C’ERA UNA VOLTA (18) A 20 anni dalla morte THIEBAT E’ ANCORA VIVO

1 THIEBAT_FBThiebat-Paillex 1157471_589657186_nL’amore è memoria. Uno dei modi per amare una persona è, infatti, ricordarla. A giudicare, quindi, dalla straordinaria quantità (e qualità) di gente che il 16 dicembre 2012 è accorsa per ricordarlo all’Espace Populaire di Aosta, Enrico Thiebat, a 20 anni dalla morte, è ancora amatissimo.

1 Tulipe (by Gaetano Lo Presti)  IMG_0990Ma amore è, anche, condivisione. Condividere, in questo caso. il ricordo di chi ha lasciato un segno con chi non l’ha mai conosciuto. Ho, quindi, organizzato la serata soprattutto per spiegare chi fosse ai tanti giovani che, ogni volta che ne parlavo, mi chiedevano: “Thiebat chi?”, per, poi, rimanerne affascinati. Ecco il perchè del titolo della serata, «Thiebat chi ?», ed ecco il perchè della presenza di tanti protagonisti che non erano nati o erano dei bambini quando Thiebat è morto.

1 Maura FB IMG_0981Sono, infatti, passati venti anni da quel 14 dicembre 1992 quando morì, a 43 anni, sulla statale 26, uscendo di strada, con una Uno bianca, all’altezza di Champagne di Verrayes. Alle 7 de la tarde, mentre tornava a casa da un lavoro, finì come era vissuto: « sottosopra». E i simbolismi della sua morte non finiscono qui: morto « sottosopra », uscendo « fuori strada », «ai margini » della SS 26, « dimenticato » dalla società (perché, anche se morì sul colpo, i soccorsi arrivarono dopo due interminabili ore).

1 Frison FB  IMG_0975In quell’occasione Enrico Martinet scrisse su « La Stampa » un bellissimo articolo. «Enrico oggi esce in scena per sempre e si infila nel sogno di una generazione», scrisse. Aggiungendo : «Enrico perso in un sogno. Quello di un’utopia sempre inseguita, quello di una vita ai margini, quello di tutti gli idealisti usciti da un ’68 che non hanno mai voluto dimenticare. Perso in un sogno, perchè per gli amici la morte di Enrico Thiebat sarà presto rimossa dalla memoria. Non potrebbe essere altrimenti, ricordarla sarebbe annunciare la propria: di chi ha creduto in quel miraggio, in una società che non esiste, che si può vivere solo con la fantasia.» 

1 Gramsci FB b IMG_0972Mi piacciono i sogni e mi piacciono le cose difficili, e la serata del 16 dicembre è stata un pò tutti e due. Non è stato, infatti, facile smuovere l’inerzia che circondava la figura di Enrico Thiebat, perchè la “profezia” di Martinet in molti casi si è avverata, e molti amici hanno rimosso la sua morte perchè era scomoda perfino la sua memoria. Se, poi, lo era per gli amici, figuriamoci per gli altri. Ecco, quindi, alcune polemiche su Facebook che, nei giorni precedenti l’evento, hanno bollato il progetto come una « mitizzazione acritica» di un « un Borghese dalla vita facile, spaccapalle e anarchico-rigolo». O del silenzio o minimizzazione che alcuni mass media gli (e mi) hanno, inevitabilmente, riservato sia prima che dopo.

1 Iubal FB (by Gaetano Lo Presti) IMG_0984Per strapparlo a questo “sonno della memoria” non si poteva essere didascalici, pignoli, precisini (per cui ci sono, indubbiamente, stati errori, mancanze, dimenticanze), ma c’era bisogno della forza prepotente di un’emozione. Ed emozione è stata. Innescata dalle parole di un breve video, realizzato in collaborazione con Alessandro ed Andrea Di Renzo, in cui, all’inizio della serata, si è rivisto Thiebat in filmati concessi dalla sede Rai VdA e si sono ascoltate testimonianze di amici (Bobo Pernettaz, Alberto Faccini, Andrea « Frank » Degani, Maria Pia Simonetti, Enrico Martinet, Roberto Contardo, Barbara Tutino, Franco Grobberio).

1 Yvette FB bis IMG_0978Ma l’emozione è venuta, soprattutto, dalla tanta sua musica, suonata e cantata nell’occasione da quanto di meglio la Valle abbia espresso negli ultimi anni (con Alberto Faccini, antico sodale di Thiebat, a fare da prezzemolino e collante).

Si è, infatti, passati da TULIPE TRAPANI (“Une île”) a YVETTE BUILLET e GIORGIO PILON (“Blanche Biche” e “Le Deserteur”), dai TROUVEUR VALDOTEN (“La jambe me fait mal” e “La Princesse et le marriage”) a MAURA SUSANNA e ANDREA DUGROS (“A Cormajor”, “Il maialino” e “J’ai un amour”), da ALBERTO VISCONTI e STEFANO FRISON (“L’acqua”, “Mi è salita una mosca in macchina” e “Monsieur Thiebat”) a IUBAL KOLLETTIVO MUSICALE (“Queun casinò” e “C’ho la donna che mi mena”) e GRUPPO GRAMSCI (“Addio Lugano bella”, “Albergo a ore”, “Bella ciao” versione jazz).

1 Trouveur(by Gaetano Lo Presti)  IMG_1023Musicisti, in particolare questi ultimi, che hanno portanto avanti negli anni la canzone di impegno sociale in Valle. Un pò come, con le sue provocazioni, faceva Enrico, convinto che, come cantava Robert Charlebois, «si les chanteurs se mettent à penser, le public sera obligé de réfléchir».

1 Con Pino America e Sergio Milani IMG_1006La serata si è, infine, proiettata nel futuro con la proposta di Roberto Contardo (che, con Beppe Barbera e Roberto Biazzetti ha, dopo 30 anni, riformato il «Gruppo Gramsci ») di intitolare il nuovo auditorium di Aosta ad Enrico Thiebat. Ma, anche,con «Monsieur Thiebat», la canzone da me scritta per l’occasione con Alberto Visconti e con il video ripreso dalla troupe di Gian Luca Rossi per un futuro programma RaiVdA.

Gran finale con tutti sul palco a interpretare « C’ho una donna che mi mena » con l’intervento speciale di Pino America, personaggio fuori dalle righe della società valdostana, e, quindi, perfetto per ricordare Enrico con un rap politicamente scorretto culminato con l’urlo «Thiebat è ancora vivo».

LA VALLE IN RIMA canta “IO RESISTO”

A parlare di “Nuova Resistenza” fu proprio il “Presidente partigiano” Sandro Pertini. “Per difendere le posizioni che noi abbiamo conquistato- disse- oggi ci vogliono due qualità: l’onestà e il coraggio. La politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato!”. Belle parole, rivolte a giovani che la realtà ha, in seguito, sempre più disilluso e demotivato. Non tutti, però. C’è chi continua a “resistere” ad un mondo sempre più spersonalizzante ed “espropriato”, denunciando le cose che, dal suo punto di vista, non vanno attraverso il web e, musicalmente, il rap. Anche in Valle. «Il rap è spietatamente sincero- spiega, infatti, l’aostano Andrea “Sago” Di Renzo- Quello che pensi lo dici. Il suo spirito è urlare le cose che nessuno vuole sentirsi dire.» L’ultimo esempio è il brano “Io resisto”, appositamente scritto da Sago con i fratelli Fabio e Olivier Comai e Remy e Vincent Boniface per lo spettacolo dei “Trouveur Valdotèn” «Résistence 2010- Mémoire actuelle», rappresentato il 22 aprile alla Cittadella di Aosta e e 23  all’Auditorium di Aymavilles nell’ambito della «Settimana della Resistenza» organizzata dall’assessorato regionale alla Cultura. “Resistere a cosa, non ci sono mica i nazi /no, ma lentamente ci tolgono gli spazi”, rappano, infatti, Sago e Fabio riferendosi alla realtà locale dove, a fronte della fine di esperienze giovanili autogestite e decentrate come “La Valle in rima” (“sará che abbiam tirato troppo la corda”), c’è stato l’accentramento in spazi rigidamente controllati (“se dico Cittadella qualcuno mi capisce/ come Cinderella a mezzanotte si finisce”). Il problema, però, è, più in generale, di una società che tende a cancellare “il presente, il passato e anche la storia”, imponendo grazie alla TV una “vita tipo fast food”. La soluzione è collettiva: “se resisto allora sono un partigiano/ basterebbe dire tutti insieme: noi resistiamo”. Di “Io resisto” di “La Valle in rima” Alessandro Di Renzo ha realizzato e caricato su YouTube un video.

IO RESISTO

(Sago) Io resisto qui c’è qualcosa di sbagliato /Qualcuno vorrebbe cancellare il passato/Fare piazza pulita averla vinta /E poi prendere il controllo della nostra vita/Musica trita partita alla tele/ E noi seduti sul divano a far le ragnatele/Io resisto studio piú lingue di Babele/ Voglio viaggiare spiegare le vele/Non credo alla storia dello straniero cattivo/ Meglio Pont st. Martin o Ponte San Martino/Parla con tua nonna conserva la memoria/ Diffida di chi ti da la pappa pronta/La vita che vivo tipo fast food/ Butta giú e non pensarci su/Ma dimmi di sto passo cosa resta dimmi cosa/ Ci tolgono il presente il futuro e anche la storia/

Rit. Davanti agli occhi quanto per desistere / Ma dentro il cuore troppo per resistere/ Ancora voglio insistere/ Ancora ancora

(Sago) Se dico quel che vedo sono troppo politico/ Dovrei far finta di niente e tornare ad esser tímido/Se resisto allora sono un partigiano/ Basterebbe dire tutti insieme noi resistiamo/Resistere a cosa non ci sono mica i nazi/ No ma lentamente ci tolgono gli spazi/ Se dico Valle in Rima qualcuno si ricorda/ Sará che abbiam tirato troppo la corda/Se dico cittadella qualcuno mi capisceCome cinderella a mezzanotte si finisce/Tanto noi siamo distratti noi siamo sempre on line/ Oh baby bye baby bye baby bye bye bye/ Saluta questa vita te la sfilano da sotto il naso/ Apprezzo la mia libertá da quando sono evaso/È la mia libertá ma non me ne faccio niente/ Se non posso condividerla col resto della gente 

Rit. Davanti agli occhi quanto per desistere / Ma dentro il cuore troppo per resistere/ Ancora voglio insistere/ Ancora ancora 

(Fabio Comai) La libertá forzata è dittatura / E a me mi suona tanto di fregatura / Cos’hai dentro al cervello la segatura / Non essere famosi è da paura/ Vestire tutti uguali è da sfigati / Non tutti gli stranieri sono criminali /E poi non tutti i criminali vanno in giro armati /Il mondo non finisce dove finiscono i canali / Lo dice la tivú non è una garanzia/ La fissa dei vaccini è la malattia / Non puoi cambiare il mondo é una bugia /Io penso che sto mondo è anche casa mia /Non trovo religione neanche in Vaticano /Se so di aver ragione io non parlo piano / Se dio mi da la vita io la prendo in mano/ Pensarla a questo modo è partigiano

ARIA NUOVA: musicisti valdostani insieme per i terremotati dell’Abruzzo

L’idea è nata nel giugno scorso sulla scia della canzone “Domani” realizzata dai migliori cantanti pop italiani per aiutare le popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto dell’aprile 2009. Perché non fare qualcosa di simile in Valle d’Aosta?, si sono chiesti i musicisti aostani Andrea Dugros e Luca Pera. Detto fatto hanno composto (con Carlo Benvenuto) la canzone “Aria nuova”, contattatando i migliori cantanti valdostani perché la interpretassero. Hanno risposto in ventiquattro, in rappresentanza un po’ di tutti i generi: dal jazz (Donatella Chiabrera) al liscio (Lady Barbara), dalla lirica (il baritono Federico Longhi) alla musica etnica (Ranzie Mensah, Luis De Jyaryot e Maura Susanna), dal rap (i rapper Mene e Shite) al pop (ChimeraFrancesco C, Giorgio Pilon, Andrea Balestrieri, Maximilian Noussan, Patrick Mittiga, Francesco Tripodi, Patrick Vignale, Joe Sopala, Luca Stefanoli, Elisabetta Padrin, Morena Avenoso, Carlo Benvenuto ed Erika Iamonte). Senza contare che tra i musicisti che hanno confezionato la base musicale c’erano i fratelli Remy e Vincent Boniface della premiata ditta “Trouveur Valdoten”. Tutti insieme per la prima volta, eccezionalmente riuniti in una canzone e nel bel video della giornata di registrazione (un afoso 5 luglio) realizzato dal bravissimo Alessandro Di Renzo. Con tutta questa carne al fuoco il lavoro di post produzione è stato lungo ed impegnativo, concludendosi solo a fine ottobre. La presentazione del Cd è, quindi, avvenuta  il 21 dicembre, al Palazzo Regionale di Aosta, alla presenza del Presidente della Giunta Augusto Rollandin e dell’Assessore regionale all’Istruzione e Cultura Laurent Vierin. L’Amministrazione regionale ha, infatti, deciso di comprare mille copie del Cd, mentre altre mille saranno disponibili, dietro un’offerta minima di cinque Euro, nella sede di Via Trottechien del Centre Musique Aosta che fa capo ad Andrea Dugros. Il ricavato sarà devoluto a Lucoli, il paese abruzzese con il quale la Valle ha, in occasione del terremoto, stabilito un gemellaggio di solidarietà.

ARIA NUOVA (Testo: Carlo Benvenuto e  Luca Pera  Musica: Andrea Dugros)

Metti insieme tante mani e avrai / la certezza di un sorriso li per te

basta solo respirare / l’aria fresca e nuova che ti arriverà

Per colmare le distanze  / acqua che ci porta al mare

non siam poi così lontani  / un motivo per cantare

…per te …per noi …con te …l’aria è nuova

Metti ancora qualche mano e saprai  /  riscaldare cuore e anima …vedrai

come un grande girotondo  / senti tutte questa voci intorno a te

Le vallate colorate  /  non son poi così distanti

se bastasse una canzone   /  per sentirci più vicini    /   …così …sarà …calore

Respira …gira nell’aria  / respira …prendi fiato e / respira …guarda che cielo

respira …oggi più che mai  / …siamo noi …siete voi …l’aria è nuova

C’è un profumo nuovo che    /     su dalle montagne si alza e vola giù

come fosse un fiore fresco che  /    poi di mano in mano passa e arriva lì

Porterà tanti colori    /    serve a non sentirsi soli

come fosse un grande abbraccio    /    un sorriso che ti passo    /     …così …sarà …luce

Respira …gira nell’aria  / respira …prendi fiato e / respira …guarda che cielo

respira …oggi più che mai  / …siamo noi …siete voi …l’aria è nuova