INTI-ILLIMANI HISTORICO: dalla lotta per la libertà del Cile alle battaglie legali

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Per gli Inti-Illimani i motivi per lottare non finiscono mai. Dal 1973 al 1988, dall’esilio italiano, condussero una lunga battaglia per liberare il Cile dal regime militare di Augusto Pinochet. Tornati in patria proseguirono l’attività musicale attraverso un rinnovamento nel repertorio. Questo è, però, diventato uno dei motivi di attrito tra i componenti del gruppo che ha portato alla scissione e alle conseguenti battaglie legali per l’utilizzazione del nome “Inti-Illimani”. Nel 2004 sono così nati gli “Inti-Illimani Nuevo”, che è il gruppo che fa capo a Jorge Coulon, e gli “Inti-Illimani Histórico“, in cui sono confluiti Horacio Salinas, José Seves e Horacio Duràn che nel corso della qurarantennale storia della formazione sono quelli che hanno composto ed arrangiato i temi più conosciuti a livello internazionale. Sono stati, proprio, questi ultimi, la sera del 27 giugno, ad approdare allo stadio Puchoz di Aosta per la rassegna “Aosta Sound Festival”. E sono state sempre (e solo) le “tante belle canzoni che suoniamo da tantissimi anni”, come ha detto Horacio Duran, a infiammare i nostalgici della loro musica e di anni nei quali  “Alturas” a  “Fiesta de San Benito” furono l’appasionata colonna sonora di una generazione. Il loro nuovo repertorio è, infatti, più disimpegnato, puntando al coinvolgimento del pubblico con ritmi che invogliano al ballo. Niente pugni chiusi, quindi, per la finale “El pueblo unido jamás será vencido”, ma solo una piccola bandiera cilena sventolata da un bambino.

Horacio Duran IMG_5568Josè Seves IMG_5626Horacio Salinas IMG_5644

Il video di “Alturas”

 

Il progetto crossmediale dei “MOTEL CONNECTION”

Motel Hotel blog IMG_4036Il  bello dei videogiochi è che non obbediscono alle leggi della realtà di tutti i giorni. Può, quindi, accadere che i supereroi che li animano riescano in imprese incredibili, come, per esempio, riportare un po’ di libertà creativa nel buio di una società bloccata dal conformismo e dall’omologazione. E’ questo l’obiettivo finale degli avatar di Samuel Romano (canto e chitarra), Pierfunk Peretti (basso) e di DJ Pisti nel videogioco che nel gennaio 2010 farà parte del progetto crossmediale “H.E.R.O.I.N.” insieme ad un Cd di musica elettronica e tre miniserie di fumetti. I tre formano i “Motel Connection”, gruppo torinese di musica elettronica che la sera di sabato 20 giugno si è esibito allo Stadio Puchoz nell’ambito della rassegna ”Aosta Sound Festival”. Con Samuel IMG_3927«Il nostro- ha spiegato Samuel- è un progetto di “creatività diffusa” che ricerca nuove forme di comunicazione musicale attraverso la sinergia con altre forme creative come il videogame ed il fumetto. Per noi la musica è sempre stata un territorio da esplorare superando le barriere, perché è mettendo insieme elementi diversi che nasce qualcosa di nuovo.» E’ stato così fin dal gennaio 2000, quando Samuel e Pierfunk, due membri dei “Subsonica”, si sono uniti al DJ Pisti, convinti che la fisicità ipnotica del ritmo della cassa in quattro potessero convivere con l’anima di improvvise aperture vocali e del pulsare ritmico del basso. «Ci siamo resi conto che stavamo facendo qualcosa di nuovo quando nei primi concerti abbiamo visto che nel pubblico accanto ai rockettari, che ci guardavano come si fa in genere ai concerti, c’erano i discotecari che, invece, ballavano dandoci le spalle. Erano comunque tutti coinvolti dalla nostra musica elettronica fatta di armonia e ritmo, ma, soprattutto, di frequenze ipnotiche.» Ipnotiche sono anche le luci psichedeliche che costituiscono un altro elemento importante del set del gruppo. A cominciare da quelle proiettate dall’”astronave” metallica su cui si muove DJ Pisti, vero cuore pulsante del gruppo, capace di evocare il “sussurro nel tempo” e indicare “il suono che sopravvive” (come recita il loro hit “Two”). «Credo- ha detto-  che la musica dei “Motel Connection” sia un senso in più, che raggruppa gli altri e diventa il nostro codice

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Il video di “TWO”

Con i RED CARPET grandi eventi in passerella

redcarpet logo“Red carpet” è la passerella sulla quale, negli eventi cinematografici e televisivi, i divi o aspiranti tali si pavoneggiano. Da qualche tempo “Red Carpet” è anche il nome di una giovane società valdostana che tali eventi mira ad organizzare. Red Carpet con Paul YoungLa partenza non è male visto l’interesse suscitato dall’ “Aosta Sound Festival” in corso di svolgimento allo stadio Puchoz di Aosta. «L’assessore comunale al turismo Bruno Giordano ha creduto in noi giovani- ha spiegato Michel Luboz, uno dei soci della società- per cui abbiamo ideato un viaggio musicale che, partendo dall’hip hop di Marracash e passando per i brani del celebre Paul Young, arrivi ai giorni nostri grazie al sound elettronico di Boosta dei “Subsonica” e dei “Motel Connection”. Oggi, venerdí 26 luglio, ricorderemo, invece, De André con i “Faber Noster” e domani, sabato 27 luglio, proporremo “Inti Illimani Historico”. Come si può vedere si tratta di un festival a trecentosessanta gradi che ha fatto anche da vetrina per tante band valdostane e piemontesiBiancoconiglio-Cervinia Con Luboz fanno parte dell’organizzazione Cesare Marques (direttore artistico), Alessandro Stevanon, Francesco Ferrara e Stefano Radin (che ha curato il sito http://www.aostasoundfest.com). Giovani (hanno una media di 28 anni) ed entusiasti i “Red Carpet” hanno anche organizzato la festa in piazza Chanoux per il Capodanno 2009 di Aosta e preso in gestione il “Bianconiglio” di Cervinia, un lounge bar che è ormai uno dei ritrovi più “cool” dell’arco alpino. Dopo aver accolto, da dicembre a maggio, varie celebrità del mondo dello spettacolo e del business, il “Bianconiglio” riaprirà le porte in occasione della 12ª edizione del “Cervino Cinemountain Festival” con la straordinaria presenza degli “Afterhours” (il 24 e 31 luglio ed il 1° agosto) e di Irene Grandi (il 25 luglio).

La vacanza valdostana di PAUL YOUNG

Paul Young IMG_5093Ne è  passata di acqua sotto i ponti da quando, nel 1984, Paul Antony Young era tra i big musicali inglesi che cantavano per beneficenza “Do They Know It’s Christmas?“.  Adesso che di anni ne ha cinquantatre Paul Young suona tex-mex nei club londinesi coi “Lo Pacaminos”, lavora nel ristorante “Upstairs” di Londra (gestito dall’ex-moglie Stacey)  e, ogni tanto, si concede qualche giretto turistico-musicale. La scorsa settimana è, per esempio, capitato per tre giorni in Valle d’Aosta mostrando di apprezzarne le bellezze naturali e  i piatti della cucina locale preparati da suoi “colleghi” cuochi  (dal lardo con le castagne glassate al miele al risotto con la fonduta). La vacanza si è conclusa in bellezza,  domenica 21 giugno, con un concerto allo Stadio Puchoz di Aosta, inserito nella rassegna  Aosta Sound Festival, in cui ha dimostrato che, anche se non è più il “figo della madonna” che negli anni Ottanta faceva impazzire le ragazzine, non ha perso la voce “black” che l’aveva fatto soprannominare “il nero bianco”. Anche i suoi antichi cavalli di battaglia- da Everytime you go away” a “Love of the Common People”- hanno resistito al peso degli anni, riuscendo a schiodare dalle sedie una parte del pubblico aostano, per il resto non numerosissimo e, soprattutto, intirizzito dalla rigida temperatura assolutamente non consona al primo giorno dell’estate.

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