PURE QUESTO E’ AMORE (13) I drammaturghi non ci insegnano nulla sull’amore. Lo rendono carino, comico o lascivo. Non possono renderlo vero.
LONDRA 1593. Lady Viola (Gwyneth Paltrow) segretamente innamorata di Willian Shakespeare (Joseph Fiennes) viene ricevuta a Corte dalla Regina Elisabetta d’Inghilterra(Judi Dench)
Regina Elisabetta: Cos’è che amate tanto? Amate le storie di Re e Regine? Di fatti d’arme? O l’amor cortese?
Lady Viola: Amo il teatro… e amo la poesia al di sopra di tutto
Regina Elisabetta (Judi Dench) I drammaturghi non ci insegnano nulla sull’amore. Lo rendono carino, lo rendono comico o lo rendono lascivo. Non possono renderlo vero.
Lady Viola: Oh sì, invece…(silenzio stupito dei cortigiani, per la temerarietà dimostrata da Lady Viola nel contraddire la Regina:n.d.r.)
Lady Viola: Intendo, vostra Maestà, che non lo fanno. O non l’hanno fatto in passato… Ma che uno (si riferisce a Shakespeare:n.d.r.) sia in grado di farlo
Regina Elisabetta: Nessuno accetta questa vostra scommessa, a quanto pare…
Willian Shakespeare (intrufolatosi tra i convenuti sotto mentite spoglie di donna): Cinquanta sterline!!!
Regina Elisabetta (Judi Dench): Cinquanta sterline? Una notevole somma per una notevole questione. Può un’opera mostrarci l’esatta natura e verità dell’amore? Sono testimone della scommessa. E ne sarò il giudice, quando l’occasione arriverà. Non ho ancora visto nulla per risolvere la cosa.
da SHAKESPARE IN LOVE (2004) un film di JOHN MADDEN
PURE QUESTO E’ AMORE (13) PER NON VIVERE SOLI (Pour ne pas vivre seul)
Per non vivere soli si vive con un cane
si vive con le rose o con una croce
Per non vivere soli rifiutiamo di arrivare al dunque
amiamo un ricordo, un’ombra, una cosa qualunque
Per non vivere soli viviamo per la primavera
e, quando la primavera finisce, per la prossima primavera
Per non vivere sola ti amo e ti aspetto
per avere l’illusione di non vivere sola
Per non vivere sole delle ragazze amano le ragazze
e si vedono dei ragazzi sposare altri ragazzi
Per non vivere soli c’è chi fa dei bambini
bambini che sono soli come tutti i bambini
Per non vivere soli si fanno cattedrali
dove tutti quelli che sono soli
si aggrappano alle stelle astrali
Per non vivere sola ti amo e ti aspetto
per avere l’illusione di non vivere sola
da POUR NE PAS VIVRE SEUL (1972) canzone di S. Balasko e D.Faure
PURE QUESTO E’ AMORE (12) L’UOMO CHE AMAVA LE DONNE

PURE QUESTO E’ AMORE (12) L’UOMO CHE AMAVA LE DONNE
BERTRAND MORANE (Charles Denner): Una bella gamba è da ammirare, ma non mi dispiacciono le caviglie robuste. Anzi, posso dire che mi attirano perché promettono qualcosa di più armonioso, risalendo lungo le gambe. Rappresentano una sorta di mistero insondabile. Le gambe delle donne sono dei compassi che misurano il globo terrestre in tutti i sensi, donandogli il suo equilibrio e la sua armonia.
da L’UOMO CHE AMAVA LE DONNE (1977) un film di FRANÇOIS TRUFFAUT
PURE QUESTO E’ AMORE (11) ULTIMO TANGO A PARIGI

JEANNE (Maria Schneider), immersa in una vasca da bagno: Lo sai che sei vecchio. E stai diventando grasso.
PAUL (Marlon Brando), che le lava la schiena : Ah, divento grasso? Sei gentile.
JEANNE (Maria Schneider): E sei anche mezzo calvo. E quei pochi capelli che ti restano sono bianchi.
PAUL (Marlon Brando) : Tra una decina d’anni tu giocherai a pallone con le tue tette. Ci pensi mai? E sai cosa farò io allora?
JEANNE (Maria Schneider): Sarai inchiodato in una sedia a rotelle
PAUL (Marlon Brando) : Ah beh, può darsi. Sarò un vecchietto sorridente e felice che si avvia verso l’eternità.
JEANNE (Maria Schneider): Uh, come sei poetico ! Allora, prima di avviarti, lavami i piedi.
PAUL (Marlon Brando) : Ma certo. Noblesse oblige.
JEANNE (Maria Schneider): Io e quell’uomo facciamo l’amore
PAUL (Marlon Brando) : Ah, davvero? Meraviglioso. E sa scopare bene?
JEANNE (Maria Schneider): E’ magnifico
PAUL (Marlon Brando) : Ma quanto sei stronza? Le scopate migliori te le puoi fare solo qui, in questo appartamento. Alzati.
JEANNE (Maria Schneider): Lui è pieno di mistero.
PAUL (Marlon Brando) : Ah sì? Dov’è il sapone? Senti, stupidina: il solo ed unico mistero che hai conosciuto in vita tua è qui dentro.
JEANNE (Maria Schneider): Lui è come tutti gli altri, ma, allo stesso tempo, è diverso.
PAUL (Marlon Brando) : Allora è come tutti gli altri?
JEANNE (Maria Schneider): A volte mi fa persino paura
PAUL (Marlon Brando) : E perchè? E’ il tuo pappone, confessa
JEANNE (Maria Schneider): E perchè no? L’aspetto ce l’ha. Lo sai perchè mi sono innamorata?
PAUL (Marlon Brando) : Dillo, ti supplico
JEANNE (Maria Schneider):Perché ha trovato il modo giusto per farmi innamorare
PAUL (Marlon Brando) : E tu vuoi che l’uomo che ami ti protegga e abbia cura di te
JEANNE (Maria Schneider):Certo.
PAUL (Marlon Brando) : Vuoi che questo forte, lucente e possente guerriero costruisca una fortezza dove puoi rifugiarti. In modo che tu non debba mai aver paura, non debba sentirti sola, non debba sentirti esclusa. E’ questo che cerchi, vero?
JEANNE (Maria Schneider):Sì.
PAUL (Marlon Brando) : Non lo troverai mai.
JEANNE (Maria Schneider): Ma io l’ho già trovato.
PAUL (Marlon Brando) : Beh, non passerà molto che si costruirà lui una fortezza per se, fatta con le tue tette, con la tua vagina, il tuo sorriso e il tuo odore. Una fortezza dove lui si sentirà al sicuro e così stupidamente virile che vorrà la tua riconoscenza sull’altare del suo cazzo
JEANNE (Maria Schneider): Io l’ho trovato quest’uomo…
PAUL (Marlon Brando) : No, tu sei sola. Sei tutta sola. E non potrai liberarti di questa sensazione di completa solitudine finché non guarderai la morte in faccia. E, poi, neanche. Guarda, questa non è che una stronzata romantica, finché non sarai capace di guardare nella morte, nel buco del suo culo, sprofondando in un abisso di paure. E allora, forse, solamente allora, forse, riuscirai a trovarlo
JEANNE (Maria Schneider): Ma io l’ho trovato quest’uomo…sei tu. Sei tu quest’uomo.
PURE QUESTO E’ AMORE (10) Quelli che sostengono che per un sano e duraturo matrimonio ci vogliono 4 condizioni

PAOLO ROSSI: Quelli che… sostengono che per un sano e duraturo matrimonio ci vogliono 4 condizioni:
una persona che vi ami così come siete,
una persona che vi stimoli sessualmente,
una persona che vi stimoli intellettualmente,
e, ultima condizione, che queste tre persone non si incontrino mai.
Dalla trasmissione televisiva Vengo anch’io, ovvero Enzo Jannacci (2011)
PURE QUESTO E’ AMORE (9) EYES WIDE SHUT

Sandor Szavost (Sky Dumont): Vede qualcuno che conosce?
Alice Harford (Nicole Kidman), guardando il marito (interpretato da Tom Cruise) che si intrattiene con due ragazze: Mio marito.
Sandor Szavost: Oooh. Sa qual è il vero fascino del matrimonio? È che rende l’inganno una necessità per le due parti. Mi chiedo come mai una bella donna, che potrebbe avere qualunque uomo in questa sala, ha voluto sposarsi?
Alice: Non avrei dovuto.
Sandor Szavost: Ooh, vanno così male le cose?
Alice: No, vanno tanto bene.
Sandor Szavost: Sa perché avevano tanto fretta di sposarsi una volta?
Alice: No, me lo dica lei.
Sandor Szavost: Era il solo modo per perdere la verginità, e poter fare tutto quello che volevano con altri uomini. Quelli che desideravano davvero.
Alice: Mmm, interessante
da EYES WIDE SHUT (1999) film diretto da Stanley KUBRICK
PURE QUESTO E’ AMORE (8) LA FIERA DELLA VANITA’

WILLIAM DOBBIN (Nando Gazzolo): Basta. Ve l’ordino. Basta. Non potete distruggere in un momento d’ira una vita intera di devozione e d’affetto. Anzi, d’amore. Ma adesso mi accorgo che il mio sentimento era troppo grande per voi. Continuate a pretendere tutto senza concedere nulla. Sì, forse avete lottato, ma non sono mai diventato abbastanza importante per voi. E questo dura da troppo, ormai. Siamo stanchi. Tutti e due. E allora tanto vale che me ne vada
AMELIA “EMMY” SEDLEY (Ilaria Occhini): Volete andarvene?
WILLIAM DOBBIN (Nando Gazzolo): Un’altra volta vi avevo detto addio, vi ricordate? Sarebbe bastato uno sguardo, una parola… Ma eravate ancora sconvolta dalla morte di George. Ed eravamo giovani, Emmy. Questa volta non mi vedrete tornare. Questa volta è davvero l’addio.
WILLIAM THACKERAY (VOCE NARRANTE) (Romolo Valli): Diremmo proprio un paradosso affermando che gli uomini troppo docili e generosi eccitano nelle donne l’egoismo e la crudeltà? E, per chi si sente padrone, non c’è rivolta più amara e inammissibile di quella dello schiavo fedele, sulla cui devozione si conta ciecamente, e che ad un tratto osa spezzare le catene.
Da “LA FIERA DELLA VANITA’” (1967) sceneggiato TV diretto da Anton Giulio Majano
PURE QUESTO E’ AMORE (6) – LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO

Ludovico Massa, detto Lulù (Gian Maria Volontè), cottimista di una fabbrica del novarese, svergina su una scomoda e fredda Fiat 850 l’operaia Adalgisa (Mietta Albertini)
LULU’: Ecco finito. Finito adesso, finito
ADALGISA: Io non ho mica sentito niente
LULU’: Ueh, sentito niente….
ADALGISA: Io sento solo male e basta. E adesso?
LULU’: E adesso cosa?
ADALGISA: Ma è amore questo qua?
LULU’: Amore…Amore… si fa…E quando è fatto è fatto e uno ritorna insieme.
ADALGISA: Già, come le bestie
LULU’: Come le bestie? Come le bestie. Ce l’ho i piedi io? Le mani? L’usel? Allora come le bestie. Bestie … è la cosa più sexy. E quando è fatto è fatto. No?
ADALGISA: Vaffanculo, portami a casa che devo lavarmi
LULU’: Le donne la prima volta non sentono mica niente. Sentono a trent’anni. C’è mica bisogno di insultare, no? Dovresti pagarlo il tuo Lulù per questa bella manovalata che si è fatto. La realtà è la realtà. Non c’è mica altro.
PURE QUESTO E’ AMORE (5) I “Sogni” di Elena e Vittorio
Il quadro si intitola “Sogni”, ma nello sguardo di Elena Vecchi, la ragazza che vi è raffigurata, c’è dell’altro. Sogni? Forse, ma di quelli senza speranza, o, addirittura, svaniti. Sicuramente si percepisce un’intimità insolita con il pittore, Vittorio Matteo Corcos. La differenza d’età, lei 23 anni lui già 38, svanisce nell’espressione complice di un volto di donna che riflette l’autunno di una passione che trascolora nei dubbi e nel rimpianto. Dalla sua Corcos ha il fascino irresistibile dell’artista di successo. Nel 1880, quando lavorava a Parigi, lo avevano definito «il mago che rende belle tutte le donne che posano per lui». Loro accorrevano felici di apparire belle anche se non lo erano, vedendo, grazie a quel mago, realizzati sulla tela i loro sogni. Elena non aveva bisogno che Vittorio la facesse “apparire” più bella di quanto già era, lei voleva “essere” felice con quell’uomo cui, segretamente, aveva donato il fiore prezioso della sua adolescenza. Suo padre Augusto, ex ufficiale di Marina e scrittore (con lo pseudonimo di Jack La Bolina) di opere ispirate alla vita marinara, le aveva più volte raccontato come fa il nocchiero a non perdere la testa quando si trova in gran tempesta. Ma i suoi consigli niente potevano contro il tumulto che Elena aveva dentro. Né, tantomeno, avevano potuto evitare il naufragio dei suoi sogni nello scontro fatale con Emma Ciabatti. Trentacinquenne, donna di raffinata cultura stimata da poeti come Pascoli e Carducci, ma, soprattutto, moglie di Corcos…
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