento musicale, per cui dopo la pubblicazione del primo album, quando ancora non era la “première dame”, le chiesi di scrivermi una canzone.» All’Eliseo, del resto, la Vartan è di casa. Fin dal 1998, quando ricevette dal presidente Jacques Chirac le insegne di Cavaliere della Legion d’Onore. Ci andò accompagnata dal figlio David, anche lui cantante, avuto dal primo, turbolento, matrimonio con la rockstar Johnny Hallyday.

«Non sono mai venuta in Valle d’Aosta, anche se ne ho sentito parlare.- ha concluso – Mi hanno detto che la vostra specialità è la fonduta, ma non è francese? Ah già che siete metà italiani e metà francesi. Mangiate della pasta buona qui?» Quasi a ricordare che, in fondo, la vita è fatta di cose semplici, di cui non ci si accorge finché non mancano. Come l’amore, che dopo aver fatto da fil rouge al concerto aostano, l’ha suggellato con le parole di uno dei capolavori di Jacques Brel. “Quand on n’a que l’amour
pour tracer un chemin et forcer le destin a chaque carrefour… Alors sans avoir rien
que la force d’aimer nous aurons dans nos mains, amis, le monde entier (Quando non c’è che l’amore
 per tracciare un cammino
 e forzare il destino ad ogni crocevia…Allora senza aver nient’altro
 che la forza d’amare noi avremo nelle nostre mani, amici, il mondo intero).