Jingdezhen of China: risplendente oro bianco che suona
La Cina è considerata il paese della ceramica e della porcellana al punto che in inglese, il termine “china” ha anche il significato di ceramica e porcellana. Questi materiali sono a loro volta sinonimo della città di Jingdezhen, nella provincia dello Jiangxi, che è la capitale della produzione del settore grazie alle numerose cave di caolino, in cinese gaolingtu (terra della montagna Gaoling), che costituisce la materia prima per la sua fabbricazione. Lo stesso nome della città deriva dal fatto
che qui si iniziarono a fabbricare oggetti di porcellana sotto il regno dell’imperatore Jingde (1004-1007), durante la dinastia Song. Si tratta dello stesso imperatore che emise il decreto secondo cui la città avrebbe dovuto produrre esclusivamente per il Palazzo Imperiale ed ogni esemplare avrebbe dovuto recare il timbro “fabbricato a Jingdezhen”. Da allora gli oggetti in ceramica e porcellana di Jingdezhen sono diventati famosi ovunque, al punto che Il quotidiano francese “Le Figaro” ha recentemente definito alcuni suoi splendidi esemplari “risplendente oro
bianco”. Il governo cinese è, poi, solito regalare ai capi di Stato esteri porcellane Jingdezhen. Per il suo bellissimo suono questa porcellana è stata usata anche per costruire strumenti musicali- come la XUN (una specie di ocarina), lo CIXIAO (un flauto) o la CIOU (una specie di marimba) – che sono stati usati nella musica popolare o per concerti a corte. Dopo che molti erano andati perduti, a partire dalla fine degli anni Novanta ne è ripresa la produzione, che, estesa a strumenti a corda come l’EHRU ed i tamburi, ha permesso di creare un set completo di porcellane “blue and white” caratterizzate dal suono purissimo. Lo stesso che lo scorso 2 novembre ho ascoltato, all’improvviso, in uno dei cortili del favoloso Giardino del Mandarino Yu, nel centro di Shanghai. Molto belle erano anche le otto musiciste che suonavano e che credo di aver capito si chiamino “Qing Hua Ru Zi Ci Yue Fang”. Il repertorio era chiaramente per turisti, per cui accanto ad alcuni pezzi tradizionali non sono mancati alcuni “evergreen” internazionali come la “Radetzky March“ con cui hanno concluso l’esibizione.
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