C’ERA UNA VOLTA (13) ARTURO JEMMA, un batterista tra le nuvole

Anche le morti più discrete e appartate, possono, grazie a Facebook, assumere il clamore e l’emozione, momentanea, del grande lutto. E’ quello che è successo il 21 novembre 2011 nel giro dei rockettari valdostani, per uno di loro, il batterista Arturo Jemma, deceduto quel giorno all’Ospedale Parini di Aosta.

Oggi si è spenta una luce…tutti noi siamo un po’ più poveri e un po’ più al buio… Ciao Artur!”, ha scritto il fotografo Luca Perazzone.

“Ti saluto in silenzio”, ha aggiunto Francesco-C.

“Ciao Peter Pan”, è stato, invece, il messaggio di un suo collega, il batterista Giuliano Danieli.

Arturo Jemma aveva 60 anni, e negli anni Sessanta e Settanta era stato uno dei protagonisti più estrosi della scena rock valdostana con gruppi come I Selvaggi e Flower’s Love.

«Arturo era bravo- ricordava il cantante Gianni Bruna, suo sodale nei Flower’s Love- Ma aveva sempre la testa persa tra le nuvole e dietro le ragazzine. Finiva, così, che, nelle prove, ad ogni stop che non faceva si prendeva delle bacchettate in testa

1 Arturo Jemma 79364080739_1846318713_nFinito il suo momento di gloria, Jemma aveva continuato, comunque, ad essere assiduo frequentatore dei concerti rock e protagonista di infuocate jam sessions nei locali aostani. Sempre sorridente e pieno di progetti. Anche negli ultimi mesi in cui ha nascosto a tutti il male che l’ha ucciso.

«Dove c’era rock’n’roll, c’eri tu- ricorda , su FB, Alberto Neri- Sapere che non ti incrocerò più fa davvero molto male… ma so anche che te la sei goduta fino in fondo, my friend: alla facciazza di chi non poteva, di chi non potrà mai capire.
See ya in a garageland, picchia forte.» 

I funerali di Jemma si sono svolti il 23 novembre nella chiesa di Charvensod.


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5 pensieri su “C’ERA UNA VOLTA (13) ARTURO JEMMA, un batterista tra le nuvole

  1. cazzo che brutto ! sei riuscito a sorprendermi anche in questo ! ma sarai sempre vivonei miei pensieri , ciao Artur come ha già scritto qualcuno te la sei goduta ma hai anche pagato a caro prezzo tutto ciò che hai voluto , e nonostante tutto hai sempre regalato un sorriso a chi ti incontrava , e tutte le volte che mi incontravi ,mi ricordavi, ” quando eri piccolo ti tenevo sulle ginocchia e tuo padre gridava sempre! ” ma adesso mi piace pensare che potrai fare wind surf e suonare tutte le volte che ne hai voglia , Ciao Artur !
    Leo.G

  2. Artur, ricorda la canzone di Claudio Rocchi che cantavamo spesso insieme: “La realtà non esiste” . La conoscevano praticamente solo noi due. Ed era il nostro segreto.

  3. Ho prestato il servizio militare a Presezzo con Arturo, l’ho cercato e adesso scopro che non c’è più. Mi dispiace ho perso un vecchio amico…..

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