PINO DANIELE: un vecchio bambino con mille domande
Anche se «essendo nato il 19 marzo, sono più vicino all’Ariete», Giuseppe “Pino” Daniele, che si è esibito il 2 maggio 2009 al Palais Saint-Vincent, è a tutti gli effetti un Pesci. Lo conferma la doppia personalità sfoggiata nei due Cd “Electric Jam” (pubblicato lo scorso 27 marzo) ed “Acoustic Jam” (che uscirà a novembre) che rispecchiano i due lati del cantautore napoletano: quello più energico ed estroverso e quello più intimo. «Venendo con l’Electric Jam Tour, a Saint-Vincent ho suonato solo la chitarra elettrica.- ci ha detto- In uno dei pezzi del nuovo Cd canto “Ma se il volume è potere io metto l’amply a manetta”. E’ una frase di Pete Townsend, il chitarrista degli “Who”, che rende il rapporto fisico che si stabilisce tra il chitarrista ed il suono dello strumento elettrico.» Attualmente, però, “volume è potere” anche per chi grida più forte … «Cambiano le modalità ma restano gli stessi schemi di aggressione verbale. E’ un continuo bombardamento per distrarci dai veri valori. Il contenuto sembra non interessare più nessuno e viviamo in un mondo di gente distratta che non vuole pensare. Anzi, come sottolineo nella canzone “Dimentica”, sembra volere dimenticare. Invece bisogna ricordare. E l’unico modo per farlo è legare al ricordo un’emozione. Non sono un venditore di emozioni, ma ho sempre cercato di trovare l’emozione nelle cose che faccio.» C’è riuscito talmente bene da rendere indimenticabili tante sue canzoni. Tra queste “Quando”, inserita nella colonna sonora del film “Pensavo fosse amore” del suo amico Massimo Troisi. «E’ nata respirando l’aria del set del film a Napoli. Quando Massimo l’ha sentita se l’è messa subito nella segreteria telefonica. Le canzoni sono dei momenti della mia vita che ho fermato con emozione e verità. Le ho scritte perché volevo comunicare cose che non riuscivo a dire con le sole parole. Oggi c’è carenza di artisti proprio perché la musica non serve più per comunicare, ma, piuttosto, per avere successo. Il concerto diventa, così, un momento per mettersi in mostra e dimostrare di essere dei numeri uno. Per me, invece, il palco è un modo di proporre uno scenario musicale fatto di note e del mio modo di essere. Non voglio sembrare né più giovane né più vecchio, né, tantomeno, simpatico come un intrattenitore. Come canto in una canzone nel Cd, “resto un vecchio bambino con mille domande” che con la musica vuole raccontare delle storie.»
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