GATTI (5) Non c’è alcuna necessità di sculture in una casa in cui vive un gatto
Non c’è alcuna necessità di sculture in una casa in cui vive un gatto
Wesley Bates
GATTI (4) Chi sogna ad occhi aperti,vive ad occhi chiusi
Chi sogna ad occhi aperti,vive ad occhi chiusi
LINO GIUSTI (http://www.linogiusti.it)
“L’ultimo chiuda la morta!!!” di LINO GIUSTI e ANTONIO DI STEFANO
Non è un caso che gli aforismi si definiscano “pillole di saggezza”, visto che i primi ad usarli furono Ippocrate e i medici della Scuola salernitana.
Non è, quindi, un caso nemmeno che Lino Giusti e Antonio Di Stefano abbiano sottotitolato “Uforismi: battute … dell’altro mondo” il libro “L’ultimo chiuda la morta!!!” pubblicato per “NovantaCento Edizioni”. I due fanno, infatti, gli Informatori Medico Scientifici e tra un campionario e l’altro sciorinano ai loro clienti medici il vastissimo repertorio di battute che hanno raccolto anche in vari altri libri, tra cui il famoso “Stupidario medico” pubblicato da Di Stefano nel 1992 per Mondadori. Una vera e propria “risoterapia” la loro, che, grazie ad una comicità basata sui “cambi di prospettiva”, allevia l’animo più di mille pastiglie. “Non si finisce mai d’appendere”, come direbbe la guardarobiera. Quando, infatti, uno si sente “più Confucio che persuaso”(come disse Buddha), con “i nervi a fior di palle”(come il malato di varicocele) deve prendere coscienza che “è inutile piangere sul lotto versato”(come fa il sistemista sfortunato). Ecco, allora, che non c’è niente di meglio che le centinaia di battute raccolte da Giusti e Di Stefano per rendersi conto che “la vita è bella…ma il culo è meglio”. “Non capta tutti i giorni” (come fanno certe antenne un po’ così) di trovare un umorismo “con una marca in più”(come piace al plurigriffato) che “non lascia niente di attentato” (come fa il bombarolo) per raggiungere “uno scoop nella vita” (come piace ai giornalisti): far ridere, ridere, ridere. Completano il tutto le vignette di Giuseppe Lo Bocchiaro che visualizzano al meglio alcune battute. Ma siccome “non tutte le ciambelle riescono col muco” (come capita al pasticciere raffreddato), il libro lascia un atroce dubbio: “ma Mirò fece poi centro?”. “Fiat voluntas nei”, concluderebbe Bruno Vespa.
LUDWIG WITTGENSTEIN: un uomo troppo fragile per andare in frantumi

Il 26 aprile 1889 nacque a Vienna Ludwig Wittgenstein, filosofo e logico austriaco allievo e collaboratore di Bertrand Russell. Fu, tra l’altro, compagno di scuola, a Linz, di Adolf Hitler (coetaneo, ma indietro di due classi). Nel 1922 , mentre quest’ultimo fondava il National Sozialistische Deutsche Arbeitspartei, meglio conosciuto come Partito Nazista, Wittgenstein pubblicava il “Tractatus logico-philosophicus”, considerato una delle opere filosofiche più importanti del Novecento, iniziandolo con le parole “tutto il senso del libro si potrebbe riassumere nelle parole: quanto può dirsi, si può dir chiaro, e su ciò di cui non si può parlare si deve tacere“.L’autore stesso, convinto di avere “risolto” definitivamente tutti i problemi, dopo la pubblicazione del trattato abbandonò, coerentemente, la filosofia.

Allo stesso modo, nel 1919, influenzato dal cristianesimo di Tolstoj, si era liberato della cospicua eredità paterna per vivere senza inutili orpelli. Pensatore anomalo per vari motivi, conserva ancor oggi un’immagine oracolare e misteriosa che ha scatenato i tentativi di spiegazione esistenziali (ricorrendo, ad esempio, alla sua omosessualità) o patologiche (avanzando il sospetto che potesse essere affetto dalla Sindrome di Asperger, una forma di autismo). Wittgenstein morì a Cambridge il 29 aprile 1951, malato di cancro. Un istante prima di perdere conoscenza, sussurrò ai presenti la sua ultima frase: «Dite a tutti che ho avuto una vita meravigliosa». In uno degli innumerevoli aforismi tratti dai suoi scritti così si descrisse: “Ci sono uomini che sono troppo fragili per andare in frantumi. A questi appartengo anch’io“.
L’Arte del restare a galla di SANDRA AMURRI

«… come prima regola impone il non dire, il parlare d’altro, il parlare in generale, evitando di chiamare cose e persone con i loro nomi, insomma, il non esporsi, ben sapendo che aria tira, ma ignorando che aria potrebbe tirare domani».
SANDRA AMURRI
Se la vita ti volta le spalle…tu toccale il culo!!!
Se la vita ti volta le spalle...tu toccale il culo!!!
Enrico NASCIMBENI
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