Il blog di Gaetano Lo Presti

GOCCE DI MEMORIA GIORNALISTICA

Dario ‘Dari’ Pirovano VS Francesco-C /A colpi d’autore

Hanno festeggiato insieme Capodanno affettando formaggi e psycho-panettoni e gustando ananas alla Cinci e dolcetti della Berta. La sera del 4 dicembre, invece, Francesco Cieri e Dario Pirovano, due delle punte di diamante del pop-rock valdostano, si sono ritrovati schierati l’uno contro l’altro in un incontro, alla Cittadella dei Giovani, moderato da Federico Malandrino, il “Maurizio Costanzo della situazione”, ma, anche, producer e tour manager di entrambi gli artisti. O, almeno, così preannunciava il titolo della serata: “Dario ‘Dari’ Pirovano VS Francesco-C /A colpi d’autore” che è stata trasmessa in streaming sul web da “Aosta Oggi” ed ha permesso l’interazione col pubblico attraverso Skype.

«Le cose più belle nascono quando si da l’impressione che ci sia uno scontro.- aveva annunciato Dario- Anche perché l’adrenalina che si libera può portare a cose molto positive. Sarà un ring di idee, dove, oltre a rispondere alle stesse domande, ci racconteremo. Un’idea che mi è piaciuta, perché sarebbe bello che, attraverso le nostre parole, i ragazzi che verrano si accorgessero dell’esistenza di una realtà pop-rock locale e capissero che, per uscire, serve avere un senso d’impresa, che vuol dire portare a termine le cose che si iniziano.»

Cose che lui ha in parte appreso proprio da Francesco-C, che nel momento di massimo fulgore, nei primi anni del Duemila, lo stimolò a formare una band e inseguire un sogno. «Parleremo anche di come è peggiorata la situazione musicale- aveva aggiunto Francesco- e delle difficoltà sempre maggiori che, chi voglia uscire, incontra.» Lui ne sa qualcosa, visto che è arrivato ad un passo dal gettare la spugna. Grazie ad una evoluzione umana,sta, invece, attualmente conoscendo una rinascita creativa che si esprime in un progetto elettroacustico con Federico Malandrino che il 7 debutterà alla Casa Olimpia
di Sestriere e il 23 si materializzerà con la pubblicazione di un nuovo singolo, “Il cielo oggi”, con relativo video su YouTube. «E’ un nuovo inizio.- ha annunciato- Le mie nuove canzoni sono al di fuori di ogni contesto italiano. Il loro discorso minimale fatto di “musica senza musica”, le avvicina più alla preghiera e alla poesia che alla canzone.»

Meno introspettivo e più estroverso ed esuberante, Francesco si è, invece dimostrato durante l’incontro aostano, al punto che, dopo un ‘entrata “molto rock” con qualche minuto di ritardo, è stato lui a tenere il pallino della serata con un fuoco continuo di battute che hanno “rubato la scena” a Dario, suscitando gli interventi moderatori di Malandrino e reazioni stizzite dei fans di Dario (“Dario ha parlato poco e Francesco troppo, e quandoDario parlava Francesco lo interrompeva”, ha scritto su YouTube “fottiti007”). Tra cazzeggi vari, Malandrino è, comunque, riuscito a tirar fuori dai due interessanti considerazioni.

COM’E’ ESSERE MUSICISTI AD AOSTA?

FRANCESCO-C: Aosta non è il posto più semplice per un artista per essere completamente “libero”, sopratutto a livello economico.

DARIO: Iniziare a suonare in una piccola città non è facile, perché, come si suol dire: “nemo propheta in patria”. Fare il musicista viene visto come una battaglia di personalità o un ricalcare diverse personalità artistiche, quando, invece, vuoi solo essere te stesso. Dall’altra parte ti permette di avere uno spazio protetto per il forgiare il carattere e la propria identità artistica.

CHE MUSICA ASCOLTATE ADESSO?

FRANCESCO-C: Sono in una fase di trascesa della musica, per cui adesso non ascolto più niente, è come se il mio hard disk interiore fosse pieno.

DARIO: credo che adesso, con l’avvento di internet e la possibilità di potere ascoltare tutto quello che si vuole, non valga più il discorso dei generi musicali. La musica che piace a me è la musica che mi piace (risata dello studio:n.d.r.) , quella, cioè, che, mescolando i generi, non spinge a ricalcare un altro artista ma ti porta a metterti in gioco e a esplorare i limiti.

COS’E', PER VOI, IL MESTIERE DI FARE CANZONI?

FRANCESCO-C: Secondo me la creatività è solo ispirazione. In questo periodo, in particolare, la razionalità nell’espressione artistica per me non esiste minimamente, se non per i limiti tecnico-fisico che bisogna rispettare. L’artista è il tramite tra l’ispirazione e il razionale, e credo che l’espressione artistica rifletta quello che si ha dentro o una meta a cui si aspira. In questo periodo sono sempre più minimale, perché c’è tanta confusione e fretta per cui il messaggio deve essere molto semplice e fluido, con l’utilizzo di poche parole. Cerco di fare canzoni con più silenzio possibile.

DARIO: Il mestiere di fare canzoni è per il 99% lavoro lucido creativo e per l’1% follia, ma senza questa non ci sarebbe lo scatto rivelatorio. Scrivere canzoni lo vedo un po’ come fare sport: bisogna allenarsi e avere delle strategie, ma sul campo a vincere è il colpo di genio che va fuori da tutte le strategie.

6 gennaio 2012 Pubblicato da | Musica valdostana | , , , , , , , , | Lascia un commento

Dopo 3 anni è tornato un FRANCESCO-C “tutto nuovo”

Francesco Cieri, in arte Francesco-C è tornato. Sono, infatti, in rampa di lancio una nuova canzone, “Il cielo oggi”, e il relativo video girato da Alessandro Stevanon. Si tratta di una notizia importante perché da tre anni si erano perse le tracce di questo trentasettenne cantautore, capostipite indiscusso del pop valdostano del terzo millennio (lo stesso Dario Pirovano ammette di aver deciso di far musica dopo aver ascoltato il suo “Flan”).

«Avevo smarrito la mia identità musicale, al punto che avevo deciso di smettere.- confessa Francesco- Una situazione che, inconsciamente, avevo già descritto in una canzone del 2005 in cui cantavo: “spreko il mio tempo skrivo canzoni…ma da un po’ mi sembra ke qui sia da buttare”. In questi anni mi sono guardato molto dentro: un’esperienza dolorosa che, però, ha portato ad un’evoluzione umana. Ci sono, poi, voluti due anni per riallineare a questa il discorso artistico.» Quello che ne è venuto è un Francesco “tutto nuovo” che con “Il cielo oggi” stupirà non poco i suoi fans. Sia per il testo, introspettivo, che per il sound, minimale e onirico, messo a punto con il produttore ed arrangiatore Federico Malandrino.

«Ero bravissimo a esprimere il malessere generazionale, per cui i ragazzi si riconoscevano nelle mie canzoni.- continua- Dopo aver attraversato il “fuoco di redenzione”, ho, però, capito che bisogna distogliere lo sguardo dalla superficie delle cose per alzarlo, metaforicamente, verso il cielo. Le parole che mi esprimono attualmente sono entusiasmo e, soprattutto, amore

Amore che si respira dappertutto nella sua casa aostana (disseminata, com’è, di post-it del tipo “non essere poeta senza amore”) e nelle foto del torinese Sinyus che accompagnano il nuovo progetto. «Amo l’amore, non inteso specificatamente verso una persona. Ho ripreso a dipingere, e anche lì con l’intenzione dell’amore. Perché, se si ha un sentimento ben preciso, l’opera si impregna di esso.» La musica è, infatti, solo un aspetto della sfaccettata personalità di Francesco Cieri, che, oltre a fare musica e dipingere, lavora come rilevatore dei prezzi nei supermercati e fa il deejay. «Sono tutte cose che mi costringono a stare in mezzo a tanta gente- chiosa- per cui era inevitabile che sviluppassi un discorso introspettivo.» Al progetto corrisponde anche una nuova filosofia di diffusione della musica, che non passerà necessariamente attraverso i canali e le forme tradizionali di distribuzione. «Sono un grande fan dei 45 giri. E dei Beatles, che stavano dietro ad ogni singolo pezzo come se fosse l’ultimo.- conclude- Sto registrando altri pezzi brevi che lancerò singolarmente o con un mini cd senza pezzi riempitivi. Come ai tempi di “Flan”.»                                                                                                                                                                                                                                                      

6 ottobre 2011 Pubblicato da | Musica | , , , , , , , , , | 3 commenti

Brutta bestia l’INVIDIA

Invidia viene da in-videre, che, in latino, significa non vedere 
l’altro. O vederlo di “mal-occhio”, fino a volerne la sparizione. Non a caso Dante, per la legge del contrappasso, nella “Divina Commedia” colloca gli invidiosi in Purgatorio con le palpebre cucite con fil di ferro. Li descrive, inoltre, appoggiati uno sull’altro e, a causa del loro livore, confusi con il grigio delle rocce. L’invidia è una “carie dell’anima” che divora chi lo nutre come le fiamme che avvolgono la donna anziana con cui Giotto ha raffigurato questo vizio capitale nella Cappella degli Scrovegni. E’ un sentimento sadomasochistico, che soffre e fa soffrire, come il serpente che, nell’affresco patavino, esce dalla bocca della donna per ritorcersi contro i suoi occhi.

L’invidia è nata e morirà con gli uomini, ma  in questi anni, caratterizzati da feroce competitività e, quindi, insofferenza verso i propri limiti, da vizio capitale è diventata una diffusissima passione sociale. Una passione triste, come recitava il sottotitolo della conferenza che la sera del 17 settembre è stata organizzata, dall’Ordine degli Psicologi della Valle d’Aosta, in un salone regionale strapieno. A parlarne è stato il monaco Luciano Manicardi, Vice Priore della Comunità di Bose. «L’invidia- ha detto- nasce da un senso di mancanza ed inferiorità che provoca frustrazione e aggressività verso l’invidiato. Nasce in un contesto di prossimità ed è una passione livellatrice, perché non sopporta che l’altro emerga. Per dirla con Cartesio: l’invidioso tutto può perdonare all’altro tranne che ci sia e sia quel che sia. D’altra parte è anche un vizio che si deve mascherare, perché il confessarlo sarebbe un’ammissione d’inferiorità.»

L’invidia, in realtà, non era inclusa negli originari otto vizi capitali (gola, lussuria, avarizia, ira, tristezza, accidia, vanagloria e superbia) descritti dall’eremita Evagrio Pontico e dal suo discepolo Giovanni Cassiano. Fu Gregorio Magno ad introdurla, nel quinto secolo dopo Cristo, nei sette vizi capitali che sarebbero all’origine di tutti mali. Una modifica in corso d’opera alla quale non è, probabilmente, estranea l’eguaglianza tra tutti gli uomini professata dalla Chiesa, che, dimostrandosi alla prova dei fatti utopica, è fonte inesauribile d’invidia. «Una possibile soluzione- ha concluso Manicardi- può venire dalla trasformazione dell’impulso invidioso, imparando a desiderare il possibile e ad accettare i propri limiti. In questo modo si attenua la tendenza a sentirsi sminuiti o, addirittura, minacciati dal confronto con gli altri. Ma, come recita un proverbio, il miglior scudo contro l’invidia è la virtù: si deve, infatti, cercare di ristabilire la capacità, che l’invidia mina, di amare ed essere riconoscenti. Anche perché, come sosteneva Goethe, contro una grande superiorità dell’altro non c’è mezzo di difesa che l’amore.»                                       

28 settembre 2011 Pubblicato da | Medicina, Società | , , , , , , , , | 1 commento

I dARI tornano a “casa, casa mia” per la Festa della Valle d’Aosta

La sera del 4 settembre, per la Festa della Valle d’Aosta, sono tornati a “casa, casa mia”, dove i ¾ di loro vive. E non ce n’è stato per nessuno. Per i mille seduti nella platea del Teatro Romano di Aosta, ma, anche per i tanti in piedi nell’adiacente grande prato verde. Tutti travolti da un set pieno di energia e ritmo che ha chiarito una volta per tutte ai valdostani il perché quei “vagabondi” dei dARI abbiano riscosso tanto successo fuori dai confini regionali. 

Non avevano, naturalmente, bisogno di ulteriori spiegazioni le loro scatenate fans che li seguono ovunque e comunque. Dalle due fans pugliesi che inalberavano il cartello “Io vengo da Bari e cerco i dARI” alla piemontese Annalaura, che non perde una tappa dei loro tour costringendo la madre a seguirla, dormendo in macchina.

«Per uscire a livello nazionale ci vuole impegno e costanza.- ha spiegato il leader Dario Pirovano- E, poi, ci vogliono le canzoni. Perché si possono avere i suoni più belli del mondo, ma se, poi, non c’è la sostanza, cioè la melodia e il testo, tutto il resto è contorno. Per arrivare al successo bisogna fare un percorso, e quello che ti da più soddisfazioni e ti permette di durare è sempre il più difficile, quello pieno di alti e bassi. Il “one shot” non ci interessa

A che punto è la preparazione del nuovo cd? «Ci sto lavorando e mi piacerebbe uscisse entro l’anno, ma finché le canzoni non mi convinceranno al 100% non uscirà.» Come fai capire che una canzone è pronta? «Il bello delle canzoni è che non sono mai chiuse, perché puoi sempre lavorare sull’arrangiamento o su melodia, armonia e ritmo. A un certo punto, però, capisci che trasmette quello che ti ha fatto muovere. E’ quello il momento di “chiuderla”, decisione che prendiamo collegialmente col produttore.»

Puoi dare qualche anticipazione sul nuovo cd? «Sto cercando di esplorare qualcosa di nuovo, sia come sonorità che come argomenti dei testi. In questi giorni ci sono due le parole che mi girano in testa: vita e decollare. La prima perché sono per un approccio dinamico alla vita: non bisogna lasciarsi vivere per non sprecare questa grande fortuna che ci viene data. Sto, poi, notando che in diversi testi uso la parola decollare, che, poi, è partire da un posto per andare in un altro, quello,cioè, che voglio fare con le mie canzoni, rimanendo credibile e coerente con me stesso.»                                 

7 settembre 2011 Pubblicato da | Musica, Musica valdostana | , , , | 10 commenti

La voce “nera” della rossa NOEMI festeggia la Valle d’Aosta

E’ una delle cantanti italiane con la voce più “nera” ed il suo colore preferito è il rosso. Non ci poteva, quindi, essere artista migliore per festeggiare la Valle che la ventinovenne romana Veronica Scopelliti, in arte Noemi, che il 4 settembre si è esibita al Teatro Romano di Aosta in uno spettacolo che rientrava nelle manifestazioni per la Festa della Valle d’Aosta. «RossoNoemi è il titolo del mio ultimo cd- ha precisato prima del concerto- ma rosso è anche il colore dei miei capelli e come affronto la musica: in modo grintoso, passionale e senza mezze misure. Rosso è, poi, il colore del coraggio, che fa sì che sul palco interpreti le canzoni filtrandole attraversi pezzi della mia vita.» Queste caratteristiche nel 2008 decretarono il suo successo al talent show X Factor 2. Non vinse, ma è quella che di quell’edizione ha fatto più strada, grazie alla voce intrigante, ma, soprattutto, a pezzi come “Briciole”, “L’amore si odia” e “Per tutta la vita” (presentato al Festival di Sanremo del 2010).

Tra i suoi estimatori eccellenti vanta Fiorella Mannoia («Per me è la roscia numero uno. E’ una mia amica e grande consigliera. Le devo molto della mia credibilità per avere duettato con me.») e Vasco Rossi. «Ha un modo di cantare preciso e autorevole- ha detto il Blasco di lei- Divide le parole come se le buttasse via mentre te le infila dentro al cuore.» Che non siano frasi di circostanza lo conferma la canzone che le ha regalato, “Vuoto a perdere”, che è stata inserita nella colonna sonora del film “Femmine contro maschi” (oltre che in “RossoNoemi”). «”Vuoto a perdere”- ha continuato Noemi- è una metafora di generazioni che vivono a lungo inconsapevolmente, finché si accorgono che la vita li ha cambiati, come appunto succede per il nostro corpo con la cellulite.»

Accanto alle canzoni d’amore, sono, infatti, frequenti nel suo repertorio pezzi che rispecchiano la società attuale. A cominciare dal suo ultimo singolo “Odio tutti i cantanti”. «Il cantante è una metafora del mondo moderno, perché, rispetto all’interprete o al cantautore, rappresenta una visione molto superficiale della musica. Per cui finisce per essere coinvolto e travolto da un consumismo simile a quello di altri prodotti commerciali. L’odio non è, quindi, verso i cantanti ma verso questo modo superficiale di vivere.» Nel testo parli di sogni che diventano grandi, quali sono attualmente i tuoi? «Il mio sogno è riuscire a rimanere coerente, facendo una carriera senza dover rincorrere il pubblico ma seguendo le mie idee ed il gusto del bello, cose che non sempre coincidono con gli interessi discografici e radiofonici.» A proposito del sogno realizzatosi con X Factor, cosa ne pensi delle edizioni successive? «A casa non ho il televisore perché mi ruberebbe tempo per cose più belle che posso fare. Ma non l’ho visto anche perché X Factor è più divertente farlo che seguirlo.» All’ultima edizione hanno partecipato i Kymera che, con gli altri valdostani Naïf Herin e dARI, apriranno il concerto del Teatro Romano, li conosci? «Ne ho sentito parlare. Conosco, invece, bene i dARI che sono carinissimi e molto bravi.»                       

5 settembre 2011 Pubblicato da | Musica | , , , , , , , , , , , | 1 commento

Stop alla messa in onda de “Il paradiso non è quì”, cantata da Ron al Premio Mogol 2011, da parte della vedova Battisti

In attesa che la sera del 23 giugno venga messa in onda su Rai1 la registrazione della serata finale del Premio Mogol tenutasi al Teatro Romano di Aosta il 14 giugno, scoppia un caso su ‘Il paradiso non e’ qui‘, l’inedito di Lucio Battisti che ad Aosta è stato interpretato magistralmente da Ron con Beppe Barbera al piano. La vedova di Lucio Battisti, Grazia Letizia Veronese, ha chiesto, infatti, alla Rai di non trasmettere quello spezzone.

E’ l’ennesima azione protezionistica nei confronti dell’immagine e dell’opera del marito che la signora Veronese porta avanti, e che ha, finora, portato al blocco di iniziative, cover e pubblicazioni di CD e DVD. «Per legge dobbiamo attenerci alla volonta’ degli eredi di Lucio Battisti- spiega il capostruttura di Rai1 Michele Bovi- Se dalla famiglia non arrivera’ l’autorizzazione a mandarla in onda taglieremo la parte in cui Ron canta “Il paradiso non e’ qui”.»

 Indispettita la reazione di Giulio Mogol Rapetti che della canzone aveva scritto il testo alla fine degli anni Settanta. «Quel brano – racconta Mogol – doveva far parte dell’album ‘Una giornata uggiosa’, l’ultimo che abbiamo fatto insieme. Poi ne rimase fuori e non se ne fece piu’ nulla. Battisti l’aveva cantata in un provino che circola liberamente su Internet.Non capisco questa idea di soffocare una canzone che se non e’ un successo non e’ niente. Ho gia’ deciso che, se mai sara’ possibile pubblicarla, devolverò tutti i proventi in beneficienza. Se la signora Battisti accetta, regaliamo una canzone meravigliosa agli italiani.»                                                                        

20 giugno 2011 Pubblicato da | Cantautori, Televisione | , , , , , , , , , , | 12 commenti

Tocca i 2000 metri di Cervinia lo “Spazza(neve) Tour” dei dARI

Dallo “Spazza Tour” allo “Spazzaneve Tour”. Si potrebbe, così, sintetizzare il percorso del tour dei dARI che, iniziato il 12 novembre, al “Giacosa” di Aosta, toccherà stasera (alle 21.30, ingresso gratuito) i 2000 metri del Pala Cervino in località Bardoney di Breuil-Cervinia. Il gruppo aostano sarà, infatti, protagonista della festa di fine stagione organizzata dalla stazione sciistica per ringraziare chi ha usufruito delle sue piste durante la stagione invernale. Si tratta di una lunga kermesse di appuntamenti che dal 29 aprile all’8 maggio vedrà susseguirsi avvenimenti sportivi, gastronomici e musicali (oltre ai dARI, l’8 maggio si esibiranno “I Carisma”). «Mi piace la neve- confessa il leader del gruppo Dario Pirovano- Vado sullo snowboard e quest’anno mi sarebbe piaciuto cimentarmi nel fuoripista, ma il tour mi ha lasciato poco tempo libero. In genere vado a Pila, mentre a Cervinia ho sciato quando ero più piccolo.» Quella di Breuil-Cervinia è la penultima data di un tour che si concluderà l’8 maggio al Teatro Italia di Roma. Seguirà, tra maggio e giugno, l’“Hi-life Tour”, patrocinato dalla Polizia Di Stato, che vedrà, per il secondo anno, i dARI nelle piazze di tutta Italia fare dei mini show per trasmettere il messaggio di un divertimento consapevole senza alcol. «Nei buchi tra un impegno e l’altro lavoreremo ai brani del nuovo cd che spero esca tra l’autunno e Natale per far fede all’impegno che mi ero preso quando abbiamo iniziato, nel 2004, di fare uscire un cd all’anno.» Aspettano, impazienti, il cd anche le loro fans che li seguiranno pure a Cervinia. Sicuro è, per esempio, l’arrivo da Napoli della famiglia Casapullo, che dello “Spazza Tour” non ha perso una data. «I nostri fans sono intraprendenti, ma, anche, costanti.- conclude Dario- Siamo una band molto fraintesa da chi si ferma alla superficie, per fortuna i nostri fans sanno andare oltre. Inizialmente li può colpire il nostro look e le nostre canzoni capaci di colpire determinate frequenze, muovendo qualcosa dentro. Ma poi si affezionano al nostro essere perché, grazie alla nostra esposizione mediatica, riescono a conoscerci nelle varie sfaccettature.»               

30 aprile 2011 Pubblicato da | Musica | , , , , , , , , , | 4 commenti

La musica pop di dARI e Kymera in luoghi pop(olari)

Foto di Chiara Mendrano

Se in questo periodo il cambio a Chivasso, dal treno diesel a quello elettrico, è, per i viaggiatori valdostani diretti a Torino, fonte di disagi e polemiche, cambiare alla Stazione Centrale di Milano è, invece, un… vero spettacolo. Nel vero senso della parola, in quanto dal 2 al 22 dicembre la società che la gestisce ha organizzato una serie di spettacoli pomeridiani in uno spazio appositamente allestito nell’atrio della Stazione.

Foto by Emanuele Prisciandaro

Dopo alcuni cabarettisti, Francesco Sarcina de “Le Vibrazioni” e “Il Genio”, il pomeriggio del 18 dicembre è toccato ai “dARI”, il gruppo guidato dall’aostano Dario Pirovano. «Siamo molto contenti di esibirci perché è un modo nuovo di sfruttare una realtà urbana.- aveva spiegato il tastierista Andrea “Cadio” Cadioli- Avremo un pubblico di passaggio, tra un treno e l’altro, che, essendo molto selettivo, costituisce un test affascinante. Per cui se sotto il palco c’è tanta gente vuol dire che stai funzionando, altrimenti qualcosa non va e devi cambiare in fretta.» Di gente ce n’è stata tanta, sia per il seguito e la bravura dei “dARI”, sia perché nella storica stazione ogni giorno passano 320.000 persone.

Il moltiplicarsi di questi eventi pop in luoghi popolari riflette la necessità dei musicisti di porsi in modo nuovo verso un pubblico sempre più distratto e pigro?

Foto di Mars Giglio

«Indubbiamente la crisi economica c’è- ha ammesso Cadio- ma quello che preoccupa è la crisi culturale che fa sì che la gente non solo non acquisti più cd ma non abbia neanche la curiosità di scaricarli da internet. Per cui è importante portare la musica in luoghi come questo, frequentati da tanta gente che in genere non se ne interessa, perché i più sensibili potrebbero iniziare un percorso di scoperta. È come dar fuoco ad un accendino: se vicino c’è un pezzo di carta scoppia l’incendio, sennò non succede nulla. Vale, comunque, la pena di tentare

Lo confermano i “Kymera”, l’altro gruppo valdostano attualmente in auge, la cui prima data promozionale, con gli altri quattro protagonisti di “X Factor”, si è svolta l’ 11 dicembre a Torino nel centro commerciale di Lingotto. «La risposta è stata fantastica- racconta Davide Dugros- Il pubblico seguiva un doppio binario: da una parte c’erano quelli che erano già lì per fare shopping, dall’altra quelli venuti apposta per noi. Grazie al nostro fans club è arrivatagente dalla Liguria e dal Veneto. E’ stato emozionante sentire tutto il pubblico che cantava con noi “Atlantide” perché la conosceva a memoria

Come vanno le vendite del vostro EP? «L’unico parametro che abbiamo è la risposta del web- risponde Simone Giglio- che ci dice che abbiamo un pubblico molto vasto, anche come classi di età. Sono i fans che hanno inondato di proteste la nostra etichetta per i problemi di distribuzione che fanno sì che il cd non si trovi in tutti i negozi. Speriamo che così il distributore, i negozianti e molte radio che non ci passano si ricredano sul nostro potenziale commerciale.» A “passarli” è, invece, stata la Rai con la trasmissione “Social Club” di Luca Barbarossa che il 19 dicembre li ha ospitati su Radio 2 con Enrico Ruggeri e Gianni Morandi. Vista la presenza di Morandi (con cui hanno duettato in “Canzoni stonate” e “Occhi di ragazza”) che ne è organizzatore, si hanno notizie sulla partecipazione al Festival di Sanremo? «Abbiamo presentato una nostra canzone e il 21 dicembre aspettiamo la risposta. Rimane il nostro grande sogno.»

Foto di Emanuele Prisciandaro

19 dicembre 2010 Pubblicato da | Musica, Musica valdostana | , , , , , , , , , , , , , | 5 commenti

Quella voglia di dialogo che c’è dietro il “fenomeno dARI”

Se dal letame nascono i fior, perché dalla spazzatura non dovrebbe venir fuori qualcosa di buono? Basta non bruciarla in un rogo. Basta recuperarne il buono “differenziandola” da quella nociva. Basta, soprattutto, non rapportavisi con la puzza sotto il naso. Lo dimostra il concerto con cui il 12 novembre i “dARI” hanno aperto, in un “Giacosa” pieno ma non esaurito, lo “SpazzaTour”. Se per le orde di giovanissimi fans, in prevalenza ragazze, accorsi è stata una serata memorabile, anche chi, più in età, è stato costretto ad accompagnali non se ne è pentito. «Non vi conoscevo- ha detto alla fine Lina, insegnante di Pontey al seguito della figlia Marie Claire- ma come mamma sono contenta che ci sia un gruppo come il vostro, perché siete delle belle persone che fate delle belle canzoni.» Lo diceva proprio a Dario “Dari” Pirovano, leader del gruppo, che, al termine del concerto, ha passato coi fans (spalleggiato dagli altri membri del gruppo) una buona mezz’ora. A parlare, firmare autografi, fare foto, ricevere regalini. Solo vivendo questi momenti si può capire il “fenomeno dARI” che va ben al di la della musica, colmando il bisogno di comunicazione delle attuali generazioni digitali, che anche nel concerto cercano il dialogo e non la passiva fruizione. «E’ bello essere ascoltati dal pubblico giovane.- ha confermato Dari- Ma è anche una grande responsabilità, perché bisogna sempre essere consci che quello che si dice viene recepito e può avere delleconseguenze che non immagini. Ecco perché “predichiamo” un divertimento responsabile. Nei testi cerco sempre di trasmettere, in maniera semplice ma non banale, un messaggio importante, mandando spesso dei punti di domanda che facciano riflettere

Da qui al 7 dicembre la giovane Anna Laura di Torino rifletterà spesso in macchina, dove dormirà con la madre per seguire tutte le tappe dello “SpazzaTour”. E’ per le tante come lei che il concerto ha una breve pausa durante la quale sulla selva di televisori che domina la scena compare il messaggio: “Volevamo prenderci un minuto per dirvi grazie di essere qui.” Per il resto la serata ha avuto un ritmo infernale, con il sound elettronico degli arrangiamenti di Mimmo Capuano ad omogenizzare una ben congegnata scaletta di 16 pezzi aperta da “Da me” e “Per piacere” e chiusa da “Cambio destinazione” e “Wale(tanto Wale)”. Il tutto suonato con professionalità dal gruppo che, oltre a Dario, conta sul vercellese Daniel “Fasa” Fasano (batteria) e i valdostani Fabio “Fab” Cuffari (basso) e Andrea “Cadio” Cadioli (tastiere). «Lo spettacolo è andato bene- ha commentato quest’ultimo- comunque, essendo la prima data del tour, è tutto in rodaggio.» Il concerto, inserito nella “Saison Culturelle” segnava il ritorno nella città che ha dato i natali musicali a tre quarti del gruppo. Emozionati? «Non pensavo di esserlo così tanto. – ha risposto Dario- Forse è perché siamo più abituati a suonare fuori. E, poi, qui siamo cresciuti anche musicalmente, ed è stata un’ottima palestra».


15 novembre 2010 Pubblicato da | Musica, Musica valdostana | , , , , , , , | 3 commenti

Batte “In testa” la musica dei dARI

Se per la maggior parte dei terrestri l’8 giugno 2010 è stato un giorno come un altro, per i tanti fans dei “dARI” era il “D(ari)-day”. Dopo un intervallo parso loro eterno (“sembrano tremilasettecentododici anni!”, scrivono in un blog), la EMI ha, infatti, pubblicato “In testa”, il nuovo Cd del gruppo formato dal vercellese Daniel “Fasa” Fasano (batteria) e dai valdostani Fabio “Fab” Cuffari (basso), Andrea “Cadio” Cadioli (tastiere) e Dario “Dari” Pirovano. «Anch’io non vedevo l’ora che uscisse.- ha confessato quest’ultimo- Con il primo Cd, “Sottovuoto generazionale”, avevamo dalla nostra la forza della novità, il secondo è, invece, un bel punto interrogativo, perché, in un mondo improntato all’usa e getta, riuscire a resistere è un’impresa. Noi siamo rimasti coi piedi per terra, continuando a fare le cose che ci piacciono e cercando di non lasciarci imprigionare dalle barriere imposte dai generi.» In effetti nelle dieci canzoni del Cd si respira la loro voglia “di mettersi in gioco e provare qualcosa di nuovo”, che, aiutata dal produttore Domenico Capuano, si concretizza in un sound elettronico anni Ottanta che, unito alle radici punk, spiega l’etichetta di “elettroclash”. «Il cd è improntato ad una dimensione elettronica “ballereccia” con pezzi che fanno muovere il culo come il primo singolo “Più di te”, “Da me” e “Non mi far mancare”. Ma ci sono anche canzoni rock come “Toccami il cuore”, “Chiediti perché” e “L’amore ci chiama” e ballate intime come “Esco” e “Di nuovo”, che riflettono la dimensione cantautoriale, chitarra e voce, in cui sono nate. “Di nuovo” dovrebbe essere il secondo singolo sulla scia di “Non pensavo”, cantata nel primo Cd con Max Pezzali.» I testi non smentiscono, poi, la definizione appioppata loro dalla critica Marinella Venegoni di “quasi pensatori”, avvalorata da versi come “ti complico la vita con la mia filosofia” (in “Difettosa”) e dal volume “La conquista della felicità” di Bertrand Russell che Fabio legge nel video di “Più di te”. «Il cd- conferma Dario- si chiama “In testa” perché parla di una serie di temi che ci frullano in testa: dall’amore (“batte il mio cuore da zombie”, cantano in “Bonjour”:n.d.r.) all’alienazione in una società basata su valori e sentimenti sbagliati. Sono convinto che quando nasciamo ognuno di noi ha un colore originale che è un’attitudine che bisogna cercare di sviluppare per metterla a disposizione degli altri. Se non coltiviamo il  giardino ci cresce erbaccia, invece migliorando il nostro “ecosistema” personale questo interagisce, migliorandolo, con quello degli altri. Il cd si chiama “In testa” anche perché ci auguriamo che entri nella testa delle persone e, quindi, arrivi e rimanga in testa alle classifiche.» Perché ciò accada hanno iniziato una serie di showcase acustici e signing session in giro per l’Italia. Ieri erano al Mondadori Multicenter di Milano, mentre il 10 giugno saranno al Mondadori Multicenter di Roma ed il 15 alla FNAC del centro Le Gru di Grugliasco. Proseguono, inoltre, le 35 date in tutta Italia dell’Hi-Life Tour, patrocinato dalla Polizia di Stato, con concerti gratuiti a basso livello di decibel e in posti in cui non si possono assumere alcol né, tanto meno, droghe.

Difettosa

Fantasia.  L’amore non esiste è solo fantasia, se ci rimani male non è solo colpa mia.  La guerra non esiste è solo fantasia, magari magari L’affetto non esiste è solo fantasia ti complico la vita con la mia filosofia Dari non esiste è solo fantasia fantasia fantasia. L’arte non esiste è solo fantasia  peccato è l’antibiotico per ogni malattia. Il futuro non esiste è solo fantasia coraggio coraggio Tu per me sei solo solo fantasia, dai recuperiamo prima cena e poi ti amo Perché fai viaggiare con la  fantasia Dari non esiste con la fantasia Ma sei tutta vera oppure fantasia  davvero allora andiamo andiamo andiamocene via. Tu mi piaci perchè sei difettosa, sei la  corrente che muove la gente. E più che guasta sei difettosa cambiamo il mondo cambiamolo in meglio. Io no che non mi rassegno è il momento lasciamo un segno. Tu mi piaci perchè sei difettosa vince chi osa e tu sei difettosa qualunque cosa per te  difettosa. La vita non esiste è solo fantasia me ne sono accorto e adesso guarda come corro. L’ odio non esiste è solo fantasia magari magari. Cosa esiste e cosa invece è fantasia non mi è così chiaro e non m’importa di sicuro basti tu che viaggio con la  fantasia  con la fantasia ma sei tutta vera oppure fantasia  davvero allora andiamo andiamo andiamocene via (Rit.) Pregi difetti vizi e virtu’ la logica puo’ essere e non esserci più. Calma disagio crisi e onestà  costanza invidiabile e scomodità. Felice amarezza ostacoli e comfort genio e chiarezza problemi social network. Ombra riparo e più qualità un imperfetto ben fatto uno schiaffo e bontà (Rit.)  Tu mi piaci perchè sei difettosa tu mi piaci tu mi piaci tu mi piaci tu mi piaci e più che guasta sei difettosa. Tu mi piaci perchè sei difettosa io no che non mi rassegno è il momento lasciamo un segno. Tu mi piaci perchè sei difettosa tu mi piaci tu mi piaci difettosa

9 giugno 2010 Pubblicato da | Musica | , , , , , , , , , , | 5 commenti

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