Il magna sonoro (e luminoso) di BOXEUR THE COEUR

Parlando della sua musica, il bolognese Paolo Iocca cita la “Nouvelle cuisine”, il movimento culinario che negli anni Settanta abbattè i dogmi dell’alta cucina privilegiando la leggerezza di nuovi accostamenti che riuscissero a stimolare tutti e cinque i sensi. «Adesso, anche in musica, più che inventare cose nuove è importante come si mescolano i vari elementi e l’apertura verso altre arti.- ha confessato il quarantunenne musicista- E’ una convinzione a cui sono arrivato col mio precedente gruppo, i Blake/e/e/e, in cui, per avere una maggiore libertà di composizione ed arrangiamento, cercavamo di rompere qualsiasi schema mischiando, in modo ardito, varie esperienze. E’ mescolando le carte che si trova qualcosa di più ampio e olistico

Di quella esperienza (ma, anche, della collaborazione live con A Toys Orchestra) ha fatto tesoro per il nuovo progetto solista, Boxeur The Coeur, che la sera del 2 marzo è approdato all’Espace Populaire per la rassegna dell’Espace Indie Friday

Un concerto che era inserito nel tour di presentazione del primo cd (realizzato con la collaborazione del produttore newyorkese Shannon Fields) che fin dal titolo rivendica la novità della proposta: le iniziali di “November Uniform” si rifanno, infatti, all’alfabeto NATO/ICAO, e lette insieme suonano come “new”. «Vi mescolo soluzioni della musica “avant” in un contesto “popular”- ha spiegato Iocca- utilizzandole, quindi, per esprimere emozioni personali/universali e, quindi, condivisibili a un livello immediato.» Obiettivo raggiunto in pezzi piacevolissimi come “Our glowing days” (dal testo poetico che si rifà ai giorni dell’infanzia) o “Immortal bliss” (sul cercare di liberarsi da situazioni subite), mentre in altri casi l’elaborazione dei pezzi è più elettronica e aggressiva.

Forma, quest’ultima, che ha caratterizzato il concerto aostano in cui si è esibito da solo, nascosto dietro una postazione luminosa che assemblava tastiera, campionatore, sequencer ed effetti. (tra questi anche quelli luminosi, creati applicandosi, e applicando al pubblico, delle creme fosforescenti). A brillare è stato, comunque, soprattutto il suo incalzante magma sonoro da cui ogni tanto affioravano frammenti di canzoni, che ha colpito il pubblico dell’Espace con la stessa efficacia dell’arte nobile, la boxe, che Iocca ha praticato e da cui deriva il nome d’arte. «Sotto l’apparente violenza- ha concluso Paolo aka Boxeur The Coeur- nel pugilato c’è tantissimo autocontrollo, una disciplina ferrea e soprattutto la bellezza dell’imparare a guardare in faccia il colpo che sta per colpirti. Per evitarlo, non per fuggire

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