Da BREGOVIC ad ACCARDO (passando per DE GREGORI): AOSTA CLASSICA 2012 richiama big di sicuro richiamo

Nonostante il “clima generale di indubbia crisi economica e sociale”, l’assessore regionale valdostano all’Istruzione e Cultura Laurent Vierin continua ad “investire sulla proposta culturale del nostro territorio, nella profonda convinzione che questo atteggiamento sia la chiave di volta per uno sviluppo radicato e duraturo della “valdostanità” qui e nel mondo”. Sono queste le parole che aprono la brochure che presenta l’offerta culturale dell’assessorato per l’estate 2012, una delle sue quattro “Saison” che, ormai, si succedono senza soluzioni di continuità. Momento clou sarà anche questa volta “Aosta Classica”, che, per il diciassettesimo anno, è organizzata dalla società “Opere Buffe”. L’edizione che si terrà a cavallo tra luglio ed agosto, è caratterizzata da un programma concentrato e diversi ritorni sulle scene valdostane di nomi che garantiscono massicci afflussi al Teatro Romano di Aosta.

E’ questo, sicuramente, il caso del concerto inaugurale del sessantaduenne musicista bosniaco Goran Bregovic che,la sera del 23 luglio, con la sua Wedding and Funeral Band presenterà il nuovo disco “Champagne for Gypsies”. Ad aprire la serata sarà una delle realtà valdostane più interessanti: L’Orage, freschi vincitori di Musicultura.

Dopo un gruppo di ottoni dell’Istituto Musicale Pareggiato della Valle (il 24 luglio), il 25 toccherà al cantautore Fabio Concato, tornato alla ribalta, dopo un periodo delicato, con “Tutto qua”, il cd di inediti pubblicato quest’anno dopo 11 anni di attesa. A qualche anno di distanza dalle loro esibizioni alla Saison Culturelle ed al Festival di Sarre, il 27 e 28 luglio ci sarà, poi, il ritorno anche dei Momix, che, con lo spettacolo “Botanica”, attireranno anche questa volta molta gente.

La terza, ed ultima, presenza valdostana, sarà il pianista Beppe Barbera, che il primo agosto si esibirà con l’Artchipel Orchestra guidata dal batterista Ferdinando Faraò. E’ il primo dei due appuntamenti jazz, l’altro, il 2 agosto, vedrà tornare ad Aosta il chitarrista Al Di Meola. Otre al gruppo di ottoni, la musica classica,da cui prende il nome la rassegna, si limiterà quest’anno ai concerti di due violinisti: la diciottenne Masha Diatchenko (il 3 agosto) e l’habitué Salvatore Accardo, che il 4 agosto si esibirà con l’Orchestra da Camera Italiana. Apoteosi finale, il 5 agosto, con il ritorno ad “Aosta Classica” di Francesco De Gregori, che si esibirà in Valle per la quarta volta in cinque anni (nel 2011 cantò a Saint-Vincent insieme a Lucio Dalla).

A Fenis brilla, ma non per tutti, la stella di ROBERTO BOLLE

Bolle blog IMG_0445Bolle Fenis  006Evento doveva essere e il Gala “Roberto Bolle and Friends” evento è stato. Con i suoi lati postivi e anche qualche inevitabile polemica. Tra i primi rientra sicuramente lo stupendo fondale del castello di Fenis che la sera del 27 luglio è stato illuminato da 200 kilowatt di luci modellate da Marco Filibeck, “light designer” al Teatro alla Scala, che negli spettacoli del tour sta illuminando alcuni dei più bei monumenti italiani(dal Duomo di Milano al Colosseo). Non ci poteva essere migliore biglietto da visita per una rassegna come Musicastelle” che è organizzata dall’Assessorato regionale al Turismo , a cui non ha potuto che fare piacere il vedere, a sorpresa, sul palco una mucca (anche se di cartapesta)  protagonista, con Bolle, in “Le Grand Pas de Deux” . Tutti bravi, poi, i ballerini che hanno fatto corona a Roberto Bolle, carismatica “icona pop” (come si è definito nell’intervista concessa alla Rai), che, per la delizia delle donne presenti, tra un “renversé” e un “lift” ha messo generosamente in mostra un fisico scultoreo. Molto meno generoso Bolle è stato con la stampa locale che, infatti, non ha, poi, mancato di stigmatizzare uno “spettacolo mordi e fuggi” fatto da una “star al risparmio”. Le lamentele più forti sono, però, venute dagli spettatori seduti in una platea che, tranne che per i posti anteriori (in gran parte riservati) e laterali, ha creato seri problemi Bolle Grolla  IMG_0628di visibilità a chi non fosse stato più che alto. “Bolle? E chi l’ha visto?”, Bolle-Mucca blog IMG_0219ha esclamato, per esempio, una signora incappata dietro una vistosa cotonatura. Non si tratta, tra l’altro, di polemiche nuove, visto che le critiche legate alla scarsa visibilità di uno spettacolo dei “Momix” erano state tra le cause della fine del mai abbastanza rimpianto “Festival di Sarre”. Va bene, infatti, che gli organizzatori portino la danza verso la gente ambientandola in posti suggestivi, solo che spesso e volentieri questi, come nel caso di Fenis, non permettono agli spettatori di godere appieno lo spettacolo, visto che la danza è fatta di atletici salti e “relevé”, ma, anche di espressivi “par terre”. Lo prova la battuta di uno spettatore nel momento di massima tensione emotiva del celeberrimo “La morte del Cigno”: «Ma non può morire in piedi? Almeno così si vede qualcosa!»