Il blog di Gaetano Lo Presti

GOCCE DI MEMORIA GIORNALISTICA

Ad Aosta PAOLA TURCI incanta con “le storie degli altri” cantautori italiani

Pur avendovi fatto finora un solo concerto (al Palais Saint-Vincent nel febbraio 2003), la Valle d’Aosta occupa un posto importante nella vita della cantautrice romana Paola Turci. Si può, infatti, dire che la sua carriera sia iniziata “in questa parte del mondo”. «Durante le vacanze natalizie dell’82- ha raccontato-scappai di casa perché i miei non volevano che facessi la cantante. Avevo 18 anni, e, con l’inseparabile chitarra, mi ritrovai a cantare per un paio di settimane all’Hotel “Des Alpes”, tra Courmayeur ed Entreves. Per caso mi sentì un giornalista di una testata nazionale che stava facendo un servizio sulle capitali dell’inverno, e mi inserì, con tanto di foto, nell’articolo su Courmayeur. Fu la mia fortuna, perché, quando i miei genitori mi videro sul giornale, si ricredettero sulle mie capacità musicali.»

Da allora ne ha fatta di strada, affermandosi come una delle voci più interessanti del panorama musicale italiano, con all’attivo 9 Festival di Sanremo, 14 Cd e canzoni come “Volo così”. Nel 2009, al concorso “Musicultura” di Macerata, ha incrociato la valdostana Naïf Hérin, rimanendone colpita. «Per il suo aspetto, che non passa inosservato- ha ricordato- ma, anche, per come scrive, giocando con le parole e andando in profondità pur rimanendo leggera. Mi piacque, in particolare, come cantò “Oui Maman”, l’uso del francese mi affascinò e le chiesi di scriverne una anche per me

Nacque, così, una collaborazione che l’ha portata a registrare due canzoni di Naïf Hérin (“Tous les jours” e “Goccia”) nel cd “Giorni di rose” e un rinnovato interesse per la canzone francese, che il 3 febbraio si è concretizzato nel progetto che le due cantautrici hanno portato sul palco del Teatro Giacosa di Aosta per la Saison Culturelle. Le due hanno, infatti, rivisitato grandi classici della canzone italiana e francese, dal primo dopoguerra ai giorni nostri, sottolineandone divergenze ma anche affinità, soprattutto nella canzone d’autore.

Mentre Naïf Hérin ha fatto gli onori di casa occupandosi del versante francofono, la Turci, accompagnata da Pier Paolo Ranieri (basso) e Andrea di Cesare (violino e pianoforte), ha rivisitato da par suo pezzi come “Pensiero stupendo”, “Mi sono innamorata di te”, “Preghiera in gennaio” e “Ovunque proteggi”. Per, poi, unirsi alla valdostana in classici francesi come “Tous les visages de l’amour” di Aznavour e “La chanson des vieux amants” di Brel. «Amo cantare i grandi autori italiani- ha confessato prima del concerto- e li ho spesso registrati su cd: dal Modugno di “Dio come ti amo” al Gaber di “Si può”. I pezzi che canterò ad Aosta fatto la storia della musica italiana.» Storia che anche lei ha contribuito a fare grazie alla bravura e all’istinto di mettersi continuamente in discussione. Nell’occasione lo ha confermato con un’interpretazione da brividi della sua “Attraversami il cuore” e l’annuncio dell’uscita ad aprile del cd “Le storie degli altri”, già anticipato dalla pubblicazione del singolo “Utopia”. «Vi affronto il tema degli ultimi, che, sparita la cultura dell’accoglienza, vengono attualmente emarginati molto più di prima. Non ci resta che aggrapparci all’utopia che è la porta della speranza di un mondo diverso.» Mondo che dovrebbe essere unificato anche nel segno della musica, come ha detto al termine dei bis cantati con Naïf Hérin: “Tous les jours” e “Bambini”.


4 febbraio 2012 Pubblicato da | Cantautori | , , , , , , | 1 commento

NAIF HERIN festeggia i 30 anni con “La peggior settimana della mia vita”

Il 28 ottobre 2011 sarà un giorno importante per la cantautrice valdostana Christine Naïf Herin. Per un motivo privato (compirà 30 anni) e uno pubblico. Quel giorno, infatti, uscirà nelle sale cinematografiche italiane “La peggior settimana della mia vita”, il film d’esordio del regista Alessandro Genovesi i cui titoli di coda sono accompagnati dalla canzone “L’amore sei tu”, scritta da Christine con Rosalba Pippa, in arte Arisa, che ne è pure l’interprete.

«E’ stata lei a contattarmi- racconta la cantautrice valdostana- Mi seguiva da un po’ di tempo e le serviva un brano ironico. Inizialmente ero un po’ titubante per via delle sue partecipazioni al Festival di Sanremo, che l’hanno resa un’artista molta conosciuta ma, anche, molto pop. Lavorando, però, insieme sul testo di una mia canzone, siamo riuscite a mischiare le carte: per cui io sono diventata un po’ più pop e lei un po’ più… Naïf.»

Ad un primo ascolto del videoclip della canzone (dal 18 ottobre su YouTube), la bilancia della collaborazione sembra, però, decisamente pendere verso una “naïffizzazione” di Arisa. Sia come stile vocale che, naturalmente, per il modo tipicamente “naïffio con cui la composizione coniuga melodia e swing. Per non parlare del sound, visto che il brano, arrangiato dalla cantautrice, è stato registrato nel “TdEstudio” di Quart con la supervisione di Momo Riva e le chitarre di Andrea “Manouche” Alesso.

“La peggior settimana della mia vita” s’ispira alla serie omonima trasmessa dalla BBC e racconta i dubbi e gli imprevisti che accompagnano la settimana che precede il matrimonio tra Paolo (Fabio De Luigi) e Margherita (Cristiana Capotondi). Situazione sviluppata in modo divertente grazie ad una sceneggiatura piena di ritmo ed un cast che annovera attori del calibro di Monica Guerritore, Antonio Catania e Alessandro Siani.

Prosegue, frattanto, spedita la carriera di Naïf Herin, che, in attesa del nuovo album in lingua francese, ha lanciato su YouTube il videoclip del singolo “Goute-Moi” uscito a giugno per il mercato francese. Un video pieno di gusto e sapore (in tutti i sensi, visto che ambientato in un surreale ristorante) che, come ha scritto una commentatrice su YouTube, sa far sorridere e sognare lasciando, inevitabilmente, fame di lei. Il brano è la traduzione della canzone “Goccia”, scritta per la cantautrice romana Paola Turci con la quale Naïf Herin si esibirà il 3 febbraio al Teatro Giacosa di Aosta per la “Saison Culturelle”.                                                                                                     

24 ottobre 2011 Pubblicato da | Cinema, Musica | , , , , , , , , , , , | 1 commento

Grazie a PEPI MORGIA finalmente c’è in cielo “un regista come Dio comanda”

Quando, nel 2009, lo conobbi, di lui mi colpi il contrasto tra un aplomb aristocratico e la disponibilità curiosa verso l’altro. Non a caso il suo amico Fabrizio De Andrè lo chiamava “principe anarco-monarchico” ed il suo nome completo era Gian Luigi Maria Morgia dei conti di Francavilla. Questo, però, lo seppi dopo. Quel 23 ottobre 2009 per me era “solo” Pepi Morgia, regista del tour “De André canta De André” che quella sera Cristiano De Andrè avrebbe portato al Palais Saint-Vincent.

In attesa di intervistare Cristiano, rimasi colpito da uno staff composto da persone che avevano a lungo lavorato col padre: da Bruno Sconocchia, che ne era stato il manager, a Giovanni “Riccio” Colucci, suo storico fonico. Ma, soprattutto, da Pepi Morgia, light designer, regista, scenografo, autore di eventi di fama mondiale, che, mi raccontò, aveva lavorato con Rudolf Nurejev, David Bowie, Genesis, Elton John e per Pavarotti & Friends. «A Saint-Vincent ho lavorato a lungo.-mi disse- Per la Rai ho fatto il regista di programmi come “Le Grolle d’oro” e “Il disco per l’estate”

Il discorso cadde, inevitabilmente, sul suo amico Fabrizio De Andrè, che aveva seguito, come regista, in tutti i suoi spettacoli. A cominciare da quel 18 marzo 1975 in cui aveva esordito in pubblico alla “Bussola” di Viareggio. «A convincerlo ad esordire dal vivo era stato un bell’assegnone.- aveva confidato- Quella sera Fabrizio era letteralmente terrorizzato, per cui si aiutò alzando un po’ il gomito, anche se poi, rotto il ghiaccio non voleva più smettere. Quando si esibiva in pubblico era molto timido per cui si “tirava su” e si creava uno schermo con gli occhiali da sole. Prima che collaboratore ero suo amico, per cui parlavamo a lungo sulle idee per le scenografie che all’inizio erano abbastanza inusuali per i concerti di un cantautoreUna particolarmente riuscita è stata quella del penultimo tour, caratterizzata da un castello di carte di tarocchi genovesi. Fabrizio era un grande giocatore e l’idea mi nacque una volta che gli vidi costruire un castello di carte.»

Le sue scenografie erano talmente piaciute che lo avevano chiamato anche altri amici: da Ornella Vanoni a Gino Paoli, da Claudio Baglioni a Paolo Conte. Nel gennaio 2010, poi, me l’ero ritrovato tra le quinte del Palais Saint-Vincent in quanto regista dell‘anteprima dello spettacolo “Baccini canta Tenco”. In quell’occasione aveva, tra l’altro, voluto che ad aprire il concerto fosse la cantautrice valdostana Naif Herin. «L’ho scoperta nel 2009 quando è stata una delle vincitrici del festival “Musicultura” di cui curo la regia.- mi aveva spiegato- Mi piace perché è originale, ha grinta e una bella presenza. Per cui cerco di coinvolgerla ogni volta che posso.»

Una generosità discreta che ha contraddistinto tutta la vita di Pepi Morgia. Lo ha sottolineata anche Don Andrea Gallo nell’omelia che, il 20 settembre, ha caratterizzato il funerale del regista che se n’era andato la mattina prima, ad appena 61 anni, per problemi al fegato. La cerimonia, svoltasi nella chiesa della Santissima Trinità e San Benedetto di Genova, ha coinvolto, in un clima festoso, tantissimi amici (tra i quali Dori Ghezzi, Francesco Baccini, Alberto Fortis, Vittorio De Scalzi, Irene Fargo e Andy dei Bluvertigo). «Ha diretto grandi spettacoli, ma nessuno sapeva che fosse lui a dirigere i fili- ha detto il celebre “prete di strada” – perché lo faceva per puro amore, verso l’arte e verso gli altriSono sicuro che dopo aver chiarito qualcosina col Padreterno, Dio lo assumerà come regista delle sue luci. Ricordiamocelo quando vedremo un tramonto particolarmente bello, o un’alba con i suoi meravigliosi colori. Diremo che finalmente in cielo c’è un regista come Dio comanda.»            

 

21 settembre 2011 Pubblicato da | Musica, Teatro | , , , , , , , | Lascia un commento

Sull’altalena emotiva di SIMONE CRISTICCHI alla Cittadella di Aosta

La seconda edizione del “Little City Contest” si è conclusa il 5 agosto con un concerto, alla Cittadella dei Giovani di Aosta, della valdostana Christine Naïf Herin e di Simone Cristicchi. L’ultima volta del cantautore romano ad Aosta era stata il 3 giugno 2010, quando aveva vinto il Premio Mogol (ex aequo con Edoardo Bennato) per il testo della canzone “L’ultimo valzer”. In quell’occasione Mogol aveva commentato: «è una poesia che avrebbe potuto scrivere Charlie Chaplin, che sapeva come fare ridere e piangere nello stesso tempo». E’ una caratteristica che accomuna tutta la produzione di questo abilissimo “fabbricante di canzoni” che sa conciliare, come pochi, il suo lato romantico e nostalgico con quello più scanzonato e pungente.

«La cifra stilistica dei miei dischi e del concerto di Aosta è proprio questa altalena emotiva.- ha ammesso, prima del concerto, Cristicchi- Al punto che lo definisco un concerto “all inclusive”, per cui, sulla falsariga di Gaber, passerò da pezzi scanzonati come “Meno male” e “Vorrei cantare come Biagio Antonacci” a “Ti regalerò una rosa”, intercalandoli con monologhi tratti dai miei spettacoli teatrali.» Tra questi un breve estratto di “Li Romani In Russia”, il monologo teatrale che racconta le peripezie dei romani della Divisione “Torino” in Russia, durante la seconda guerra mondiale (lo spettacolo sarà, tra l’altro, in cartellone nella prossima “Saison Culturelle”). «Tra quei romani c’era mio nonno Rinaldo che, seppur con un principio di congelamento, è stato uno dei pochi a tornare. Mi piace scavare nella storia delle persone con un approccio puro, senza pregiudizi, e, poi, mettere assieme il mosaico di memorie raccolto

Quando, però, lo stesso metodo lo ha usato per fatti a noi più vicini, come quelli della scuola Diaz e della caserma di Bolzaneto durante il G8 del 2001 a Genova, ne è nata una canzone, come “Genova brucia”, premiata da Amnesty International ma che, nello stesso tempo, gli ha creato molti problemi: con l’amministrazione di Villadose, sede del premio, che ne ha preso le distanze considerandola “una scelta avventata”, ma, anche coi sindacati di Polizia. «In realtà molti poliziotti mi hanno dato ragione sull’esistenza di certi loro colleghi in po’ esaltati.- ha raccontato- La canzone ha acceso gli animi perché ha messo sotto i riflettori, rendendoli fruibili a un gran numero di persone, gli atti processuali. Quando l’anno scorso sono stato a Genova, dopo averla cantata al concerto del 1° maggio a Roma, ho dovuto essere scortato del servizio d’ordine di MTV.» Tra i grandi successi, che ha eseguito ad Aosta in versione minimale con il chitarrista Riccardo Corso e il tastierista e fisarmonicista Riccardo Ciaramellari, c’e stata anche la sempre attuale “L‘Italia di Piero”. «In effetti è sempre più l’Italia dei “cazzari” descritti nel pezzo.- ha concluso- In questo periodo è uno dei miei video più cliccati, sarà un segno dei tempi?»                                                                                      

6 agosto 2011 Pubblicato da | Cantautori | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Il villaggio universale di Christine Naïf Hérin a BABEL

Alla base di “Tre civette sul comò”, il cd pubblicato recentemente da Christine Naïf Hérin, c’è il tentativo di portare il villaggio in cui la cantautrice valdostana vive in un contesto europeo. Nell’era del villaggio globale, teorizza, infatti, il ritorno ad un villaggio universale fatto di rapporti veri (“l’Italia generosa e premurosa” ricordata in “Annarosa”), di speranze che aiutano a superare i momenti tristi (“Una giornata triste”), di passioni capaci di accendere (“E’ l’inferno”). 

Oui maman

Perchè in tempi di “grave solitudine virtuale” c’è più che mai bisogno del potere aggregante di un “saggio Menestrello da Strapazzo” come lei, capace di risvegliare, con una musica dal respiro corale, “un desiderio non solamente mio”.

L’eccezionalità del concerto aostano dell‘otto maggio, inserito nella rassegna “Babel”, sta, invece, nel fatto che, per una volta, è successo il contrario: Christine ha, cioè, riportato la sua musica di respiro europeo nel suo villaggio. Inteso come Aosta, ma, anche e soprattutto, come Vignil, il villaggio di Quart dove vive. Molti dei suoi pochi abitanti erano nelle primi file, a sorridere dei suoi sorrisi e cantare col cuore le sue canzoni- civetta (“perchè cantare fa bene al cuore”) che hanno la “virtù magica” di annegare inquietudini armoniche e melodiche in un’accattivante orecchiabilità.

Una musica essenziale anche nell’organico che l’ha resa, che, oltre a Christine al basso e piano, comprendeva Andrea “Manouche” Alesso alle chitarre e Simone Momo Riva alla batteria (con un’ospitata di Stefano Blanc al violoncello).

Sopra tutto e tutti lei, Christine, con la grinta affinata sotto le “lumières” di centinaia di concerti e la forza dell’artigiana della musica che sa che “la differenza sta nel senso di appartenenza” e che questo non si deve confondere con gli orpelli esteriori (pur avendone pubblicato lo scorso anno un intero cd, non ha cantato nemmeno una canzone in francese).

Una lezione appresa da papà Silvano, “l’uomo dalle poche parole” che in prima fila sorrideva felice. Come pure mamma Daniela, quella che le ripeteva “con la musica non ci puoi campare, ma lo hai sentito tuo padre? Oui maman!”                                                         

L'uomo dalle poche parole

Arnaldo Colasanti e Federico Moccia

10 maggio 2011 Pubblicato da | DONNE, Musica | , , , , , , | Lascia un commento

CHRISTINE NAIF HERIN a SanremOFF

La cantautrice valdostana Christine “Naïf” Hérin non è nuova alla ribalta di Sanremo. Nel 2009 fu, addirittura, ospite del palco del Teatro Ariston a far, però, solo da cornice ai protagonisti del Festival in quanto era stata uno dei 90 selezionati di “Sanremo giovani” che non erano riusciti ad accedervi. «Ho partecipato più volte alla selezione per partecipare al Festival.- racconta Christine- Quest’anno, intuendo che non mi avrebbero preso, ho presentato una canzone che prendeva in giro la situazione. Si intitola “Ho perso una canzone” perché vi immagino di avere, sfortunatamente, perso una canzone che era perfetta per Sanremo: orecchiabile e che avrebbe fatto innamorare tutti di me. Tanto l’ho capito che se non si ha una casa discografica alle spalle non c’è speranza di accedervi. E anche la giuria di qualità giudica in base alla propria idea di qualità.» Per fortuna Christine ha anche moltissimi estimatori che affollano i concerti che tiene in Italia e in Francia, dove lo scorso anno ha pubblicato il cd “Faites du bruit”. Tra questi anche intenditori come Paola Turci (per la quale ha composto due canzoni per il cd “Giorni di Rose”) e Pepi Morgia, amico e collaboratore dei più grandi cantautori italiani: da Fabrizio De Andrè a Francesco Baccini. Proprio in occasione dell’anteprima dello spettacolo “Baccini canta Tenco”, il 18 gennaio scorso, Morgia ha voluto che ad aprire il concerto del Palais Saint-Vincent fosse Christine. «L’ho scoperta nel 2009 quando è stata una delle vincitrici del festival “Musicultura” di cui curo la regia.- spiega Morgia- Mi piace perché è originale, ha grinta e una bella presenza. Per cui cerco di coinvolgerla ogni volta che posso.» E’ stato così anche per “SanremOFF”, la rassegna in cui da sette anni coordina le iniziative culturali collaterali al festival. Nel programma che, dal 12 al 19 febbraio, vede esibirsi a Sanremo artisti come Baccini, Mercanti di Liquore, Jalisse e Stefano Filipponi, il 17 febbraio, al teatro della Federazione Operaia, si è tenuto anche uno showcase di Naïf. Nell’occasione la cantautrice ha anche sperimentato la nuova tecnologia della WeLive, un’azienda che rende immediatamente disponibili le registrazioni degli spettacoli dal vivo, vendendole all’uscita dal concerto su concert stick USB ad altissima qualità audio.


18 febbraio 2011 Pubblicato da | Musica valdostana | , , , , , , | 2 commenti

Il tour di “Naïf” Hérin nelle Marche con Paola Turci e Musicultura

Photo Steffy

Almeno musicalmente, il “made in VdA” tira alla grande. Sfruttando, tra l’altro, le tre sole strade che i giovani musicisti pop attualmente hanno per emergere: il talent show televisivo (i “Kymera”), la band commerciale adorata dai ragazzini (i “Dari”) e il cantautorato di talento per un pubblico consapevole (Christine “Naïf” Hérin). Strada più lunga e tortuosa, quella imboccata da quest’ultima, che richiede una feroce determinazione. «Ho scelto l’autoproduzione- spiega Naïf- perché vendersi ad un agente o a un’etichetta che sceglie per te è pericoloso. Questo ha, naturalmente, un costo, ma qualcuno l’esploratore deve pur farlo. Per cui in un mondo in cui tutto è finto cerco di essere quanto mai sincera, portando avanti la causa della musica reale italiana, quella dei locali e dei festival di qualità come, per esempio, “Musicultura” Il riferimento alla rassegna marchigiana non è casuale. Da una parte perché nel 2009 ne fu una delle vincitrici, dall’altra perché dal 12 novembre al 3 dicembre parteciperà alla terza edizione del “Musicultura Tour” esibendosi in sette storici teatri marchigiani. «Con altri vincitori delle passate edizioni del festival, saliremo a bordo di un “bus della musica”, che ci aspetta ad Ancona, con il quale gireremo le province marchigiane per fare concerti in bellissimi teatri antichi.» Con la valdostana ci saranno i siciliani “Cordepazze” e Serena Ganci, il leccese Andrea Epifani e il marchigiano Giorgio Montanini. Madrina d’eccezione sarà Paola Turci, con la quale Naïf si è più volte esibita e per la quale ha composto “Tous Le Jours” e “Goccia” registrate dalla cantautrice romana nel Cd “Giorni di Rose”. Il tutto con un media partner d’eccezione, Radio Uno Rai, che, oltre, a trasmettere gli spettacoli sarà presente sul palco con Carlotta Tedeschi e Gianmaurizio Foderaro, responsabile musicale di Radio 1. «Faremo tre canzoni a testa ed una, finale, insieme.- preannuncia Naïf - Attingerò dal mio repertorio, ma ogni volta canterò anche una cover. Ho preparato “O mio babbino caro” di Puccini e brani di Gino Paoli e Giorgio Gaber.» In un momento di pausa della sua frenetica attività in Francia, dove ha pubblicato il cd “Faites du bruit” e fatto una marea di concerti in tutto il paese, la cantautrice sta componendo per famose cantanti francesi e preparando un cd “italiano”. «Sto studiando un modo di scrittura che è stato italiano in un determinato periodo storico, rispolverandolo e attualizzandolo. Una canzone “engagèe” ma non troppo, che riscopra sonorità tipicamente italiane persesi a causa del suono omologato imposto dall’attuale discografia. Preferisco il profilo più basso dello scrivere canzoni e del contatto col pubblico nei concerti che tentare la via del talent show televisivo. Qualche anno fa mi avevano proposto “X Factor”, ma ho rinunciato perché penso che non sarei stata me stessa


11 novembre 2010 Pubblicato da | Musica valdostana | , , , , , , , , , , | 4 commenti

Da QUART a QUARTO: l’onda lunga di Christine Naïf Herin a “Quelli di Caterpillar”

L’onda lunga di quello che si può, ormai, definire “fenomeno Naïf” sbarca in televisione. Oggi pomeriggio, alle ore 14.50, Christine Naïf Herin sarà, infatti, la specialissima musico-inviata della trasmissione “Quelli di Caterpillar”, che per tutti i sabati di giugno vedrà sulle frequenze di Rai Tre gli storici conduttori Massimo Cirri e Filippo Solibello e tutta la comitiva della popolare trasmissione radiofonica “Caterpillar“. Nella versione televisiva i due saranno affiancati in studio da Philippe Daverio, David Riondino, Federico Taddia, mentre sguinzaglieranno in giro per l’Italia i loro inviati Marco Ardemagni, Laura Troia, Marina Senesi e, new entry, la valdostana Naïf. «Per tre sabati svolgerò una missione segreta.-spiega la cantautrice valdostana- Domani, per esempio, sarò a Genova, sullo scoglio di Quarto dal quale partì la spedizione dei Mille. Farò una specie di concerto on the road armata di chitarra, ma ho fatto un appello via Facebook invitando chiunque volesse a presentarsi portando uno strumento a percussione in modo da creare un’orchestra strampalata. Canterò qualche mia canzone, come la nuovissima “Parto per la luna”, e pezzi italiani attinenti alla missione. In questo caso “Garibaldi Blues” di Bruno Lauzi.» Si rafforza, così, il rapporto privilegiato, iniziato lo scorso anno, che Naïf ha con “Caterpillar”. «Andrea Chieli, un mio collaboratore, mandò alla trasmissione un mio Cd che è piaciuto. Così cominciarono a mandare in onda tutti i giorni la canzone “Faites du  bruit” e mi soprannominarono “Miss Fette di brie”. Mi chiamarono, inoltre, il 13 giugno per esibirmi a Senigallia per il “Cateraduno 2009”. In quell’occasione mi inserirono in una giuria di personaggi comici dove piacque la mia disinvoltura un po’ folle.» Chi sabato non avesse particolari impegni potrà seguire la cantautrice in una no stop RAI che inizierà alle 12.35 sulle frequenze regionali di Radio Uno con la trasmissione “Radio Naïf” e proseguirà, appunto, in televisione con “Quelli di Caterpillar”. Prosegue anche la sua intensa attività concertistica in Italia (il 18 giugno si esibirà al “Lustando Rockinlu Festival” con Il Teatro degli Orrori, Linea77, Meg e Africa Unite) e in Francia. Sarà, proprio, a causa di un improrogabile impegno a Bordeaux che il 26 giugno mancherà all’ultima puntata di “Quelli di Caterpillar”. «In Francia mi sto facendo le ossa e, nonostante il livello qualitativo sia molto più alto che in Italia, sto già “chiudendo” concerti per il 2011. In Italia, invece, sta andando bene “Giorni di Rose”, il Cd in cui Paola Turci ha inserito due mie canzoni. Spero, a questo punto, di trovare finalmente un produttore  per il mio nuovo Cd italiano per il quale ho scritto nuovo materiale.»

5 giugno 2010 Pubblicato da | Musica | , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Christine Naïf Herin: la “Goccia” che scava la pietra

All’Auditorium del Parco della Musica di Roma Christine Naïf  Herin è ormai di casa. Dopo il concerto del 27 gennaio, c’è tornata il 13 aprile, ospite della cantautrice Paola Turci che presentava il suo “Giorni di Rose”, un cd declinato al femminile contenente composizioni di Carmen Consoli, Nada, Marina Rei, Ginevra Di Marco, Chiara Civello e, appunto, Naïf.  Il feeling tra le due musiciste è nato nel giugno 2009, allo Sferisterio di Macerata, in occasione della serata finale del premio “Musicultura“. «L’ho vista la prima volta con questi dreadlocks assurdi e con questo viso candido- racconta la Turci- e per me le sue canzoni raccontano proprio questo: questo insieme di rabbia e candore che mi ha conquistata.» In realtà sono in molti ad essere stati conquistati da Naïf.  In Italia, e, soprattutto, in Francia, dove la partecipazione alla trasmissione televisiva “Taratata” ha fatto decollare la sua fama ed il Cd “Faites du bruit” pubblicato il 22 marzo. Nel tourbillon di impegni che caratterizza questo periodo felice della carriera, la valdostana  ha trovato anche il tempo di scrivere le due canzoni che la Turci ha inserito in “Giorni di rose” : “Goccia” (in cui, con la sua tipica ironia, paragona l’amore ad un’essenza che viene data a gocce) e “Tous Le Jours” (che parla dell’amore materno). Il duetto live delle due in “Tous Le Jours” è stato uno dei momenti più intensi della serata romana che ha visto esibirsi anche Marina Rei e Max Gazzè. «Naïf è la più giovane delle mie amiche cantautrici.- ha detto la Turci- La sua penna è molto raffinata ed il suo modo di scrivere particolare.» Dopo una breve pausa in Valle («torno a casa per fare la lavatrice e la spesa», scherza), Christine tornerà in Francia per una serie di concerti che inizierà il 24 aprile a “La Createuf” di Angoulême.

TOURS LES JOURS  (testo e musica: Naif Herin)
Se un giorno avrò un figlio lo chiamerò pane, lo chiamerò tempo, lo chiamerò parole
per tutti i kilometri di strada bagnata, di luce di prima mattina
per tutte le volte che ho perso in silenzio e il premio che non ho mai meritato
di tanta fatica, di rabbia tradita, di felicità improvvisa
Se stringerò al petto il suo fiato senza avere paura
Se sarò capace amarlo per la sua natura

Tous les jours
je chanterai pour lui
la chanson de ma vie
tous les jours
Du début jusqu’ici
je lui raconterai tous mes jours!

Se un giorno avrò un figlio lo chiamerò viaggio, lo chiamerò stelle, lo chiamerò amore
Per tutte le terre che ho visto e la gente di un solo colore
lo chiamerò occhi, lo chiamerò sabbia, lo chiamerò oro
Lo chiamerò uomo se sarà capace di piangere ancora
Se stringerà al petto il destino senza avere paura
Se sarà capace di desiderare una donna sola

Mais qu’est-ce qui se passe
ceux sont mes lèvres qui chantent
ceux sont mes joies mes douleurs
ceux sont les rêves d’enfance
Ne demandes pas
Ne t’inquiètes pas
Tu es le soleil de mes jours
Tu es la route du retour
Je serai ici avec toi

Tous les jours je chanterai pour lui,
la chanson de ma vie, tous les jours

15 aprile 2010 Pubblicato da | Musica valdostana | , , , , , , , , , | Lascia un commento

CHRISTINE NAIF HERIN nel gotha delle musiciste italiane

Oltre che dei sempre più numerosi fans, Christine Naïf  Herin fa, indubbiamente, la gioia dei giornalisti musicali. Per il bell’aspetto, le indiscutibili qualità musicali ma, soprattutto, perché fucina inesauribile di notizie. Tutte buone, tra l’altro. L’ultima è che una sua canzone è stata inserita da Paola Turci in “Giorni di Rose”, un Cd tutto declinato al femminile che uscirà il prossimo 16 aprile. E’ l’ingresso ufficiale della cantautrice di Vignil nel gotha delle musiciste italiane, visto che, oltre a lei, autrici dei sette inediti del Cd (che vede un duetto della Turci con Fiorella Mannoia) sono Carmen Consoli, Marina Rei, Ginevra Di Marco e Chiara Civello. La notizia ha raggiunto Christine mentre si prepara a partire per la Francia per lanciare il Cd “Faites du bruit” che sarà pubblicato il 22 marzo. Intanto l’omonimo singolo veleggia già in diciottesima posizione tra quelli più scaricati dal circuito delle radio francesi. Subito dopo Mika e Norah Jones. «E pensare che conoscono solo la mia voce e non il mio volto.– sottolinea Christine- Solo il 24 marzo verrà, infatti, trasmessa su France 4 e 2 la puntata di “Taratata” in cui compaio. Sono la prima artista ad avere cantato in questa importante trasmissione senza avere una major alle spalle, e questo grazie al presentatore Nagui che mi ha voluto a tutti i costi. E pensare che gli italiani che mi hanno preceduto sono Paolo Conte, Zucchero, Ramazzotti e Pausini.» Il perché di questi incredibili risultati si spiega ascoltando in anteprima il nuovo Cd, i cui 13 pezzi mostrano i progressi fatti a pochi mesi dall’uscita del Cd “…è tempo di raccolto”. A parte la title track, “No” e “La ballata del Juda”, presenti in entrambi, e le cover di “Just a gigolò” e “J’aime regarder les filles”, gli altri brani sono, infatti, rappresentativi dell’ultima Naïf nella quale la maturità interpretativa affinata con centinaia di concerti ed un’istintiva facilità compositiva producono una musica “popolare e contemporanea” che parla all’intelligenza ma sa,anche, prendere alla pancia. Al punto che, oltre al fido Simone “Momo” Riva e “qualche scratch” di Neda, nel progetto si sono lasciati coinvolgere musicisti di vaglia come Greg Boyer, trombonista di Funkadelic e Prince, con cui Naif duetta in “Poche”. O Doctor Fink,tastierista di Prince, che “funkeggia” in ”Paris City”. O, ancora, un purosangue della chitarra come Marc Ribot che dona inquietudine a “La ballata del Juda” e  “Il faut lever la téte”. «In questa canzone sprono la gente ad alzare la testa- spiega Naïf – per scoprire che ci sono altre cose, ma, anche, per sapere dire di no.» Grazie alla capacità di saper dire no allo sfruttamento imposto dalle case discografiche, con la sua “TdEproductionZ” Christine è riuscita a ottenere la coproduzione (e, quindi, la metà dei proventi) con la Pygmalion Records, l’etichetta francese che ha pubblicato il Cd. «In “Tu m’as promis” descrivo l’amore di una donna che va al di là delle bugie amorevoli di un uomo che le dona, comunque, emozioni. Quello che prometto agli ascoltatori del Cd è che torneranno ad avere delle emozioni. Basta avere il coraggio di esprimerle e sono sicura che c’è un pubblico in grado di recepirle. Lo dimostra una fan che mi ha scritto: mi dai un’emozione che ti prende l’anima, la sbatacchia per togliere la polvere e poi la rimette a posto

16 marzo 2010 Pubblicato da | Musica, Musica valdostana | , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

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