“O fadista pequenino” LUCIO DALLA ricordato ad Aosta da ANA MOURA, la sacerdotessa del Fado

Destino ha voluto che il concerto aostano della cantante portoghese Ana Moura si sia tenuto lo stesso giorno, primo marzo 2012, della morte di Lucio Dalla. O fadista pequenino“, com’era stato ribattezzato da Argentina Santos, la decana del fado portoghese, quando, nell’aprile 2005, si era esibito al teatro Sao Luiz di Lisbona, vero e proprio tempio del Fado. «Ho avuto il privilegio di cantare in Sicilia con lui e so quanto il Fado gli piacesse.- ha detto, commossa, Ana Moura durante il concerto -E’ un giorno molto triste per la musica di tutto il mondo

Ma tutto il soggiorno aostano della trentaduenne portoghese si è svolto nel segno del fato (e come poteva essere diversamente, visto che Fado deriva il nome dal latino fatum?). Fato avverso (leggasi ritardi aerei) che, il pomeriggio del 29 febbraio, l’ha fatta arrivare con un’ora di ritardo all’incontro con gli studenti previsto alle 19 alla Biblioteca Regionale di Aosta. «In questo momento- ha detto la cantante ai ragazzi superstiti- in Portogallo c’è un progetto musicale di fado in testa all’hit parade, e i giovani come voi si mostrano molto interessati e vogliono imparare a cantarlo e suonarlo.»

Quanto mai propizio è stato, invece, il Fado sciorinato la sera del primo marzo davanti ai 500 spettatori entusiasti del Teatro Giacosa. Accompagnata da un eccellente “colecção” formato da Angelo Freire (guitarra portuguesa), Filipe Larsen (baixo) e Pedro Soares (viola), Ana Moura ha passato in rassegna il meglio dei suoi quattro cd, qualche classico come “Vou dar de beber à dor (“Darò da bere al dolore)” di Amália Rodrigues e la cover di “No Expectations” dei Rolling Stones.

Perché Ana ha la capacità delle grandi interpreti di far propria qualsiasi canzone spremendone l’essenza. Una capacità miracolosa che ha convertito al verbo della musica portoghese musicisti da lei lontanissimi geograficamente e culturalmente come Gilberto Gil, Prince e, appunto, i Rolling Stones. Un’ammirazione non si è limitata a vacue parole, ma si è concretizzata in straordinari duetti, come quello in “Vou dar de beber à dor” con Prince (che nel 2009 è andato a conoscerla a Parigi) o quello, ancor più incredibile, con Charlie Watts nel tributo “The Rolling Stones Project” in cui trasfigurò in modo molto “português” “Brown Sugar” e “No Expectations”. Piacque così tanto che, nel 2007, a duettare con lei in “No Expectations” sul palco dello stadio Alvalade di Lisbona, furono Keith Richard e Mick Jagger in persona. «In fondo è un blues- ha spiegato ad Aosta- che come il fado emoziona e stimola l’anima e la mente.»

Nella serata non poteva, infine, mancare un ricordo di Lucio Dalla, “o fadista pequenino” che aveva, tra l’altro, collaborato con il chitarrista Jorge Fernando che ha arrangiato e prodotto tutti i cd di Ana Moura, oltre ad aver composto pezzi come le stupende “Rumo ao Sul” e “A Penumbra”. «Lucio Dalla ha più volte reso omaggio al Fado- ha detto la cantante- per cui stasera vorrei ricambiare facendo un piccolo omaggio a lui.» E, nonostante le scuse («non la so molto bene»), il concerto si è concluso con una “Caruso” da brividi.