Il caliente “psychedelic cuban blues” di SOL RUIZ

Quello che il nome, Sol Ruiz, promette, la ventottenne cantautrice americubana, che il 9 marzo si è esibita all’Espace Populaire di Aosta, mantiene. Personalità solare, fa, infatti, una musica “caliente” che ha preso qualcosa ovunque sia stata. Dal gospel e folk-rock statunitense (Sol è nata da genitori cubani emigrati a Miami) alle festosità mariachi messicane, dai ritmi giamaicani alle melodie europee. Sopra tutto e tutti l’energia e la malinconia della musica cubana. «Mio padre viene dalla parte orientale dove c’è musica più folcloristica- ha raccontato- mentre mia madre è de L’Avana dove la musica è più da big band, con sezioni di fiati. E’ “claro” come io sia il frutto di questa fusione.»

Fattasi apprezzare negli Stati Uniti, dove nel 2009 ha pubblicato il primo cd “Outlander”, nel 2010 Sol è sbarcata in Spagna, per, poi, arrivare in Italia, dove una “storia d’amore avventurosa” con il cantautore Matteo Castellano l’ha convinta a stabilirsi a Torino. Dopo aver formato con la fisarmonicista Gaia Mobilij il duo italo-americubano “La Reina Desnuda“, ha preso ad esibirsi con i Bad Raggazz, gruppo con cui ha suonato all’Espace, formato da Bozzi (chitarra), Simone Bellavia (basso) e Davide Fiale (batteria).

Sol, che, oltre a cantare con una voce potente e sensuale, suona chitarra, ukulele, banjo e piano, ha eseguito il suo “psychedelic cuban blues” che oscilla tra canzoni spensierate come “Free Love” e la malinconia di “Soledad” (“my name should have been Soledad”). «Nei miei testi- ha spiegato- parlo di amori un po’ “sfigati”, legati a mie passate esperienze, ma, anche, di problemi sociali legati a malattie mentali, emigrazione, o, semplicemente, a gente che ha la mente chiusa.» Gustoso un siparietto con l’amore “feliz”, Matteo Castellano, con il quale  Sol si è divertita a cantare allegre canzoni come “La Borrachera (La sbornia)”.


MOUNTAIN JAM FESTIVAL: il festival rock più alto del mondo

Raffinerie Risonanze IMG_5293Il “Mountain Jam Festival”, la cui seconda edizione si è svolta il 26 e 27 giugno nella località Pré de Pascal della Val Veny, è, probabilmente, il festival rock più alto del mondo. Si svolge, infatti, ai 2000 metri di un’incantevole luogo ai piedi del massiccio del Monte Bianco. Un posto “da brividi” per le temperature che vi si possono raggiungere la notte (conviene, quindi, arrivarvi ben attrezzati), ma, anche, ideale per ricreare le “good vibrations” dei mitici raduni pop degli anni Sessanta. Taras Bul'ba IMG_5321In un periodo, inoltre, in cui si sente tanto parlare di musica di confine, il “MJF”, che si svolge ai confini con la Francia e a contatto con una superba natura, fa facilmente capire l’artificiosità dei confini, favorendo l’incontro tra artisti e pubblico all’insegna della libertà e della sperimentazione. Rispecchiano questa filosofia i variegati generi dei gruppi musicali invitati quest’anno. Si è, infatti, iniziato venerdì 26 giugno, con il post-rock dei milanesi “Taras Bul’ba”, il rock d’autore di Francesco-C, il folk Francesco C & Dari IMG_5289danzereccio e di contenuto de “L’Orage” (formazione che fa capo ad Alberto Visconti e Remy Boniface) e la jam band valdostana “The Fuszion”. Performance tutte che, a causa delle avverse condizioni atmosferiche, si sono svolte all’interno dell’accogliente ristorante “Pré de Pascal”. Sabato 27 giugno è, invece, toccato all’evocativa musica strumentale de “I Treni all’Alba”,Bibi & Spin IMG_5367 al southern rock degli “Shanghai Noodle Factory”, alla canzone d’autore di Matteo Castellano ed al jazz manouche dei francesi “Tiefatch”. Durante i due giorni c’è, poi, stato spazio anche per la musica di dj Spin & dj Bibi dei “New Generation Groove”. Il Festival è organizzato  dall’associazione culturale “Raffinerie Risonanze” che fa capo al cantautore Alberto Visconti, al documentarista Davide Boretttaz ed a Matteo Bavastro che ne è il direttore artistico. Per ulteriori informazioni si può visitare il sito: www.myspace.com/mountainjam2009.

Orage IMG_5506Matteo Castellano IMG_5443

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