Splende ad Aosta l’immaginario astronomico del cd “Supernova” dei PRETTYVEGAS

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1 PrettyVegas 1660901_10151911988512267_1874499521_nDa San Paolo a Leonardo da Vinci (con il suo “Uomo Vitruviano”), dall’esoterismo dei Rosacroce alla filosofia ermetica il macrocosmo ed il microcosmo sono sempre stati considerati in rapporto diretto perché parte di un’unità. «Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso», sosteneva, per esempio, Ermete Trismegisto.

Su questa scia si inseriscono i PrettyVegas, giovane duo bresciano che il 14 febbraio si è esibito al Rock’n’roll di Aosta. Si è trattato, infatti, della terza tappa di un minitour di presentazione del loro primo cd, “Supernova”, un concept album che usa l’immaginario astronomico come metafora dei rapporti umani.

1 Pretty Vegas 1743659_10151911991962267_1135847591_nEcco, dunque canzoni come “Senza gravità” (“sai che fuori dall’atmosfera c’è spazio solo per il silenzio”), “Nel vuoto” (“so che cosa si rischia saltando nel vuoto che ho scavato tra me e il mondo”) e, soprattutto “Supernova”, che usa la luminosissima stella che sta per morire, esplodendo, come simbolismo della frantumazione di un rapporto amoroso.

Nel pezzo forse più riuscito dell’album, “Sospeso”, i PrettyVegas si ispirano, invece, al record del salto in caduta libera più alto stabilito lo scorso anno dall’austriaco Felix Baumgartner che si lanciò da 38.969 metri (“mi spezza il fiato il solo pensiero di un uomo che salta da qui”).

1 Logo 704 alle 19.18.32Concetti belli spessi, che Nicola Messedaglia (voce, chitarra e tastiere) e Matteo Mutti (basso e tastiere), ad Aosta supportati dal batterista Andrea “Mick” Ziglioli, hanno saputo rivestire di un accattivante alternative rock con forti influenze elettroniche.

Importante l’apporto del produttore Federico Malandrino, che ha saputo dosare i momenti ballabili (come nei due singoli finora pubblicati, “Veleno” e “Nel vuoto”) alternandoli ad atmosfere rarefatte (come “Sospeso” e “Supernova”) che sembrano una naturale prosecuzione del lavoro sui “mantra musicali” fatto dal musicista torinese con Francesco-C.

Malandrino, che vive ad Aosta, ha, inoltre, contribuito al lancio dei dARI. «Più che scoprire le band, le aiuto a crescere,- confessa- per cui ho spinto i ragazzi alla ricerca di uno stile personale e verso una poetica rarefatta. Ne è venuto fuori un prodotto molto valido che si rifà al migliore pop rock italiano, l’ultima cosa buona uscita dall’Italia negli ultimi anni.»

L’effimera bellezza degli abiti di Cristina “Sty” D’Allocco

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1236900_264505660374329_1996578748_nSe è vero, com’è vero, che la bellezza è effimera, la sfilata di abiti “Freak’N’Chic” che si è tenuta la sera dell’11 dicembre al Rock’n’roll di Saint-Christophe(AO) non poteva che essere, com’è stata, bellissima.

1526879_264506933707535_1653516768_nLe creazioni della stilista Cristina “Sty” D’Allocco si caratterizzano, infatti, per i materiali di riciclo con cui sono fatti, per le fogge ed i colori, ma, soprattutto, perché, per la difficoltà ad essere indossati nella vita di tutti i giorni, vivono il tempo di una sfilata.

«Più che vestiti, i miei sono quadri che si indossano.- ammette Sty- Molto vicini, come filosofia, ai “mandala” dei Buddhisti: confezionarli è uno sbattimento senza fine, ma la loro funzione si esaurisce con la sfilata. Curiosamente sono tutto il contrario dei tatuaggi che, invece, sono per sempre

1525299_264505903707638_141484485_nCristina è, infatti, meglio conosciuta ad Aosta come Sty Tattoo You, per via dell’omonimo negozio di tatuaggi e piercing che gestisce, ad Aosta, in Passaggio Foillez.

«Anni fa, dopo aver visto un vestito di plastica trasparente, mi è venuta l’idea di confezionarli con materiali poveri, che la gente tende a buttare, che termosaldo

1609850_264506637040898_622723921_nAssemblando, in questo modo, sacchi dell’immondizia, tende delle docce, pluriball (l’imballo ammortizzante), bicchierini di plastica e fumetti sono nati i venti vestiti che hanno sfilato per la quinta edizione di “Freak’N’Chic”, che è stata presentata dal cantautore Francesco-C ed accompagnata dal djset di Federico Malandrino e dei MoBros.

1488212_264506457040916_1810907868_nUna novità sono state le acconciature create dall’hair stylist Valeria Di Francesco, del negozio “Grease”, per i capelli delle 20 modelle.

Tutte ragazze della porta accanto (tranne Ian Cieri), di età variabile tra i 9 ed i 38 anni, che per una sera hanno vissuto il loro momento “sbrilluccicante”.

«Si è trattato di un evento mondano, credo simpatico, che ha interessato anche chi non è patito di moda.- conclude Sty- Anche perché, come gli anni scorsi, i vestiti sono stati messi all’asta ed i fondi raccolti, 1900 euro, sono stati destinati a favore dell’Associazione Valdostana Autismo. E questa sì che è una cosa che resta.»

LE FOTO DEI VESTITI SONO DI SINYUS FOTOGRAFIA

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L’electro hiphop globale dei CARNIVAL

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Il progetto Carnival è figlio dell’attuale mondo globalizzato in cui, grazie al web, musicisti sparsi in varie parti del mondo possono collaborare. Ne fanno, infatti, parte Shane Christensen, rapper statunitense che vive ad Helsinki, Jack Boyd, cantante londinese, Anton Stoeger, batterista di Hannover e Federico Malandrino, dj e multistrumentista torinese che, per motivi sentimentali, dal 2010, si è trasferito ad Aosta.

1 Federico Malandrino 1029068_1102053664_nGlobale è, anche, il nuovo modo con cui i Carnival si rapportarno con il pubblico. «Il cd è morto- spiega Malandrino- per cui cerchiamo una condivisione “virale” alla iCloud della Apple, mettendo il prodotto musicale in un sito web col quale tutti si possono collegare. Un’evoluzione è, poi, dare ai nostri fans una Party Crew Area attraverso cui accedere a contenuti personalizzati e dedicati coi quali seguire “in prima fila” l’evoluzione del progetto.»

1 Carnival 48930_nIl primo prodotto del progetto è stata la Spring/Summer Collection che chiunque può ascoltare collegandosi al sito https://soundcloud.com/carnivalport/sets/spring-summer-collection e scaricare gratuitamente nella Party Crew Area. 

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Ne fanno parte quattro pezzi in versione non definitiva(«per vedere l’effetto che fa») esemplificativi del loro electro hiphop che molto deve al pop elettronico degli anni Ottanta (il riff iniziale di “Getaway” è preso di peso da “Another One Bites the Dust dei Queen). «Il mio imprinting musicale sono stati Michael Jackson ed i Beastie Boys- ammette Malandrino- per cui ci sono suoni e citazioni degli anni Ottanta. La ritmica, invece, è molto coerente al dubstep attuale.» Il risultato sono pezzi musicalmente accattivanti e coinvolgenti (tra cui spicca l’orecchiabilissima “Future Love”) con testi di un certo impegno sociale, che hanno riscosso un notevole successo il 13 aprile alla loro prima uscita pubblica all’Hiroshima Mon Amour di Torino.

Gli ipnotici mantra elettronici dell’Ep “In fondo al cuore” di FRANCESCO-C

Francesco-C press IMG_8879-22Francesco-C Blog In-fondo-al-cuore_lightDopo otto, lunghissimi, anni, Francesco Cieri, in arte Francesco-C, è tornato a pubblicare un lavoro discografico articolato. Non un cd, come il precedente “Ulteriormente”, bensì un EP con 4 canzoni, prodotto da Novelune, che il giorno di San Valentino è stato messo in vendita su iTunes al prezzo di 3,96 Euro. La data non è stata scelta a caso visto che l’amore è il filo conduttore del nuovo corso del trentottenne cantautore valdostano. Stanno a testimoniarlo il titolo dell’EP, “In fondo al cuore”, e quello della canzone “Amaci” di cui Flavio Amelotti ed Eleonora Rubini (che ne è anche protagonista) hanno realizzato un video che è stato inserito nel sito di XL di Repubblica.

Francesco-C e Federico Malandrino 424616_10151160158487310_2038631207_n“Amaci con coraggio in pieno giorno, senza esitazione”, ripete il ritornello di una canzone che per il testo introspettivo ed il sound minimale e onirico è un perfetto esempio della “musica senza musica”, «più vicina alla preghiera e alla poesia che alla canzone», messa a punto con il produttore artistico ed arrangiatore Federico Malandrino. «E’ una specie di psicoanalista del suono- lo definisce Francesco- che mi sta aiutando a decodificare informazioni, già arrivatemi dalla mia parte profonda, che solo adesso, dopo qualche anno di voluto fermo, sto capendo. Una ricerca che si esprime anche con l’uso di tonalità più profonde della voce, al limite del recitativo.» Sono le stesse caratteristiche di altri due pezzi dell’Ep, “Il cielo oggi” e “Oltre al limite”, già pubblicati su iTunes lo scorso anno come brani singoli. «Sono frutto di una nuova filosofia di diffusione della musica che ricorda quella dei vecchi 45 giri di cui sono un grande fan.- spiega il cantautore- In questo modo ci concentriamo su ogni singolo pezzo come fosse l’unico e l’ultimo.»

Francesco-C e Alberto Camerini blog 379598_597392133610068_1533885813_nIn “Animo ribelle” riaffiora, invece, l’altra anima di Francesco-C, quella che nella prima parte della sua carriera lo aveva visto esprimere il malessere generazionale con filastrocche elettropunk apparentemente ingenue, che, insinuandosi in testa, facevano deragliare dai binari della realtà “standard”. Sublimando quelle atmosfere in un ipnotico mantra elettronico, nel brano il cantautore ripete: “scendi in strada se non sai più come fare, scendi giù in cortile e poi vienimi a chiamare. Insieme balleremo e accenderemo nuove stelle, se tu, come me, hai questo animo ribelle.” Per, poi, concludere, che “la rivoluzione è una questione di coscienza”. «E’ un po’ il discorso della massa critica e del cambiamento globale.- spiega- Se il 50% di individui raggiungerà una consapevolezza individuale si avrà un’evoluzione della consapevolezza globale di quella che dovrebbe diventare una Civiltà Planetaria etica, umana e sostenibile.» Un Ep, quello di Francesco-C, pieno di entusiasmi e colori, le cui due anime fotografano al meglio un momento personale e sociale in cui ribellione e amore sembrano essere rimaste le uniche forze in grado di innescare un cambiamento. Un “ritorno in punta di piedi”, il suo, che ha, tuttavia, tutte le carte in regola per lasciare un’impronta nell’attuale, nebulosa, scena pop italiana.

Dario ‘Dari’ Pirovano VS Francesco-C /A colpi d’autore

Hanno festeggiato insieme Capodanno affettando formaggi e psycho-panettoni e gustando ananas alla Cinci e dolcetti della Berta. La sera del 4 dicembre, invece, Francesco Cieri e Dario Pirovano, due delle punte di diamante del pop-rock valdostano, si sono ritrovati schierati l’uno contro l’altro in un incontro, alla Cittadella dei Giovani, moderato da Federico Malandrino, il “Maurizio Costanzo della situazione”, ma, anche, producer e tour manager di entrambi gli artisti. O, almeno, così preannunciava il titolo della serata: “Dario ‘Dari’ Pirovano VS Francesco-C /A colpi d’autore” che è stata trasmessa in streaming sul web da “Aosta Oggi” ed ha permesso l’interazione col pubblico attraverso Skype.

«Le cose più belle nascono quando si da l’impressione che ci sia uno scontro.- aveva annunciato Dario- Anche perché l’adrenalina che si libera può portare a cose molto positive. Sarà un ring di idee, dove, oltre a rispondere alle stesse domande, ci racconteremo. Un’idea che mi è piaciuta, perché sarebbe bello che, attraverso le nostre parole, i ragazzi che verrano si accorgessero dell’esistenza di una realtà pop-rock locale e capissero che, per uscire, serve avere un senso d’impresa, che vuol dire portare a termine le cose che si iniziano.»

Cose che lui ha in parte appreso proprio da Francesco-C, che nel momento di massimo fulgore, nei primi anni del Duemila, lo stimolò a formare una band e inseguire un sogno. «Parleremo anche di come è peggiorata la situazione musicale- aveva aggiunto Francesco- e delle difficoltà sempre maggiori che, chi voglia uscire, incontra.» Lui ne sa qualcosa, visto che è arrivato ad un passo dal gettare la spugna. Grazie ad una evoluzione umana,sta, invece, attualmente conoscendo una rinascita creativa che si esprime in un progetto elettroacustico con Federico Malandrino che il 7 debutterà alla Casa Olimpia
di Sestriere e il 23 si materializzerà con la pubblicazione di un nuovo singolo, “Il cielo oggi”, con relativo video su YouTube. «E’ un nuovo inizio.- ha annunciato- Le mie nuove canzoni sono al di fuori di ogni contesto italiano. Il loro discorso minimale fatto di “musica senza musica”, le avvicina più alla preghiera e alla poesia che alla canzone.»

Meno introspettivo e più estroverso ed esuberante, Francesco si è, invece dimostrato durante l’incontro aostano, al punto che, dopo un ‘entrata “molto rock” con qualche minuto di ritardo, è stato lui a tenere il pallino della serata con un fuoco continuo di battute che hanno “rubato la scena” a Dario, suscitando gli interventi moderatori di Malandrino e reazioni stizzite dei fans di Dario (“Dario ha parlato poco e Francesco troppo, e quandoDario parlava Francesco lo interrompeva”, ha scritto su YouTube “fottiti007”). Tra cazzeggi vari, Malandrino è, comunque, riuscito a tirar fuori dai due interessanti considerazioni.

COM’E’ ESSERE MUSICISTI AD AOSTA?

FRANCESCO-C: Aosta non è il posto più semplice per un artista per essere completamente “libero”, sopratutto a livello economico.

DARIO: Iniziare a suonare in una piccola città non è facile, perché, come si suol dire: “nemo propheta in patria”. Fare il musicista viene visto come una battaglia di personalità o un ricalcare diverse personalità artistiche, quando, invece, vuoi solo essere te stesso. Dall’altra parte ti permette di avere uno spazio protetto per il forgiare il carattere e la propria identità artistica.

CHE MUSICA ASCOLTATE ADESSO?

FRANCESCO-C: Sono in una fase di trascesa della musica, per cui adesso non ascolto più niente, è come se il mio hard disk interiore fosse pieno.

DARIO: credo che adesso, con l’avvento di internet e la possibilità di potere ascoltare tutto quello che si vuole, non valga più il discorso dei generi musicali. La musica che piace a me è la musica che mi piace (risata dello studio:n.d.r.) , quella, cioè, che, mescolando i generi, non spinge a ricalcare un altro artista ma ti porta a metterti in gioco e a esplorare i limiti.

COS’E’, PER VOI, IL MESTIERE DI FARE CANZONI?

FRANCESCO-C: Secondo me la creatività è solo ispirazione. In questo periodo, in particolare, la razionalità nell’espressione artistica per me non esiste minimamente, se non per i limiti tecnico-fisico che bisogna rispettare. L’artista è il tramite tra l’ispirazione e il razionale, e credo che l’espressione artistica rifletta quello che si ha dentro o una meta a cui si aspira. In questo periodo sono sempre più minimale, perché c’è tanta confusione e fretta per cui il messaggio deve essere molto semplice e fluido, con l’utilizzo di poche parole. Cerco di fare canzoni con più silenzio possibile.

DARIO: Il mestiere di fare canzoni è per il 99% lavoro lucido creativo e per l’1% follia, ma senza questa non ci sarebbe lo scatto rivelatorio. Scrivere canzoni lo vedo un po’ come fare sport: bisogna allenarsi e avere delle strategie, ma sul campo a vincere è il colpo di genio che va fuori da tutte le strategie.

Dopo 3 anni è tornato un FRANCESCO-C “tutto nuovo”

Francesco Cieri, in arte Francesco-C è tornato. Sono, infatti, in rampa di lancio una nuova canzone, “Il cielo oggi”, e il relativo video girato da Alessandro Stevanon. Si tratta di una notizia importante perché da tre anni si erano perse le tracce di questo trentasettenne cantautore, capostipite indiscusso del pop valdostano del terzo millennio (lo stesso Dario Pirovano ammette di aver deciso di far musica dopo aver ascoltato il suo “Flan”).

«Avevo smarrito la mia identità musicale, al punto che avevo deciso di smettere.- confessa Francesco- Una situazione che, inconsciamente, avevo già descritto in una canzone del 2005 in cui cantavo: “spreko il mio tempo skrivo canzoni…ma da un po’ mi sembra ke qui sia da buttare”. In questi anni mi sono guardato molto dentro: un’esperienza dolorosa che, però, ha portato ad un’evoluzione umana. Ci sono, poi, voluti due anni per riallineare a questa il discorso artistico.» Quello che ne è venuto è un Francesco “tutto nuovo” che con “Il cielo oggi” stupirà non poco i suoi fans. Sia per il testo, introspettivo, che per il sound, minimale e onirico, messo a punto con il produttore ed arrangiatore Federico Malandrino.

«Ero bravissimo a esprimere il malessere generazionale, per cui i ragazzi si riconoscevano nelle mie canzoni.- continua- Dopo aver attraversato il “fuoco di redenzione”, ho, però, capito che bisogna distogliere lo sguardo dalla superficie delle cose per alzarlo, metaforicamente, verso il cielo. Le parole che mi esprimono attualmente sono entusiasmo e, soprattutto, amore

Amore che si respira dappertutto nella sua casa aostana (disseminata, com’è, di post-it del tipo “non essere poeta senza amore”) e nelle foto del torinese Sinyus che accompagnano il nuovo progetto. «Amo l’amore, non inteso specificatamente verso una persona. Ho ripreso a dipingere, e anche lì con l’intenzione dell’amore. Perché, se si ha un sentimento ben preciso, l’opera si impregna di esso.» La musica è, infatti, solo un aspetto della sfaccettata personalità di Francesco Cieri, che, oltre a fare musica e dipingere, lavora come rilevatore dei prezzi nei supermercati e fa il deejay. «Sono tutte cose che mi costringono a stare in mezzo a tanta gente- chiosa- per cui era inevitabile che sviluppassi un discorso introspettivo.» Al progetto corrisponde anche una nuova filosofia di diffusione della musica, che non passerà necessariamente attraverso i canali e le forme tradizionali di distribuzione. «Sono un grande fan dei 45 giri. E dei Beatles, che stavano dietro ad ogni singolo pezzo come se fosse l’ultimo.- conclude- Sto registrando altri pezzi brevi che lancerò singolarmente o con un mini cd senza pezzi riempitivi. Come ai tempi di “Flan”.»