Il blog di Gaetano Lo Presti

GOCCE DI MEMORIA GIORNALISTICA

Dario ‘Dari’ Pirovano VS Francesco-C /A colpi d’autore

Hanno festeggiato insieme Capodanno affettando formaggi e psycho-panettoni e gustando ananas alla Cinci e dolcetti della Berta. La sera del 4 dicembre, invece, Francesco Cieri e Dario Pirovano, due delle punte di diamante del pop-rock valdostano, si sono ritrovati schierati l’uno contro l’altro in un incontro, alla Cittadella dei Giovani, moderato da Federico Malandrino, il “Maurizio Costanzo della situazione”, ma, anche, producer e tour manager di entrambi gli artisti. O, almeno, così preannunciava il titolo della serata: “Dario ‘Dari’ Pirovano VS Francesco-C /A colpi d’autore” che è stata trasmessa in streaming sul web da “Aosta Oggi” ed ha permesso l’interazione col pubblico attraverso Skype.

«Le cose più belle nascono quando si da l’impressione che ci sia uno scontro.- aveva annunciato Dario- Anche perché l’adrenalina che si libera può portare a cose molto positive. Sarà un ring di idee, dove, oltre a rispondere alle stesse domande, ci racconteremo. Un’idea che mi è piaciuta, perché sarebbe bello che, attraverso le nostre parole, i ragazzi che verrano si accorgessero dell’esistenza di una realtà pop-rock locale e capissero che, per uscire, serve avere un senso d’impresa, che vuol dire portare a termine le cose che si iniziano.»

Cose che lui ha in parte appreso proprio da Francesco-C, che nel momento di massimo fulgore, nei primi anni del Duemila, lo stimolò a formare una band e inseguire un sogno. «Parleremo anche di come è peggiorata la situazione musicale- aveva aggiunto Francesco- e delle difficoltà sempre maggiori che, chi voglia uscire, incontra.» Lui ne sa qualcosa, visto che è arrivato ad un passo dal gettare la spugna. Grazie ad una evoluzione umana,sta, invece, attualmente conoscendo una rinascita creativa che si esprime in un progetto elettroacustico con Federico Malandrino che il 7 debutterà alla Casa Olimpia
di Sestriere e il 23 si materializzerà con la pubblicazione di un nuovo singolo, “Il cielo oggi”, con relativo video su YouTube. «E’ un nuovo inizio.- ha annunciato- Le mie nuove canzoni sono al di fuori di ogni contesto italiano. Il loro discorso minimale fatto di “musica senza musica”, le avvicina più alla preghiera e alla poesia che alla canzone.»

Meno introspettivo e più estroverso ed esuberante, Francesco si è, invece dimostrato durante l’incontro aostano, al punto che, dopo un ‘entrata “molto rock” con qualche minuto di ritardo, è stato lui a tenere il pallino della serata con un fuoco continuo di battute che hanno “rubato la scena” a Dario, suscitando gli interventi moderatori di Malandrino e reazioni stizzite dei fans di Dario (“Dario ha parlato poco e Francesco troppo, e quandoDario parlava Francesco lo interrompeva”, ha scritto su YouTube “fottiti007”). Tra cazzeggi vari, Malandrino è, comunque, riuscito a tirar fuori dai due interessanti considerazioni.

COM’E’ ESSERE MUSICISTI AD AOSTA?

FRANCESCO-C: Aosta non è il posto più semplice per un artista per essere completamente “libero”, sopratutto a livello economico.

DARIO: Iniziare a suonare in una piccola città non è facile, perché, come si suol dire: “nemo propheta in patria”. Fare il musicista viene visto come una battaglia di personalità o un ricalcare diverse personalità artistiche, quando, invece, vuoi solo essere te stesso. Dall’altra parte ti permette di avere uno spazio protetto per il forgiare il carattere e la propria identità artistica.

CHE MUSICA ASCOLTATE ADESSO?

FRANCESCO-C: Sono in una fase di trascesa della musica, per cui adesso non ascolto più niente, è come se il mio hard disk interiore fosse pieno.

DARIO: credo che adesso, con l’avvento di internet e la possibilità di potere ascoltare tutto quello che si vuole, non valga più il discorso dei generi musicali. La musica che piace a me è la musica che mi piace (risata dello studio:n.d.r.) , quella, cioè, che, mescolando i generi, non spinge a ricalcare un altro artista ma ti porta a metterti in gioco e a esplorare i limiti.

COS’E', PER VOI, IL MESTIERE DI FARE CANZONI?

FRANCESCO-C: Secondo me la creatività è solo ispirazione. In questo periodo, in particolare, la razionalità nell’espressione artistica per me non esiste minimamente, se non per i limiti tecnico-fisico che bisogna rispettare. L’artista è il tramite tra l’ispirazione e il razionale, e credo che l’espressione artistica rifletta quello che si ha dentro o una meta a cui si aspira. In questo periodo sono sempre più minimale, perché c’è tanta confusione e fretta per cui il messaggio deve essere molto semplice e fluido, con l’utilizzo di poche parole. Cerco di fare canzoni con più silenzio possibile.

DARIO: Il mestiere di fare canzoni è per il 99% lavoro lucido creativo e per l’1% follia, ma senza questa non ci sarebbe lo scatto rivelatorio. Scrivere canzoni lo vedo un po’ come fare sport: bisogna allenarsi e avere delle strategie, ma sul campo a vincere è il colpo di genio che va fuori da tutte le strategie.

6 gennaio 2012 Pubblicato da | Musica valdostana | , , , , , , , , | Lascia un commento

C’ERA UNA VOLTA (13) ARTURO JEMMA, un batterista tra le nuvole

Anche le morti più discrete e appartate, possono, grazie a Facebook, assumere il clamore e l’emozione, momentanea, del grande lutto. E’ quello che è successo il 21 novembre 2011 nel giro dei rockettari valdostani, per uno di loro, il batterista Arturo Jemma, deceduto quel giorno all’Ospedale Parini di Aosta.

Oggi si è spenta una luce…tutti noi siamo un po’ più poveri e un po’ più al buio… Ciao Artur!”, ha scritto il fotografo Luca Perazzone.

“Ti saluto in silenzio”, ha aggiunto Francesco-C.

“Ciao Peter Pan”, è stato, invece, il messaggio di un suo collega, il batterista Giuliano Danieli.

Arturo Jemma aveva 60 anni, e negli anni Sessanta e Settanta era stato uno dei protagonisti più estrosi della scena rock valdostana con gruppi come I Selvaggi e Flower’s Love. «Arturo era bravo- ricordava il cantante Gianni Bruna, suo sodale nei Flower’s Love- Ma aveva sempre la testa persa tra le nuvole e dietro le ragazzine. Finiva, così, che, nelle prove, ad ogni stop che non faceva si prendeva delle bacchettate in testa

Finito il suo momento di gloria, Jemma aveva continuato, comunque, ad essere assiduo frequentatore dei concerti rock e protagonista di infuocate jam sessions nei locali aostani. Sempre sorridente e pieno di progetti. Anche negli ultimi mesi in cui ha nascosto a tutti il male che l’ha ucciso.

«Dove c’era rock’n'roll, c’eri tu- ricorda , su FB, Alberto Neri- Sapere che non ti incrocerò più fa davvero molto male… ma so anche che te la sei goduta fino in fondo, my friend: alla facciazza di chi non poteva, di chi non potrà mai capire.
See ya in a garageland, picchia forte.» 

I funerali di Jemma si sono svolti il 23 novembre nella chiesa di Charvensod.

 

22 novembre 2011 Pubblicato da | C'era una volta | , , , , , , , | 5 commenti

Dopo 3 anni è tornato un FRANCESCO-C “tutto nuovo”

Francesco Cieri, in arte Francesco-C è tornato. Sono, infatti, in rampa di lancio una nuova canzone, “Il cielo oggi”, e il relativo video girato da Alessandro Stevanon. Si tratta di una notizia importante perché da tre anni si erano perse le tracce di questo trentasettenne cantautore, capostipite indiscusso del pop valdostano del terzo millennio (lo stesso Dario Pirovano ammette di aver deciso di far musica dopo aver ascoltato il suo “Flan”).

«Avevo smarrito la mia identità musicale, al punto che avevo deciso di smettere.- confessa Francesco- Una situazione che, inconsciamente, avevo già descritto in una canzone del 2005 in cui cantavo: “spreko il mio tempo skrivo canzoni…ma da un po’ mi sembra ke qui sia da buttare”. In questi anni mi sono guardato molto dentro: un’esperienza dolorosa che, però, ha portato ad un’evoluzione umana. Ci sono, poi, voluti due anni per riallineare a questa il discorso artistico.» Quello che ne è venuto è un Francesco “tutto nuovo” che con “Il cielo oggi” stupirà non poco i suoi fans. Sia per il testo, introspettivo, che per il sound, minimale e onirico, messo a punto con il produttore ed arrangiatore Federico Malandrino.

«Ero bravissimo a esprimere il malessere generazionale, per cui i ragazzi si riconoscevano nelle mie canzoni.- continua- Dopo aver attraversato il “fuoco di redenzione”, ho, però, capito che bisogna distogliere lo sguardo dalla superficie delle cose per alzarlo, metaforicamente, verso il cielo. Le parole che mi esprimono attualmente sono entusiasmo e, soprattutto, amore

Amore che si respira dappertutto nella sua casa aostana (disseminata, com’è, di post-it del tipo “non essere poeta senza amore”) e nelle foto del torinese Sinyus che accompagnano il nuovo progetto. «Amo l’amore, non inteso specificatamente verso una persona. Ho ripreso a dipingere, e anche lì con l’intenzione dell’amore. Perché, se si ha un sentimento ben preciso, l’opera si impregna di esso.» La musica è, infatti, solo un aspetto della sfaccettata personalità di Francesco Cieri, che, oltre a fare musica e dipingere, lavora come rilevatore dei prezzi nei supermercati e fa il deejay. «Sono tutte cose che mi costringono a stare in mezzo a tanta gente- chiosa- per cui era inevitabile che sviluppassi un discorso introspettivo.» Al progetto corrisponde anche una nuova filosofia di diffusione della musica, che non passerà necessariamente attraverso i canali e le forme tradizionali di distribuzione. «Sono un grande fan dei 45 giri. E dei Beatles, che stavano dietro ad ogni singolo pezzo come se fosse l’ultimo.- conclude- Sto registrando altri pezzi brevi che lancerò singolarmente o con un mini cd senza pezzi riempitivi. Come ai tempi di “Flan”.»                                                                                                                                                                                                                                                      

6 ottobre 2011 Pubblicato da | Musica | , , , , , , , , , | 3 commenti

I “Noir” vincono, a sorpresa, le selezioni valdostane di “Italia Wave”

Neanche il tempo di formarsi che, alla loro prima esibizione pubblica, i “Noir” vincono le selezioni valdostane dell’“Italia Wave Festival” svoltesi il 17 e 18 aprile alla Cittadella dei giovani di Aosta. Un esordio “col botto” per il trio formato dall’astigiano Adriano Redoglia (batteria) e dagli aostani Matteo Mossoni (chitarra) e Luca Moccia  (basso e voce), questi ultimi già insieme nei “Value Price”. «Facciamo un “indie rock” caratterizzato da scarni riff di chitarra – spiega Moccia, autore dei pezzi- con una ritmica “pestata” e ritornelli melodici che ricordano le “aperture” anni Ottanta di “Cure” e “Police”. I testi sono in italiano e parlano delle paranoie giovanili. Per scriverli mi ha aiutato il senso critico sviluppato frequentando il corso C.E.T. di Mogol e, soprattutto, i consigli di Francesco Cieri, con cui ho suonato l’anno scorso.» Ventenni, i tre confermano la linea verde delle selezioni valdostane di “Italia Wave” che l’anno scorso avevano visto l’affermazione degli “MMF”. «Siccome loro si sono sciolti quasi subito- ha ammonito René Cuignon, responsabile regionale delle selezioni- questo premio deve essere uno stimolo affinché i “Noir” durino a lungo. Musicalmente sono puliti, e sono riusciti a mettere le cose giuste dove servivano.» Non è, comunque, stato facile il compito della giuria formata da Cuignon con Raffaele “Neda” D’Anello, Luca Minieri, Paolo Carlotto e Daniele Iacomini. Dei tredici gruppi esibitisi nelle due serate (i “Back to Eternity” non si sono presentati), alla fine a giocarsi la vittoria sono rimasti in tre: gli “El Negro”, i “Concrete Garden” e, appunto, i “Noir”. Il verdetto finale ha favorito le potenzialità di questi ultimi, a scapito degli altri due che, è stato sottolineato dalla giuria, “sono già pronti cosi’”. Nei programmi prossimi dei “Noir” c’è la pubblicazione di un cd che anticiperà il viaggio a Livorno per esibirsi sul palco dell’“Italia Wave Festival” che, tra il 21 e il 25 luglio, vedrà sfilare artisti del calibro di “Editors” e “Underworld”.

21 aprile 2010 Pubblicato da | Musica valdostana | , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

ARIA NUOVA: musicisti valdostani insieme per i terremotati dell’Abruzzo

L’idea è nata nel giugno scorso sulla scia della canzone “Domani” realizzata dai migliori cantanti pop italiani per aiutare le popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto dell’aprile 2009. Perché non fare qualcosa di simile in Valle d’Aosta?, si sono chiesti i musicisti aostani Andrea Dugros e Luca Pera. Detto fatto hanno composto (con Carlo Benvenuto) la canzone “Aria nuova”, contattatando i migliori cantanti valdostani perché la interpretassero. Hanno risposto in ventiquattro, in rappresentanza un po’ di tutti i generi: dal jazz (Donatella Chiabrera) al liscio (Lady Barbara), dalla lirica (il baritono Federico Longhi) alla musica etnica (Ranzie Mensah, Luis De Jyaryot e Maura Susanna), dal rap (i rapper Mene e Shite) al pop (ChimeraFrancesco C, Giorgio Pilon, Andrea Balestrieri, Maximilian Noussan, Patrick Mittiga, Francesco Tripodi, Patrick Vignale, Joe Sopala, Luca Stefanoli, Elisabetta Padrin, Morena Avenoso, Carlo Benvenuto ed Erika Iamonte). Senza contare che tra i musicisti che hanno confezionato la base musicale c’erano i fratelli Remy e Vincent Boniface della premiata ditta “Trouveur Valdoten”. Tutti insieme per la prima volta, eccezionalmente riuniti in una canzone e nel bel video della giornata di registrazione (un afoso 5 luglio) realizzato dal bravissimo Alessandro Di Renzo. Con tutta questa carne al fuoco il lavoro di post produzione è stato lungo ed impegnativo, concludendosi solo a fine ottobre. La presentazione del Cd è, quindi, avvenuta  il 21 dicembre, al Palazzo Regionale di Aosta, alla presenza del Presidente della Giunta Augusto Rollandin e dell’Assessore regionale all’Istruzione e Cultura Laurent Vierin. L’Amministrazione regionale ha, infatti, deciso di comprare mille copie del Cd, mentre altre mille saranno disponibili, dietro un’offerta minima di cinque Euro, nella sede di Via Trottechien del Centre Musique Aosta che fa capo ad Andrea Dugros. Il ricavato sarà devoluto a Lucoli, il paese abruzzese con il quale la Valle ha, in occasione del terremoto, stabilito un gemellaggio di solidarietà.

ARIA NUOVA (Testo: Carlo Benvenuto e  Luca Pera  Musica: Andrea Dugros)

Metti insieme tante mani e avrai / la certezza di un sorriso li per te

basta solo respirare / l’aria fresca e nuova che ti arriverà

Per colmare le distanze  / acqua che ci porta al mare

non siam poi così lontani  / un motivo per cantare

…per te …per noi …con te …l’aria è nuova

Metti ancora qualche mano e saprai  /  riscaldare cuore e anima …vedrai

come un grande girotondo  / senti tutte questa voci intorno a te

Le vallate colorate  /  non son poi così distanti

se bastasse una canzone   /  per sentirci più vicini    /   …così …sarà …calore

Respira …gira nell’aria  / respira …prendi fiato e / respira …guarda che cielo

respira …oggi più che mai  / …siamo noi …siete voi …l’aria è nuova

C’è un profumo nuovo che    /     su dalle montagne si alza e vola giù

come fosse un fiore fresco che  /    poi di mano in mano passa e arriva lì

Porterà tanti colori    /    serve a non sentirsi soli

come fosse un grande abbraccio    /    un sorriso che ti passo    /     …così …sarà …luce

Respira …gira nell’aria  / respira …prendi fiato e / respira …guarda che cielo

respira …oggi più che mai  / …siamo noi …siete voi …l’aria è nuova

25 dicembre 2009 Pubblicato da | Musica valdostana | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 1 commento

MOUNTAIN JAM FESTIVAL: il festival rock più alto del mondo

Raffinerie Risonanze IMG_5293Il “Mountain Jam Festival”, la cui seconda edizione si è svolta il 26 e 27 giugno nella località Pré de Pascal della Val Veny, è, probabilmente, il festival rock più alto del mondo. Si svolge, infatti, ai 2000 metri di un’incantevole luogo ai piedi del massiccio del Monte Bianco. Un posto “da brividi” per le temperature che vi si possono raggiungere la notte (conviene, quindi, arrivarvi ben attrezzati), ma, anche, ideale per ricreare le “good vibrations” dei mitici raduni pop degli anni Sessanta. Taras Bul'ba IMG_5321In un periodo, inoltre, in cui si sente tanto parlare di musica di confine, il “MJF”, che si svolge ai confini con la Francia e a contatto con una superba natura, fa facilmente capire l’artificiosità dei confini, favorendo l’incontro tra artisti e pubblico all’insegna della libertà e della sperimentazione. Rispecchiano questa filosofia i variegati generi dei gruppi musicali invitati quest’anno. Si è, infatti, iniziato venerdì 26 giugno, con il post-rock dei milanesi “Taras Bul’ba”, il rock d’autore di Francesco-C, il folk Francesco C & Dari IMG_5289danzereccio e di contenuto de “L’Orage” (formazione che fa capo ad Alberto Visconti e Remy Boniface) e la jam band valdostana “The Fuszion”. Performance tutte che, a causa delle avverse condizioni atmosferiche, si sono svolte all’interno dell’accogliente ristorante “Pré de Pascal”. Sabato 27 giugno è, invece, toccato all’evocativa musica strumentale de “I Treni all’Alba”,Bibi & Spin IMG_5367 al southern rock degli “Shanghai Noodle Factory”, alla canzone d’autore di Matteo Castellano ed al jazz manouche dei francesi “Tiefatch”. Durante i due giorni c’è, poi, stato spazio anche per la musica di dj Spin & dj Bibi dei “New Generation Groove”. Il Festival è organizzato  dall’associazione culturale “Raffinerie Risonanze” che fa capo al cantautore Alberto Visconti, al documentarista Davide Boretttaz ed a Matteo Bavastro che ne è il direttore artistico. Per ulteriori informazioni si può visitare il sito: www.myspace.com/mountainjam2009.

  Orage IMG_5506Matteo Castellano IMG_5443

Francesco C IMG_5495Francesco C IMG_5450

28 giugno 2009 Pubblicato da | Foto Gaetano Lo Presti, Musica valdostana | , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Il progetto crossmediale dei “MOTEL CONNECTION”

Motel Hotel blog IMG_4036Il  bello dei videogiochi è che non obbediscono alle leggi della realtà di tutti i giorni. Può, quindi, accadere che i supereroi che li animano riescano in imprese incredibili, come, per esempio, riportare un po’ di libertà creativa nel buio di una società bloccata dal conformismo e dall’omologazione. E’ questo l’obiettivo finale degli avatar di Samuel Romano (canto e chitarra), Pierfunk Peretti (basso) e di DJ Pisti nel videogioco che nel gennaio 2010 farà parte del progetto crossmediale “H.E.R.O.I.N.” insieme ad un Cd di musica elettronica e tre miniserie di fumetti. I tre formano i “Motel Connection”, gruppo torinese di musica elettronica che la sera di sabato 20 giugno si è esibito allo Stadio Puchoz nell’ambito della rassegna ”Aosta Sound Festival”. Con Samuel IMG_3927«Il nostro- ha spiegato Samuel- è un progetto di “creatività diffusa” che ricerca nuove forme di comunicazione musicale attraverso la sinergia con altre forme creative come il videogame ed il fumetto. Per noi la musica è sempre stata un territorio da esplorare superando le barriere, perché è mettendo insieme elementi diversi che nasce qualcosa di nuovo.» E’ stato così fin dal gennaio 2000, quando Samuel e Pierfunk, due membri dei “Subsonica”, si sono uniti al DJ Pisti, convinti che la fisicità ipnotica del ritmo della cassa in quattro potessero convivere con l’anima di improvvise aperture vocali e del pulsare ritmico del basso. «Ci siamo resi conto che stavamo facendo qualcosa di nuovo quando nei primi concerti abbiamo visto che nel pubblico accanto ai rockettari, che ci guardavano come si fa in genere ai concerti, c’erano i discotecari che, invece, ballavano dandoci le spalle. Erano comunque tutti coinvolti dalla nostra musica elettronica fatta di armonia e ritmo, ma, soprattutto, di frequenze ipnotiche.» Ipnotiche sono anche le luci psichedeliche che costituiscono un altro elemento importante del set del gruppo. A cominciare da quelle proiettate dall’”astronave” metallica su cui si muove DJ Pisti, vero cuore pulsante del gruppo, capace di evocare il “sussurro nel tempo” e indicare “il suono che sopravvive” (come recita il loro hit “Two”). «Credo- ha detto-  che la musica dei “Motel Connection” sia un senso in più, che raggruppa gli altri e diventa il nostro codice

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Il video di “TWO”

26 giugno 2009 Pubblicato da | Foto Gaetano Lo Presti, Musica | , , , , , , | Lascia un commento

FRANCESCO C, animalaccio da palco in anticipo sui tempi

Non è bello arrivare in ritardo, ma nell’Arte può essere, a volte, peggio arrivare in anticipo. Ben lo sa il Francesco Cieri, in arte Francesco C (nato ad Ancona il 12.05.1974), che nei primi anni Duemila si era imposto all’attenzione nazionale con una serie di irresistibili filastrocche elettroniche contenute nel Cd “Standard” (pubblicato dall’etichetta “Mescal”) , al  punto da affermarsi nel 2002 nella “Top Ten” dei critici del mensile “Tutto”, mettendo in fila gente del calibro di Vasco Rossi e Franco Battiato. Una proposta in anticipo sui tempi e problemi con l’etichetta discografica ne avevano, però, tarpato le ali, nonostante la pubblicazione, nel 2005, dell’ottimo “Ulteriormente” prodotto da Madaski (tastierista e fondatore degli “Africa Unite”). «Mi sono rotto di come girano le cose in ambito artistico in Italia. – afferma- Questo linguaggio musical-diplomatico-burocratico-strategico…strategie un cazzo, siamo artisti e ci occupiamo di espressione.

Con PAU dei NEGRITA

Quante volte ho sentito frasi tipo:  “è fuori target”…”non è radiofonica”… Fanculo!». I pezzi di Francesco C  “che nel 2001 sembravano un pugno nello stomaco, ma oggi, probabilmente, sarebbero in testa alle classifiche” (come scrive Lorenza Biasi su “XL” dell’ ottobre 2008) hanno, in ogni caso, influenzato molti giovani musicisti italiani. Tra questi l’aostano Dario Pirovano, che ha deciso di provare a suonare anche lui dopo aver ascoltato “Flan”, il primo Cd di Francesco. Ed è, proprio, sull’onda del successo mediatico dei “Dari” (l’attuale gruppo di Pirovano), che c’è stato un rinnovato interesse per Francesco–C. Sono, così, venuti un’articolone su “XL” ed una decina di concerti che a cavallo tra dicembre 2008 e gennaio 2009 lo hanno visto esibirsi da Nembro a Foggia con i fidi Loris Massera (chitarra) e Lollo Domaine (batteria), mentre Luca Moccia ha sostituito al basso Patrick Faccini. Oltre a toccare con mano gli effetti che questo “animalaccio da palco” ha su migliaia di fans (soprattutto donne, ai cui “cuori in standby” regala energia) ,collegandosi al sito  www.myspace.com/staicontento si possono ascoltare alcune sue canzoni.

 

12 maggio 2009 Pubblicato da | Musica valdostana | , , , , , , , , | 1 commento

   

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