Il blog di Gaetano Lo Presti

GOCCE DI MEMORIA GIORNALISTICA

“Déjà bu”, il concept album sull’alcool di Carlo ENRIETTI

Da “La società dei magnaccioni” ad “Amico whisky”, da “Fegato spappolato” a “John Barleycorn” (che, in un celebre motivo popolare inglese, personifica birra e whisky) l’alcool è sempre stato tra i temi preferiti delle canzoni. Al punto che una ricerca dell’Università di Pittsburgh ha quantificato che nel 2009 un terzo delle canzoni pop americane trattavano di alcool e altre droghe. E’, però, la prima volta che, grazie al valdostano Carlo Enrietti, l’alcool è protagonista di un intero concept-album, significativamente intitolato “Déjà bu”, che il 9 giugno è stato presentato con un miniconcerto (con il percussionista Guido Gressani) alla libreria A la page” di Aosta. «Che senso ha la moderazione nei confronti di una droga pesante?- si è chiesto il sessantenne cantautore- Nel cd prendo posizione con ironia sul problema del consumo responsabile di alcol, esorcizzandone, nello stesso tempo, il mio.» 

Enrietti ha, così, approfondito aspetti psico-sociologici finora musicalmente poco indagati dell’alcool: dall’evocazione, nella title-track, della “memoria del vino” (“Chiudo gli occhi e mi sento come un senso di…déjà bu!”) alle ripercussioni che le “pazze papille” hanno sul sociale. Eccolo, quindi, cantare dell’alcool come valvola di sfogo del mal di vivere in “Una persona per bere”, “Adagio contabile” e “Mamma, io da grande faccio l’alcolista” (“Sempre così assediato posso sembrare schivo, ma l’unico mio rito è ormai l’aperitivo”). O, peggio, come causa di violenza familiare (“Appena conosciuti il bere era l’unione- canta nel rock “Mah…Tilde”- Col tempo e con i figli tu quel vizio l’hai perso, lui invece continua e troppo spesso è un po’ sverso”) e di incidenti stradali (“la voglia di far ciò che vuoi mi ha cambiato tutto in un Bang!”, canta in “Bang”). “Déjà bu”, registrato negli studi Audio Musica Recordings con Andrea Dugros e vari ospiti, conferma l’eclettismo musicale di Enrietti, sia dal punto di vista compositivo che esecutivo (oltre a cantare vi suona chitarre, tastiere, basso, mandolino, armonica, flauto e kalimba). Qualità già messe in mostra nei precedenti cd “Quarantannisuonati” (del 1997) e “In perfetto ritardo” (del 2008), frutti maturi di una storia musicale che affonda le radici negli anni ’60, quando fu uno dei protagonisti del “Fontina rock”. «Per me- conclude- anche la musica è, come l’alcool, una droga pesante, che, però, inebria senza, per fortuna, lasciare il mal di testa.» La presentazione del cd è stata l’occasione per rilanciare la sua campagna per la riduzione dell’I.V.A al 4% sui supporti musicali contraddistinta dal logo “L’oca giù l’I.V.A.”                                                                                                                                            

9 giugno 2011 Pubblicato da | Musica valdostana | , , , , , , , | 1 commento

Presentato “Terra mia”, il nuovo cd della cantautrice MAURA SUSANNA

Avrai molto da dire se non ti nasconderai”. Questa frase, che ha scritto nel testo di “Nell’oggi”, deve essere rimbombata a lungo nella testa di Maura Susanna. Perché, anche dopo quarant’anni di onorata carriera e l’unanime riconoscimento come la voce dell’animo popolare valdostano, la cantautrice di Saint-Vincent conserva un’insospettabile fondo di timidezza. La stessa che nei primi anni Settanta l’aveva costretta per un anno a cantare i pezzi di Magui Betemps da dietro le quinte de “La veillá de Tsateilon”. «Ero talmente timida che non riuscivo ad affrontare il pubblico.-ricorda- La timidezza ha continuato ad uscire quando si trattava di cantare le canzoni che componevo, per cui o le distruggevo subito o, pur registrandole, non le ho messe in repertorio. Mi hai sentito mai cantare dal vivo “Il viaggio” e “Predze pa”?» Qualcosa deve, però, essere scattato in lei se la sera del 10 febbraio, al Teatro Giacosa di Aosta, Maura ha presentato un nuovo cd, “Terra mia”, di cui ha scritto 11 canzoni su 13. «Gli impegni lavorativi hanno a lungo rallentato la mia carriera- ha spiegato- al punto che il precedente cd, “Il viaggio”, risale a ben 15 anni fa. Adesso ho ricominciato a provare il piacere di scrivere e, soprattutto, ho il coraggio di non buttare via.» Una sicurezza nuova che si fonda su tre punti fermi: la sua terra, la sua lingua (il patois), le sue radici musicali. Non a caso i momenti migliori del cd si hanno proprio nelle canzoni in cui questi si ritrovano. Come nella title track “Terra mia, madre mia”, nella quale Maura ha curato la versione in italiano di una canzone di Natalie Merchant. O in “Tango”, in cui infiammandosi di “pachòn”, il patois riesce ad esprimere “mots de soie” (al Giacosa è stato eseguito con il bandoneista Ezio Borghese ed i ballerini Paola Indelicato e Alberto Comiotto). O, ancora, “J’ai un amour” in cui, con Giorgio Negro, ha rivestito di note un testo inedito di Enrico Thiébat, che, con Maura e Luis de Jyaryot (nel cd autore del testo di “Tot i tsandze”), costituisce la trinità dei padri della canzone d’autore valdostana. Nuove prospettive le si aprono, poi, quando vola nel “cielo del tempo” di “Lo conto de Gran-a” di Claudio Mantovani trasfigurata dal cameo del multistrumentista Vincenzo Zitello. Uno dei gioiellini del cd è, infine, “Outor du vèn”, grazie ad una grande interpretazione di un suo adattamento in patois del preludio n.20 op.28 di un compositore di belle speranze, tale Fryderyk Chopin. Al Giacosa Maura è stata accompagnata da un gruppo guidato dal tastierista Andrea Dugros (che ha curato tutti gli arrangiamenti e la registrazione del cd) che annoverava Christian Curcio e Marco Brunet alle chitarre, Remy Boniface all’organetto e violino, Beppe Salussoglia al basso e Andrea Urbica alla batteria. E’ stato della partita anche il Coro Alpino di Saint-Vincent, che l’ha affiancata nell’esecuzione di “Les Prisons du Roy- La bergère des Aravis”. Il concerto, inserito nell’ambito della “Saison Culturelle”, è stato ripreso dalla sede regionale della Rai.

TERRA MIA, MADRE MIA

Quando il sole verrà a riscaldare il tuo viso

nulla potrà più far male, perchè tutto un giorno cambierà.

Non morire perchè saremo in tanti con te

ad aiutare la vita rinascere in te non morire perchè

Terra mia, madre mia nel tuo ventre la poesia

lascia il vento ti asciughi il dolore

delle lacrime, no non piangere più

Un bambino verrà senza rabbia sarà

gocce d’acqua e spighe nel palmo terrà

e la voce sarà

Terra mia, madre mia chiudi gli occhi e non andare via

lascia il vento ti asciughi il dolore delle lacrime e poi

nelle mani noi, porteremo sai se mi nuovi riceverai

Cresceranno in te la speranza e il coraggio di amare di più

l’alba della vita vedrai

Nuovi fiori darà e il canto dell’armonia

danzeremo per te, solo per te

…Tu perdonerai, tu rinascerai


11 febbraio 2011 Pubblicato da | Musica valdostana | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Il cantautore LUCA PERA è sulla “Buona Strada”

La frutta ha sempre goduto grande fortuna nel mondo del pop-rock: dalla mela, simbolo dei Beatles, alla banana di Andy Warhol che campeggiava nella copertina in un celebre disco dei “Velvet Underground”. A completare l’assortimento arriva adesso la pera, o meglio il cantautore vercellese Luca Pera, che, a scanso di equivoci, la esibisce in palmo di mano nella copertina del cd “Buona strada” appena pubblicato. Strettamente collegato al frutto c’è il cavo jack di una chitarra, a ribadire una passione sfrenata per la musica. «Quando uno ce l’ha, la porta avanti in qualsiasi modo», afferma Pera, che, non a caso, nella canzone che apre il cd si definisce “l’ultimo dei sognatori”, mentre “In continuo movimento” ribadisce che “mica sempre devi addormentarti per sognare”. E’ stato, proprio, il sogno di una vita più a contatto con la natura («mi piace la montagna e adoro sciare») che nel 1997 lo ha spinto a trasferirsi in Valle, dove vende birra e fa manutenzione di impianti di spillatura. In fondo “le vallate colorate non son poi così distanti”, come ha scritto nel testo di “Aria nuova”, la canzone composta nel 2009 con Carlo Benvenuto ed Andrea Dugros che, interpretata da una ventina dei migliori cantanti valdostani, è servita a raccogliere fondi per aiutare le popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto dell’aprile 2009. «Mi piacciono le canzoni non troppo impegnate ed orecchiabili e sono “malato” per i testi.- ammette Pera- Fin da quando, a Vercelli, avevo una cover band che si chiamava gli “Stonea” ho voluto cantare in italiano, avendo come modelli i grandi cantautori, in particolare Edoardo Bennato e Vasco Rossi.

Davide Limina

Tra l’altro, quando, a Vercelli, facevo il restauratore di mobili antichi lavoravo con Alberto Rocchetti, l’attuale tastierista di Vasco, che adesso è calvo ma all’epoca aveva una folta capigliatura bionda cotonata.» La lunga gavetta si sente nel solido impianto delle canzoni di “Buona strada”, un cd che scorre via veloce con gioiellini come il maestoso incedere gospel di “Dove sarà” (che vede ai cori Selina Iussich e il veterano Santino Rocchetti) o il duetto con Debora Boca in “Se fossi te” o, ancora, l’ironica “Tempo”, che parla della “cronofagia” che ci porta a non avere mai tempo per niente. Accanto al preponderante contributo dato dai musicisti dell’aria vercellese (dal chitarrista Davide Limina al batterista Loris Rocchetti), hanno partecipato alle registrazioni i valdostani Salvatore Presta (fisarmonica) e Piero Ienaro (tromba). «Ho chiesto loro di aiutarmi a far venir fuori un cd che non sembrasse quello di un cantautore. Nell’ultimo pezzo, l’acustica “Buona strada”, viene, però, fuori la mia vera anima. E’ un augurio di un buon viaggio che è il tema dell’album. Viaggio inteso sia in senso fisico che interiore. La mia filosofia è che bisogna essere in continuo movimento, fosse anche solo per fare un giro intorno a casa, perché l’importante non è la meta ma il viaggio.» Il cd autoprodotto («perchè volevo che suonasse come piace a me») è in vendita nei negozi di dischi aostani ed è scaricabile a pagamento con PayPal dal sito www.luca pera.it.

Santino Rocchetti e Selina Iussich

14 gennaio 2011 Pubblicato da | Musica valdostana | , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

L’universo parallelo delle maschere de “LA BOTTEGA DEI SOGNI”

La grande Arte italiana del Rinascimento è nata nelle botteghe di Firenze e dintorni. Talento a parte, Leonardo, Michelangelo e Raffaello sono frutto della tensione competitiva che, in quei laboratori, si creava nella promiscuità cameratesca (in tutti i sensi) tra grandi maestri e allievi. Un meccanismo artistico che si è perpetuato ne “La Bottega dei Sogni”, il gruppo fondato nel 1995 da Deborah Nania e Roberto Pegoraro. Il suo frutto migliore è “Rêves”, una sfilata-spettacolo nella quale un centinaio di personaggi in maschera si muovono e danzano accompagnati da musiche e luci cariche di suggestione. Dopo aver fatto giro del mondo (dal Giappone alla Francia, dalla Spagna alla Russia), il 19 novembre lo spettacolo è tornato ad Aymavilles, dove Nania e Pegoraro vivono, inserito nell’ambito delle manifestazioni per la festa patronale. La sede dell’evento è stata l’Auditorium di Aymavilles, la struttura di cui è responsabile tecnico Andrea Dugros, fratello di quel Davide Dugros assurto a popolarità nazionale coi “Kymera” grazie alla partecipazione a “X Factor 4”. E qui il cerchio si chiude, in quanto tra il 2007 ed il 2009 nella “Bottega dei Sogni” si sono formati scenicamente anche Davide Dugros e Simone Giglio. Lo confermano i video di “Spente le stelle” e “It’s a beautiful Day” presenti sul loro MySpace, la cui teatralità tanto ha impressionato Enrico Ruggeri, il loro capitano di “X Factor”. «Tutto è nato al Carnevale diVenezia dove sono andata per la prima volta nel 1983. – ricorda Deborah Nania- Ero vestita da pagliaccio, ma ho subito capito che non era un Carnevale come gli altri, per cui ci voleva qualcosa di più elegante e fuori dal tempo. L’anno dopo ho, quindi, creato la mia prima maschera, che si chiamava “ Mistero”. E’ stato il primo di una lunga serie di costumi ispiratimi dalla magia dei luoghi di Venezia. E’ per questo che siamo definiti gruppo di maschere veneziane. A Venezia, però, siamo conosciuti come gruppo valdostano, e ci ha fatto molto piacere che lo scultore Giovanni Thoux ci abbia raffigurato in un suo altorilievo dipinto, ambientato ad Aymavilles, che fa parte della serie “Les Carnavals Valdôtains”

Nato nell’adolescenza, l’amore per la grande illusione del mascheramento ha fatto sì che, attraverso la creazione delle maschere e dei costumi de “La Bottega dei Sogni”, la Nania si sia costruita un universo parallelo pieno di fantasia e colori. «E’ il secondo mondo in cui posso dare sfogo alla mia creatività. – spiega- Al contrario di quanto si possa credere, però, indossare una mia maschera non vuol dire nascondersi, ma, piuttosto, aprirsi, liberandosi dalla noia e dalle preoccupazioni che infarciscono la vita di tutti giorni. Quando i ragazzi della “Bottega” si mascherano diventano quello che rappresentano e rappresentano chi vogliono essere, perché il personaggio vive attraverso l’idea che loro hanno di lui». Una filosofia, in fondo, vicina a quanto sosteneva Oscar Wilde: ogni uomo mente, dategli, però, una maschera e sarà sincero.


25 novembre 2010 Pubblicato da | Società, Teatro, Valle d'Aosta | , , , , , , , , , , , , | 1 commento

KYMERA: polvere di stelle a X FACTOR

Per i “Kymera” la terza puntata “X Factor”, trasmessa il 21 settembre su Rai 2, è stata quella della svolta. Il fatto che i valdostani Davide Dugros e Simone Giglio siano una coppia omosessuale e, finalmente, passato in secondo piano rispetto alla musica, grazie ad un’esecuzione magistrale di “Polvere”, brano composto e lanciato da Enrico Ruggeri, il loro giudice-capitano nel talent show. «Do le mie canzoni solo agli artisti che stimo. – ha precisato, presentandoli, il cantautore milanese- ma la sintonia che si è stabilita con voi è tale che sono sicuro farete una grande figura interpretandola. Anche perché siete dei performer che sapete stare benissimo sul palco.» Ruggeri si è dimostrato facile profeta perché la risposta del pubblico, sia in studio che a casa, è stata entusiasta, proiettando di slancio i “Kymera” alla puntata del 28 settembre. Complimenti sono venuti anche dai giudici. «Avete un progetto artistico chiaro in testa.- ha detto Elio- Si possono fare tutte le critiche che si vogliono sul gusto, ma siete degni della massima considerazione.» Anche Mara Maionchi e Anna Tatangelo hanno avuto parole di apprezzamento, non risparmiando, però, frecciatine a Ruggeri. «Mi sembra proprio un bel pacchetto», ha detto la discografica che non ha gradito che il capitano dei “Kymera” abbia “giocato” una sua canzone. «Quando vi guardavate si è vista un’alchimia che è artistica e non della coppia», ha sottolineato, invece, Lady Tata riferendosi ad una precedente battuta dello stesso (“Vi guardate troppo: Al Bano e Romina in confronto a voi sembrano i Clash“). «Tra il modo in cui si guardavano negli occhi nei provini e questa sera sembrano passati cinque anni», ha ribattuto Rouge. A spellarsi le mani tra il pubblico c’era anche papà Adriano Dugros con altri nove valdostani del “Kymera Fans Club”. «Gli applausi parlavano da soli.- spiega il fratello Andrea Dugros- Non bastava la presenza di una decina di valdostani per spiegare l’entusiasmo dello studio.»  Musicista di valore, Andrea da anche, una spiegazione tecnica al percorso del duo: «C‘è stata una crescita ben calcolata. Hanno iniziato con pezzi non nel loro stile che hanno fatto capire che sono artisti veri in grado di cantare qualunque cosa, finché “Polvere” ha permesso loro di tirar fuori le voci

23 settembre 2010 Pubblicato da | Musica valdostana, Televisione | , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Il percussionismo “di confine” di GUIDO GRESSANI

“State ascoltando il mio prossimo Cd!”. Sta diventando un’abitudine sentire il batterista valdostano Guido Gressani spiegare al pubblico dei suoi concerti importanti che la registrazione degli stessi confluirà nel suo prossimo CD live. Era successo il 25 Agosto 2006 al Teatro Romano quando aveva registrato “Faces”, è successo lo scorso 27 aprile al Teatro Giacosa dove, nel corso del concerto per la “Saison Culturelle”, ha registrato “Terra di confine”. Con lui, anche questa volta, i fedeli Andrea Manzo (basso), Paolo Ricca (pianoforte) e Gianni Virone (sax), e, in più, Flavio Boltro, uno dei migliori trombettisti europei, aduso a collaborazioni eccellenti come quella con Michel Petrucciani (con cui si esibi’ anche ad Aosta). Distratto da troppi impegni, il musicista torinese ha, però, dedicato poco tempo alle prove dei pezzi non rendendo al meglio nelle complesse partiture messe a punto da Gressani con l’aiuto di Paolo Manfrin. «Li ha, comunque, “aperti” in senso più jazzistico- spiega Gressani- mostrandosi interessato al progetto e offrendosi di rifarlo in altre occasioni perché considera la mia musica molto originale. Ho intitolato il cd “Terra di confine”, sia perché lo è la Val d’Aosta, sia perché nella mia musica si fondono vari stili che sono frutto delle esperienze fatte nella mia lunga carriera.»  In oltre quarant’anni di musica, Gressani è, infatti, passato  dalla musica da ballo al pop sinfonico dei “Paradiso a Basso Prezzo”, dalle collaborazioni etniche con Luis de Jyaryot alla canzone-cabaret della “Piccola Compagneria del Tristallegra”. Finchè l’evoluzione del gusto musicale lo ha portato ad avvicinarsi al jazz. Non è, quindi, un caso l’ascolto di un quartetto d’archi (arrangiato da Manfrin ed eseguito, con suoni campionati, da Andrea Dugros) come ouverture di “Trait d’union”. O il soffice incedere “progressive” della ballata “My sweet winter”. O, ancora, il funky di “Smooth” che si conclude con un motivetto che ha fatto cantare il pubblico del “Giacosa”. E’, comunque, nei ritmi latini che, fin dal primo Cd “Coccobello”, Gressani dà il meglio di sé. Lo confermano brani come “Drum Up” o “Vampiros”, ideali per il suo efficace drumming, ma, anche rampa di lancio per i “soli” di fiati cui ha affidato linee melodiche con un retrogusto malinconico. Fuochi d’artificio finali, poi, con l’assolo “Salsa cum clave” nel quale Gressani ha cercato di riprodurre il classico gruppo percussionistico cubano su un “ostinato” di “clave”, una specie di campanaccio cubano suonato col pedale. «Adesso lavorerò sulla registrazione con Andrea Dugros, sperando, anche grazie al nome di Boltro, di trovare al Cd una distribuzione nazionale

7 maggio 2010 Pubblicato da | Jazz, Musica valdostana | , , , , , , , , , | Lascia un commento

ARIA NUOVA: musicisti valdostani insieme per i terremotati dell’Abruzzo

L’idea è nata nel giugno scorso sulla scia della canzone “Domani” realizzata dai migliori cantanti pop italiani per aiutare le popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto dell’aprile 2009. Perché non fare qualcosa di simile in Valle d’Aosta?, si sono chiesti i musicisti aostani Andrea Dugros e Luca Pera. Detto fatto hanno composto (con Carlo Benvenuto) la canzone “Aria nuova”, contattatando i migliori cantanti valdostani perché la interpretassero. Hanno risposto in ventiquattro, in rappresentanza un po’ di tutti i generi: dal jazz (Donatella Chiabrera) al liscio (Lady Barbara), dalla lirica (il baritono Federico Longhi) alla musica etnica (Ranzie Mensah, Luis De Jyaryot e Maura Susanna), dal rap (i rapper Mene e Shite) al pop (ChimeraFrancesco C, Giorgio Pilon, Andrea Balestrieri, Maximilian Noussan, Patrick Mittiga, Francesco Tripodi, Patrick Vignale, Joe Sopala, Luca Stefanoli, Elisabetta Padrin, Morena Avenoso, Carlo Benvenuto ed Erika Iamonte). Senza contare che tra i musicisti che hanno confezionato la base musicale c’erano i fratelli Remy e Vincent Boniface della premiata ditta “Trouveur Valdoten”. Tutti insieme per la prima volta, eccezionalmente riuniti in una canzone e nel bel video della giornata di registrazione (un afoso 5 luglio) realizzato dal bravissimo Alessandro Di Renzo. Con tutta questa carne al fuoco il lavoro di post produzione è stato lungo ed impegnativo, concludendosi solo a fine ottobre. La presentazione del Cd è, quindi, avvenuta  il 21 dicembre, al Palazzo Regionale di Aosta, alla presenza del Presidente della Giunta Augusto Rollandin e dell’Assessore regionale all’Istruzione e Cultura Laurent Vierin. L’Amministrazione regionale ha, infatti, deciso di comprare mille copie del Cd, mentre altre mille saranno disponibili, dietro un’offerta minima di cinque Euro, nella sede di Via Trottechien del Centre Musique Aosta che fa capo ad Andrea Dugros. Il ricavato sarà devoluto a Lucoli, il paese abruzzese con il quale la Valle ha, in occasione del terremoto, stabilito un gemellaggio di solidarietà.

ARIA NUOVA (Testo: Carlo Benvenuto e  Luca Pera  Musica: Andrea Dugros)

Metti insieme tante mani e avrai / la certezza di un sorriso li per te

basta solo respirare / l’aria fresca e nuova che ti arriverà

Per colmare le distanze  / acqua che ci porta al mare

non siam poi così lontani  / un motivo per cantare

…per te …per noi …con te …l’aria è nuova

Metti ancora qualche mano e saprai  /  riscaldare cuore e anima …vedrai

come un grande girotondo  / senti tutte questa voci intorno a te

Le vallate colorate  /  non son poi così distanti

se bastasse una canzone   /  per sentirci più vicini    /   …così …sarà …calore

Respira …gira nell’aria  / respira …prendi fiato e / respira …guarda che cielo

respira …oggi più che mai  / …siamo noi …siete voi …l’aria è nuova

C’è un profumo nuovo che    /     su dalle montagne si alza e vola giù

come fosse un fiore fresco che  /    poi di mano in mano passa e arriva lì

Porterà tanti colori    /    serve a non sentirsi soli

come fosse un grande abbraccio    /    un sorriso che ti passo    /     …così …sarà …luce

Respira …gira nell’aria  / respira …prendi fiato e / respira …guarda che cielo

respira …oggi più che mai  / …siamo noi …siete voi …l’aria è nuova

25 dicembre 2009 Pubblicato da | Musica valdostana | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 1 commento

ALTROQUANDO: “psycotalentici” ancora (e sempre) in partenza

Cd AltroQuando 1Se musica popolare vuol dire spontaneità ed immediatezza del messaggio, non c’è in Valle musica più popolare dell’hip hop il cui pregio (o difetto, a seconda dei punti di vista) è proprio la spietata sincerità. «Nel rap- spiega, infatti, Andrea “Sago” Di Renzo- quello che fai e pensi lo dici, possa anche essere la cosa peggiore. Il suo spirito è urlare le cose che nessuno vuole sentirsi dire.» Con quali conseguenze lo sa Mattia Menegazzi aka Mene la cui “Valdostano medio” nel 2008 è diventato un caso politico, con dure prese di posizione di consiglieri regionali, lettere e gruppi “Facebook” ostili (“Aboliamo la canzone “Valdostano medio” perché non è satira, ma una presa per i fondelli”). Anche grazie a ciò “Valdostano medio” è entrata, nel bene o nel male, nell’immaginario collettivo dei valdostani, al punto che sono in molti ad usarla come suoneria del cellulare e lo scrittore Parfait Jans ha recentemente paventato l’ulteriore inserimento di alcuni comportamenti politici “dans les rimes du rappeur Mene Aka”. «Proprio per questo suo carattere liberatorio – continua Sago- il rap diventa una terapia, perché quando sei coinvolto in una cosa che ti pesa devi dirla per venirne fuori. Succede, invece, che molti ragazzi, dicendo che fanno le peggiori cose, gridano il loro bisogno di aiuto ma nessuno li caga. Anzi gli vanno a fare pure la morale.» Non a caso proprio Di Renzo è stato il leader del progetto “La Valle in rima” che nel 2008 aveva riunito la scena hip hop valdostana costituendo anche una salutare valvola di sfogo per alcuni giovani problematici. Progetto che quest’anno si è, però, arenato per il mancato finanziamento regionale. Quale sia, invece, l’importanza anche sociale del rap lo si può apprezzare ascoltando “Ancora in partenza”, il primo Cd ufficiale, appena pubblicato, degli “Altroquando”, gruppo che Di Renzo ha formato alla metà degli anni Novanta con Giuseppe “Sambo” Maccario. «Il messaggio, per esempio, de “Lo scroccone è: ragazzi, prendete una posizione, e non fate le cose perché le fanno gli altri pensando di deresponsabilizzarvi. Fate quello che vi sentite ma siate consapevoli… anche delle conseguenze. Pure se il nostro futuro è “buio più di un buco di culo” bisogna prendere in mano la nostra vita e non subirla da spettatori. Anche la Valle, che pure ha tantissime cose che non vanno (“In sto paese ci sono più rughe che fighe/ ci vorrebbe un lifting al vetriolo e dinamite”, rappano in “Ti stupisci”: n.d.r.), è un po’ lo specchio di come te la vivi tu. Io per tanti anni l’ho subita, poi mi sono accorto che non potevo barricarmi dietro gli ostacoli ma che dovevo muovermi. Tutti si lamentano, ma la gente si deve svegliare Traendo ispirazione dalla rabbia, nelle 17 tracce i due rapper valdostani raccontano storie di tutti i giorni come un’amicizia finita male (“Caro amico”), un giorno di lavoro che non finisce mai (“Un giorno troppo lungo”), il rapporto con le ragazze (“Profumo di donna”). «Cerchiamo di veicolare con la musica i nostri pensieri, solo che oggi se fai questo sei etichettato come uno palloso, uno troppo politico (“io ti spacco i cosiddetti più di Nanni Moretti”, rappano in “Troppo politico”: n.d.r.). Quando, però, siamo nati era il periodo molto politicizzato delle Posse ed abbiamo sempre ascoltato un rap “preso male”. Ritorniamo dunque al discorso della consapevolezza e di chi vive con gli occhi chiusi relegando i propri incubi in soffitta, per, poi, stupirsi quando va a sbattere contro la realtà. Pasolini negli anni Sessanta invitava ad andare a vedere le borgate romane perché erano quello che Roma sarebbe diventata vent’anni dopo. E siccome “é dalla merda che nascono i fiori” è ai margini della società che si possono incontrare i “psycotalentici”, una parola con cui ci ha definito uno degli ospiti importanti del Cd, Psycko Killa, fondendo psycho, nel senso di vena di pazzia, con talento e autenticità.» Tra le collaborazioni del Cd spiccano anche Jack the Smoker, Mastermaind (collaboratore di Fabri Fibra), dj Spark of Masnada e il duo torinese “2Soul”. Innumerevoli, poi, i valdostani: da Morena Avenoso a Poupa Saga dei “Taverna Sound System”, da Neda al famigerato Mene. E, ancora, XouMaker, Fabio Comai, Mastroposse, Mr. Piovo, Em’Barta ed Andrea Dugros (nei cui studi il Cd è stato registrato). Il lavoro è stato pubblicato dall’etichetta torinese “AtipiciHipHopCity” e distribuito da “Self”. Per maggiori informazioni e l’ascolto di alcuni brani del Cd ci si può collegare ai siti www.altroquando.nethttp://www.myspace.com/altroquandovda

Altroquando con Jack the Smoker

3 ottobre 2009 Pubblicato da | Musica valdostana | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

   

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