Dario ‘Dari’ Pirovano VS Francesco-C /A colpi d’autore

Hanno festeggiato insieme Capodanno affettando formaggi e psycho-panettoni e gustando ananas alla Cinci e dolcetti della Berta. La sera del 4 dicembre, invece, Francesco Cieri e Dario Pirovano, due delle punte di diamante del pop-rock valdostano, si sono ritrovati schierati l’uno contro l’altro in un incontro, alla Cittadella dei Giovani, moderato da Federico Malandrino, il “Maurizio Costanzo della situazione”, ma, anche, producer e tour manager di entrambi gli artisti. O, almeno, così preannunciava il titolo della serata: “Dario ‘Dari’ Pirovano VS Francesco-C /A colpi d’autore” che è stata trasmessa in streaming sul web da “Aosta Oggi” ed ha permesso l’interazione col pubblico attraverso Skype.
«Le cose più belle nascono quando si da l’impressione che ci sia uno scontro.- aveva annunciato Dario- Anche perché l’adrenalina che si libera può portare a cose molto positive. Sarà un ring di idee, dove,
oltre a rispondere alle stesse domande, ci racconteremo. Un’idea che mi è piaciuta, perché sarebbe bello che, attraverso le nostre parole, i ragazzi che verrano si accorgessero dell’esistenza di una realtà pop-rock locale e capissero che, per uscire, serve avere un senso d’impresa, che vuol dire portare a termine le cose che si iniziano.»
Cose che lui ha in parte appreso proprio da Francesco-C, che nel momento di massimo fulgore, nei primi anni del Duemila, lo stimolò a formare una band e inseguire un sogno. «Parleremo anche di come è peggiorata la situazione musicale- aveva aggiunto Francesco- e delle difficoltà sempre maggiori che, chi voglia uscire, incontra.» Lui ne sa qualcosa, visto che è arrivato ad un passo dal gettare la spugna. Grazie ad una evoluzione umana,sta, invece, attualmente conoscendo una rinascita creativa che si esprime in un progetto elettroacustico con Federico Malandrino che il 7 debutterà alla Casa Olimpia di Sestriere e il 23 si materializzerà con la pubblicazione di un nuovo singolo, “Il cielo oggi”, con relativo video su YouTube. «E’ un nuovo inizio.- ha annunciato- Le mie nuove canzoni sono al di fuori di ogni contesto italiano. Il loro discorso minimale fatto di “musica senza musica”, le avvicina più alla preghiera e alla poesia che alla canzone.»
Meno introspettivo e più estroverso ed esuberante, Francesco si è, invece dimostrato durante l’incontro aostano, al punto che, dopo un ‘entrata “molto rock” con qualche minuto di ritardo, è stato lui a tenere il pallino della serata con un fuoco continuo di battute che hanno “rubato la scena” a Dario, suscitando gli interventi moderatori di Malandrino e reazioni stizzite dei fans di Dario (“Dario ha parlato poco e Francesco troppo, e quandoDario parlava Francesco lo interrompeva”, ha scritto su YouTube “fottiti007”). Tra cazzeggi vari, Malandrino è, comunque, riuscito a tirar fuori dai due interessanti considerazioni.
COM’E’ ESSERE MUSICISTI AD AOSTA?
FRANCESCO-C: Aosta non è il posto più semplice per un artista per essere completamente “libero”, sopratutto a livello economico.
DARIO: Iniziare a suonare in una piccola città non è facile, perché, come si suol dire: “nemo propheta in patria”. Fare il musicista viene visto come una battaglia di personalità o un ricalcare diverse personalità artistiche, quando, invece, vuoi solo essere te stesso. Dall’altra parte ti permette di avere uno spazio protetto per il forgiare il carattere e la propria identità artistica.
FRANCESCO-C: Sono in una fase di trascesa della musica, per cui adesso non ascolto più niente, è come se il mio hard disk interiore fosse pieno.
DARIO: credo che adesso, con l’avvento di internet e la possibilità di potere ascoltare tutto quello che si vuole, non valga più il discorso dei generi musicali. La musica che piace a me è la musica che mi piace (risata dello studio:n.d.r.) , quella, cioè, che, mescolando i generi, non spinge a ricalcare un altro artista ma ti porta a metterti in gioco e a esplorare i limiti.
COS’E', PER VOI, IL MESTIERE DI FARE CANZONI?
FRANCESCO-C: Secondo me la creatività è solo ispirazione. In questo periodo, in particolare, la razionalità nell’espressione artistica per me non esiste minimamente, se non per i limiti tecnico-fisico che bisogna rispettare. L’artista è il tramite tra l’ispirazione e il razionale, e credo che l’espressione artistica rifletta quello che si ha dentro o una meta a cui si aspira. In questo periodo sono sempre più minimale, perché c’è tanta confusione e fretta per cui il messaggio deve essere molto semplice e fluido, con l’utilizzo di poche parole. Cerco di fare canzoni con più silenzio possibile.
DARIO: Il mestiere di fare canzoni è per il 99% lavoro lucido creativo e per l’1% follia, ma senza questa non ci sarebbe lo scatto rivelatorio. Scrivere canzoni lo vedo un po’ come fare sport: bisogna allenarsi e avere delle strategie, ma sul campo a vincere è il colpo di genio che va fuori da tutte le strategie.
Dopo 3 anni è tornato un FRANCESCO-C “tutto nuovo”

Francesco Cieri, in arte Francesco-C è tornato. Sono, infatti, in rampa di lancio una nuova canzone, “Il cielo oggi”, e il relativo video girato da Alessandro Stevanon. Si tratta di una notizia importante perché da tre anni si erano perse le tracce di questo trentasettenne cantautore, capostipite indiscusso del pop valdostano del terzo millennio (lo stesso Dario Pirovano ammette di aver deciso di far musica dopo aver ascoltato il suo “Flan”).
«Avevo smarrito la mia identità musicale, al punto che avevo deciso di smettere.- confessa Francesco- Una situazione che, inconsciamente, avevo già descritto in una canzone del 2005 in cui cantavo: “spreko il mio tempo skrivo canzoni…ma da un po’ mi sembra ke qui sia da buttare”. In questi anni mi sono guardato molto dentro: un’esperienza dolorosa che, però, ha portato ad un’evoluzione umana. Ci sono, poi, voluti due anni per riallineare a questa il discorso artistico.» Quello che ne è venuto è un Francesco “tutto nuovo” che con “Il cielo oggi” stupirà non poco i suoi fans. Sia per il testo, introspettivo, che per il sound, minimale e onirico, messo a punto con il produttore ed arrangiatore Federico Malandrino.
«Ero bravissimo a esprimere il malessere generazionale, per cui i ragazzi si riconoscevano nelle mie canzoni.- continua- Dopo aver attraversato il “fuoco di redenzione”, ho, però, capito che bisogna distogliere lo sguardo dalla superficie delle cose per alzarlo, metaforicamente, verso il cielo. Le parole che mi esprimono attualmente sono entusiasmo e, soprattutto, amore.»
Amore che si respira dappertutto nella sua casa aostana (disseminata, com’è, di post-it del tipo “non essere poeta senza amore”) e nelle foto del torinese Sinyus che accompagnano il nuovo progetto. «Amo l’amore, non inteso specificatamente verso una persona. Ho ripreso a dipingere, e anche lì con l’intenzione dell’amore. Perché, se si ha un sentimento ben preciso, l’opera si impregna di esso.» La musica è, infatti, solo un aspetto della sfaccettata personalità di Francesco Cieri, che, oltre a fare musica e dipingere, lavora come rilevatore dei prezzi nei supermercati e fa il deejay. «Sono tutte cose che mi costringono a stare in mezzo a tanta gente- chiosa- per cui era inevitabile che sviluppassi un discorso introspettivo.» Al progetto corrisponde anche una nuova filosofia di diffusione della musica, che non passerà necessariamente attraverso i canali e le forme tradizionali di distribuzione. «Sono un grande fan dei 45 giri. E dei Beatles, che stavano dietro ad ogni singolo pezzo come se fosse l’ultimo.- conclude- Sto registrando altri pezzi brevi che lancerò singolarmente o con un mini cd senza pezzi riempitivi. Come ai tempi di “Flan”.» 
I dARI tornano a “casa, casa mia” per la Festa della Valle d’Aosta

La sera del 4 settembre, per la Festa della Valle d’Aosta, sono tornati a “casa, casa mia”, dove i ¾ di loro vive. E non ce n’è stato per nessuno. Per i mille seduti nella platea del Teatro Romano di Aosta, ma, anche per i tanti in piedi nell’adiacente grande prato verde. Tutti travolti da un set pieno di energia e ritmo che ha chiarito una volta per tutte ai valdostani il perché quei “vagabondi” dei dARI abbiano riscosso tanto successo fuori dai confini regionali.
Non avevano, naturalmente, bisogno di ulteriori spiegazioni le loro scatenate fans che li seguono ovunque e comunque. Dalle due fans pugliesi che inalberavano il cartello “Io vengo da Bari e cerco i dARI” alla piemontese Annalaura, che non perde una tappa dei loro tour costringendo la madre a seguirla, dormendo in macchina.
«Per uscire a livello nazionale ci vuole impegno e costanza.- ha spiegato il leader Dario Pirovano- E, poi, ci vogliono le canzoni. Perché si possono avere i suoni più belli del mondo, ma se, poi, non c’è la sostanza, cioè la melodia e il testo, tutto il resto è contorno. Per arrivare al successo bisogna fare un percorso, e quello che ti da più soddisfazioni e ti permette di durare è sempre il più difficile, quello pieno di alti e bassi. Il “one shot” non ci interessa.»

A che punto è la preparazione del nuovo cd? «Ci sto lavorando e mi piacerebbe uscisse entro l’anno, ma finché le canzoni non mi convinceranno al 100% non uscirà.» Come fai capire che una canzone è pronta? «Il bello delle canzoni è che non sono mai chiuse, perché puoi sempre lavorare sull’arrangiamento o su melodia, armonia e ritmo. A un certo punto, però, capisci che trasmette quello che ti ha fatto muovere. E’ quello il momento di “chiuderla”, decisione che prendiamo collegialmente col produttore.»
Puoi dare qualche anticipazione sul nuovo cd? «Sto cercando di esplorare qualcosa di nuovo, sia come sonorità che come argomenti dei testi. In questi giorni ci sono due le parole che mi girano in testa: vita e decollare. La prima perché sono per un approccio dinamico alla vita: non bisogna lasciarsi vivere per non sprecare questa grande fortuna che ci viene data. Sto, poi, notando che in diversi testi uso la parola decollare, che, poi, è partire da un posto per andare in un altro, quello,cioè, che voglio fare con le mie canzoni, rimanendo credibile e coerente con me stesso.» 


Tocca i 2000 metri di Cervinia lo “Spazza(neve) Tour” dei dARI
Dallo “Spazza Tour” allo “Spazzaneve Tour”. Si potrebbe, così, sintetizzare il percorso del tour dei dARI che, iniziato il 12 novembre, al “Giacosa” di Aosta, toccherà stasera (alle 21.30, ingresso gratuito) i 2000 metri del Pala Cervino in località Bardoney di Breuil-Cervinia. Il gruppo aostano sarà, infatti, protagonista della festa di fine stagione organizzata dalla stazione sciistica per ringraziare chi ha usufruito delle sue piste durante la stagione invernale. Si tratta di una lunga kermesse di appuntamenti che dal 29 aprile all’8 maggio vedrà susseguirsi avvenimenti sportivi, gastronomici e musicali (oltre ai dARI, l’8 maggio si esibiranno “I Carisma”). «Mi piace la neve- confessa il leader del gruppo Dario Pirovano- Vado sullo snowboard e quest’anno mi sarebbe piaciuto cimentarmi nel fuoripista, ma il tour mi ha lasciato poco tempo libero. In genere vado a Pila, mentre a Cervinia ho sciato quando ero più piccolo.» Quella di Breuil-Cervinia è la penultima data di un tour che si concluderà l’8 maggio al Teatro Italia di Roma. Seguirà, tra maggio e giugno, l’“Hi-life Tour”, patrocinato dalla Polizia Di Stato, che vedrà, per il secondo anno, i dARI nelle piazze di tutta Italia fare dei mini show per trasmettere il messaggio di un divertimento consapevole senza alcol. «Nei buchi tra un impegno e l’altro lavoreremo ai brani del nuovo cd che spero esca tra l’autunno e Natale per far fede all’impegno che mi ero preso quando abbiamo iniziato, nel 2004, di fare uscire un cd all’anno.» Aspettano, impazienti, il cd anche le loro fans che li seguiranno pure a Cervinia. Sicuro è, per esempio, l’arrivo da Napoli della famiglia Casapullo, che dello “Spazza Tour” non ha perso una data. «I nostri fans sono intraprendenti, ma, anche, costanti.- conclude Dario- Siamo una band molto fraintesa da chi si ferma alla superficie, per fortuna i nostri fans sanno andare oltre. Inizialmente li può colpire il nostro look e le nostre canzoni capaci di colpire determinate frequenze, muovendo qualcosa dentro. Ma poi si affezionano al nostro essere perché, grazie alla nostra esposizione mediatica, riescono a conoscerci nelle varie sfaccettature.» 

Parte da Aosta lo “SpazzaTour” dei dARI
Dopo la merda in esposizione (nel 1961 i barattoli di quella di Piero Manzoni furono venduti a peso d’oro), arriva adesso la spazzatura in tournée. E’, infatti, partito il 12 novembre dal Teatro Giacosa di Aosta lo “SpazzaTour” dei “dARI”, il gruppo formato dal vercellese Daniel “Fasa” Fasano (batteria) e dai valdostani Fabio “Fab” Cuffari (basso), Andrea “Cadio” Cadioli (tastiere) e Dario “Dari” Pirovano. «E’ un titolo che suona bene, ma con cui, nello stesso tempo, lanciamo un messaggio.-spiega il cantante- Così come una band come la nostra è musicalmente considerate “spazzatura”, esistono molte realtà che, essendo diverse, vengono scartate perché
non le si vuole considerare. Il messaggio che vorremmo lanciare è di cercare di ascoltarle, non rimuovendole a priori. Anche perché nella società di oggi nella spazzatura ci finisce anche la coscienza sociale, con i conseguenti fatti di cronaca che sappiamo.» A sentire parlare Dario sembra sia passato un secolo dalla spensierata band che con l’Emotronik di “Sottovuoto generazionale” aveva scatenato orde di adolescenti che avevano proiettato il cd nelle zone alte delle Hit Parade. Per non parlare dei video, dei passaggi televisivi, dei premi, della biografia pubblicata da Sperling & Kupfer. Tutto questo è invece successo in appena due anni. Con, a far da fil rouge, le pazzie che le fans continuano a fare per loro. Come la quattordicenne rodigina scappata di casa quest’estate per
venirli a trovare in Valle. «Continuano i pellegrinaggi a casa di mia madre.- racconta Dari- C’è poi chi si è fatta tatuare i nostri nomi e chi la frase di una canzone. Molte sono venute ad Aosta, anche perché alcune seguono tutte le date del tour. In Valle, invece, non c’è un nostro fan club. Ma si sa che “nemo propheta in patria”, penso, comunque, che i valdostani supportino a modo loro il nostro progetto.» Sul palco del “Giacosa” i dARI hanno presentato i pezzi che li hanno fatto conoscere (da “Wale” a “Tutto regolare”, da “Non pensavo” a “Cercasi AAAmore”) e il cd “In Testa”, pubblicato a giugno, che si caratterizza per un “elettroclash” che oscilla tra una dimensione elettronica “ballereccia” ed una più pop-rock. «I teatri in cui ci esibiremo in questa tournée hanno una dimensione più intima rispetto al club o alle piazze estive cui siamo abituati. Abbiamo, però, deciso di non riarrangiare i pezzi in maniera più classica. Anzi, accentueremo il lato tecnologico con uno spettacolo multimediale che alle canzoni abbina video e installazioni e luci particolari.» Non è la prima volta che i “dARI” tornano ad Aosta per un concerto importante (ricordiamo il Capodanno 2009 e l’inaugurazione della Cittadella), l’inserimento nella “Saison Culturelle” ha, però, dato all’esibizione un sapore particolare. «E’ molto bello aprire ad Aosta il nostro tour. Ed è la prima volta che suono sul palco del Giacosa da protagonista, perchè in precedenza ci avevo fatto solo le selezioni del C.E.T. di Mogol.» Cosa succederà quando, il prossimo anno, lo “SpazzaTour” toccherà Napoli? «Penso che dovremo spiegare bene che ogni riferimento è del tutto casuale.»
SCALETTA
2) Per piacere
3) Tutto regolare
4) Hey Giò
5) Cercasi AAAmore
6) Difettosa
7) Non pensavo
8) Casa Casa mia
9) Non mi far mancare
10) Bonjour
11) Più di te
12) Rock ‘n Roll robot
13) Chiediti perchè
14) Gp a 100 all’ora
15) Cambio destinazione
16) Wale (tanto Wale)
Andrea “Cadio” Cadioli, il ciuffoso tastierista dei “dARI”
Se il leader del gruppo valdostano “dARI” è indubbiamente Dario Pirovano, con il passare del tempo sta sempre più venendo alla ribalta il “ciuffoso” tastierista Andrea “Cadio” Cadioli. “Cadio tu 6 mitico, simpatico, dolce.- scrive, per esempio, nel suo “Fan Forum”, Laura- Se tu nn ci fossi nei “dARI” nn li avrei mai guardati, perché Cadio sei la mia vita e per te morirei pure”. Propositi suicidi a parte, ci sono state tre fans che si sono “sparate” 400 chilometri per andarlo a trovare a Saint-Marcel, dove vive.
«Essendo l’unica famiglia Cadioli in Valle mi reperiscono facilmente.- racconta- Per cui qualche giorno fa ho chiamata casa e mi ha risposto una di loro. Erano arrivate da Venezia e mio padre le aveva fatte entrare. Sono geloso della mia vita privata, e sono convinto che sia più stimolante incontrare le fans sotto un palco che ritrovarsele in casa.» Di occasioni per incontrarlo in giro per l’Italia le fans quest’estate ne avranno molte, sia per i concerti promozionali dell’ultimo Cd dei “dARI”, “In testa”, che per “TRL On The Road”, la nuova versione del “Total Request Live” che fino a luglio lo vedrà in diretta su “MTV”, nella inedita veste di VJ, da varie piazze italiane. «Dopo due anni vissuti a “TRL” come musicista- confessa- il passare dall’altra parte dei microfoni è molto stimolante. Sia perché scopro nuova musica sia perché posso fare le domande che da musicista ho sempre voluto fare.»
Cosa ti domanderesti, allora? «Amico Cadio, come fai a conciliare questo impegno con il nuovo tour dei “dARI”? La risposta è semplice: da lunedì a venerdì faccio il VJ a “TRL” e sabato e domenica suono coi “dARI”. Mi piace lavorare sotto stress perché rendo meglio. Con l’adrenalina che accumulo con “TRL” la notte scrivo musica con il computer e studio soluzioni per il live autunnale. Anche perché quelle estive saranno solo delle date di presentazione del nuovo album, ma il vero tour sarà in autunno nei teatri.» Diplomato in solfeggio all’Istituto Musicale di Aosta, Cadio è un pianista di estrazione classica che ha una sua produzione di pezzi per piano solo, rielaborati in una “veste più pop e cantata” ai corsi C.E.T. di Mogol, dove è stato preso, al secondo tentativo, nel 2009. «Ho tante sfaccettature, anche se attualmente mi rispecchio meglio nell’aspetto elettronico. Nel video dell’ultimo singolo “Più di te” ho in mano il “Tenori-on”, uno strumento innovativo che consiste in una tavoletta che si usa per creare istantaneamente musica digitale e fantastiche esperienze visive. Lo ha lanciato la mia artista preferita, Björk, sull’onda del ritorno ad una filosofia anni Ottanta degli strumenti musicali che unisce all’aspetto artistico quello visuale. Ho sempre amato dare qualcosa in più che non sia solo musica ma anche arte e spettacolo. Questo, indubbiamente, espone alle critiche di chi dice che i “dARI” siano tutto fumo e niente arrosto. L’importante è, comunque, che mi rispecchi in quello che faccio, e chi mi ascolta, prima o poi, la sostanza la trova.»
Se sei uno “fuori”, i “dARI” lo sono più di te
E’ passato appena un anno e mezzo dalla pubblicazione del loro primo album “Sottovuoto generazionale”, eppure per i “dARI”, il gruppo valdostano che fa capo al cantautore Dario “Dari” Pirovano, sembra sia passato un secolo. Tante sono, infatti, state le emozioni ed esperienze che si sono accumulate. Con la loro “Emotronik music” hanno, infatti, vissuto l’ebbrezza delle Hit Parade, il bagno di folla del “SottoVuoto Tour”, il “bombardamento” televisivo dei video delle loro canzoni e, perfino, la pubblicazione, da parte di Sperling & Kupfer, della loro biografia ufficiale “TuTTOdARIfare“. Nel volume e nei testi delle canzoni, come ha scritto la critica Marinella Venegoni, si sono dimostrati «quasi dei pensatori… tentando di raccontare lo smarrimento della crescita in un universo carente di punti di riferimento, le delusioni della vita quotidiana e stigmatizzando persino la televisione.» Sono arrivati anche i premi, l’ultimo è il “Best of Look” ai “TRL Awards” che è stato consegnato loro l’8 maggio al Porto antico di Genova. “Vestitevi come caXXo vi pare” è stato lo slogan con cui i “dARI” hanno ringraziato i tanti fans che li hanno votati permettendogli di battere gente come Lady Gaga e Arisa. “Quando ho wisto ke awewano winto nella categoria “Best Look”- ha commentato una fan nel loro sito – ho fatto un urlo pazzesco, peggio di stare allo stadio. Lady Gaga tiè!” Non c’è
migliore viatico per l’uscita del nuovo Cd “In Testa” che sarà pubblicato l`8 giugno. Il primo singolo “Più di Te” è stato presentato proprio sul palco dei “TRL Awards” di Genova e dal 14 maggio è in rotazione radiofonica e in video sul web (in esclusiva, per due giorni, sul sito de “La Stampa” http://www.lastampa.it/_web/multimedia/idari.asp). «Nelle strofe di “Più di te”- ci ha spiegato Dario “Dari” Pirovano- ho voluto provocare, elencando tutto quello che di negativo siamo stati almeno una volta: bugiardi, invidiosi, arroganti, perversi, ladri. Nel ritornello lancio, invece, un messaggio positivo: basta riconoscere questi nostri vizi per poterli superare.» Il singolo è partito “col botto”, in quanto nel primo giorno di programmazione ha avuto un boom di contatti. Realizzato da Massimo Gabutti e Fabio Salituro, proietta l’elettroclash dei dARI in un’atmosfera fuori dal tempo e dallo spazio “a forti tinte psichedeliche, in stridente contrasto con gli inserti surreali ambientati in location quotidiane”. “Nel pezzo- spiega un loro comunicato stampa- i “dARI” fanno i conti con il Punk e la Dance e, come degli esperti chimici, calibrano e dosano elettronica, vocoder, synth ed estetica trasformando la materia a loro immagine, nella definizione di un’odierna e personalissima visione dell’electroclash”. Più diretto è il commento delle loro fans: “è una figata, sta canzone ti fa proprio muovere il culo”. Oltre a Dario “Dari” Pirovano, fanno parte del gruppo il vercellese Daniel “Fasa” Fasano (batteria) e i valdostani Fabio “Fab” Cuffari (basso) e Andrea “Cadio” Cadioli (tastiere). Quest’ultimo dal 3 maggio è impegnato per tutta l’estate nell’edizione 2010 di “TRL on the road”, nel corso del quale, a bordo di un camion, porterà nelle più belle piazze italiane la musica più ascoltata del momento.
PIU’ DI TE
Se sei un deviato, lo sono più di te / se sei un bugiardo, lo sono più di te /se sei perverso, lo sono più di te / se sei un bastardo, lo sono più di te
se sei un co-co-codardo, lo sono più di te / se sei un illuso, lo sono più di te / se sei un ladro, lo sono più di te / se sei meschino, lo sono più di te
Una parola di conforto per ogni tuo discorso / sarà la cura ad ogni tuo rimorso / prendo nota e non dimenticarti questo. / e se t’annoi tieni il resto / e se t’annoi tieni il resto
se sei puttana, lo sono più di te / se sei arrogante, lo sono più di te / se sei spostato, lo sono più di te / se sei invidioso, lo sono più di te
Una parola di conforto per ogni tuo discorso / sarà la cura ad ogni tuo rimorso / prendo nota e non dimenticarti questo. / e se t’annoi tieni il resto / e se t’annoi tieni il resto
Che tu abbia ragione o torto / per domani ti regalerò conforto uno la superbia / due avarizia / tre lussuria / quattro accidia / cinque ira / sei gola / sette invidia / invidia invidia invidia invidia invidia invidia invidia invidia invidia invidia invidia invidia
Una parola di conforto per ogni tuo discorso / sarà la cura ad ogni tuo rimorso / prendo nota e non dimenticarti questo. / e se t’annoi tieni il resto / e se t’annoi tieni il resto
FRANCESCO C, animalaccio da palco in anticipo sui tempi
Non è bello arrivare in ritardo, ma nell’Arte può essere, a volte, peggio arrivare in anticipo. Ben lo sa il Francesco Cieri, in arte Francesco C (nato ad Ancona il 12.05.1974), che nei primi anni Duemila si era imposto all’attenzione nazionale con una serie di irresistibili filastrocche elettroniche contenute nel Cd “Standard” (pubblicato dall’etichetta “Mescal”) , al punto da affermarsi nel 2002 nella “Top Ten” dei critici del mensile “Tutto”, mettendo in fila gente del calibro di Vasco Rossi e Franco Battiato. Una proposta in anticipo sui tempi e problemi con l’etichetta discografica ne avevano, però, tarpato le ali, nonostante la pubblicazione, nel 2005, dell’ottimo “Ulteriormente” prodotto da Madaski (tastierista e fondatore degli “Africa Unite”). «Mi sono rotto di come girano le cose in ambito artistico in Italia. – afferma- Questo linguaggio musical-diplomatico-burocratico-strategico…strategie un cazzo, siamo artisti e ci occupiamo di espressione.
Quante volte ho sentito frasi tipo: “è fuori target”…”non è radiofonica”… Fanculo!». I pezzi di Francesco C “che nel 2001 sembravano un pugno nello stomaco, ma oggi, probabilmente, sarebbero in testa alle classifiche” (come scrive Lorenza Biasi su “XL” dell’ ottobre 2008) hanno, in ogni caso, influenzato molti giovani musicisti italiani. Tra questi l’aostano Dario Pirovano, che ha deciso di provare a suonare anche lui dopo aver ascoltato “Flan”, il primo Cd di Francesco. Ed è, proprio, sull’onda del successo mediatico dei “Dari” (l’attuale gruppo di Pirovano), che c’è stato un rinnovato interesse per Francesco–C. Sono, così, venuti un’articolone su “XL” ed una decina di concerti che a cavallo tra dicembre 2008 e gennaio 2009 lo hanno visto esibirsi da Nembro a Foggia con i fidi Loris Massera (chitarra) e Lollo Domaine (batteria), mentre Luca Moccia ha sostituito al basso Patrick Faccini. Oltre a toccare con mano gli effetti che questo “animalaccio da palco” ha su migliaia di fans (soprattutto donne, ai cui “cuori in standby” regala energia) ,collegandosi al sito www.myspace.com/staicontento si possono ascoltare alcune sue canzoni.
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